Gratteri ai giovani: “Come farcela davvero anche quando nessuno crede in te?" L’esperienza del ragazzo scalzo che è diventato Procuratore
- La Redazione

- 9 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Può il coraggio di studiare ogni giorno cambiare un destino già scritto? Il racconto di Gratteri che ribalta ogni alibi.

Viviamo in una società in cui morale ed etica sembrano essersi indebolite. Ne deriva un vero e proprio sovvertimento di valori e ruoli, fare l’insegnante oggi è sempre più difficile, anche a causa di alunni maleducati e irrispettosi, spesso spalleggiati da genitori altrettanto arroganti e presuntuosi. In questo contesto è fondamentale che le famiglie facciano un passo indietro permettendo agli insegnanti di svolgere il loro lavoro senza continue interferenze o giudizi.
“Vorrei vivere in un modo meno ipocrita, con persone che hanno il coraggio della coerenza, perché in Italia manca la coerenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo”, con tali significative parole Nicola Gratteri, magistrato e saggista italiano, dal 13 settembre 2023 Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, pone l’accento sull’importanza per i figli di avere genitori che siano all’altezza della funzione, modelli da emulare per virtù, onestà ed integrità, persone che continuino a contraddistinguersi per coerenza e fermezza.
Dunque “l’unica cosa che possono fare i ragazzi, soprattutto i figli di nessuno, è studiare”, questo quanto dichiarato senza alcuna esitazione dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri.
Si pensi, ad esempio, ai concorsi ed alle raccomandazioni. In merito il magistrato ha così dichiarato: “È vero le raccomandazioni esistono, esistono per tutti i concorsi all’orale, però la storia ci ha insegnato che ci sono i posti per i figli di nessuno. C’è un 30% di posti nei concorsi che è riservato ai figli di nessuno, cioè riservati a chi è bravo veramente. Se tu hai studiato sempre da bambino, e sei stato sempre il primo, il secondo, il terzo della classe, non ce n’è per nessuno, tu il concorso lo superi”.
Le parole di Gratteri, rivolte ai giovanissimi, appaiono di estrema importanza: pertanto solo attraverso lo studio, la costanza, la determinazione e la tenacia, si potrà arrivare dove più si desidera.
“Io vengo da una famiglia di semi-analfabeti, di genitori che sapevano solo firmare e leggere balbettando; di pomeriggio stavamo scalzi perché non avevamo le scarpe. I pantaloni passavano da un fratello all’altro. Andavamo a scuola con l’autostop da Gerace a Locri, sia a salire che a scendere”, in tal modo il magistrato coglie l’occasione per raccontare il suo vissuto e le sue umili origini.
“E allora perché sono qui? Perché io e i miei amici non abbiamo cercato alibi. Abbiamo studiato. Oggi uno di loro è un luminare della medicina, un altro scrive su riviste internazionali”, queste le significative parole di Nicola Gratteri.
Dunque rivolgendosi ai “figli di nessuno” il Procuratore della Repubblica invita sempre a non abbattersi, a non demoralizzarsi, perché “se ti abitui a studiare tutti i giorni, se esci solo una volta a settimana per la pizza, quando arriva il concorso non ce n’è per nessuno.
All’università non vai a chiederti se ti promuovono o ti bocciano, ma se prendi 30, 28 o 27”.
Questo è l’approccio giusto alla vita: “Chi si educa alla costanza può fare qualsiasi cosa”.
Bisogna, quindi, investire nell’istruzione, puntare sulla scuola, perché solo attraverso lo studio i giovani ragazzi potranno formarsi consapevolmente, garantendo loro la possibilità di riscattarsi e di farcela nonostante le avversità, perché non bisogna avere paura del domani ma costruire il proprio futuro con forza e determinazione.
Per te, lettore che ci segui, credi ancora che lo studio possa cambiare la vita di chi parte svantaggiato? Hai una storia di riscatto da condividere?
Scorrendo in basso troverai il box dei commenti, la tua esperienza, che puoi raccontare anche in modo anonimo, può essere da incoraggiamento a non mollare.
di VALENTINA TROPEA



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Terza di 4 figli, genitori semianalfabeti e con poche risorse economiche, spronata da un'insegnante delle scuole medie, che credeva tanto in me, conseguo la maturità classica, mi laureo in medicina, e dopo la specializzazione, vado all'estero dove lavoro come ricercatrice per 7 anni. Al rientro in Italia, ho attraversato l'INFERNO per potermi sistemare come medico, ma ce l'ho fatta. Nella mia vita c'è stata una sola strada percorribile, lo STUDIO senza MAI venire a compromessi che mi ha reso e mi rende tuttora una persona libera ed inattaccabile.
Prima figlia di 5, famiglia di operaio metalmeccanico con una terza media serale, e una mamma con la 5^ elementare. Ho sempre amato lo studio, non ho mai avuto gli strumenti: alle medie ed alle superiori mi facevo prestare i libri per preparare le lezioni facendo i riassunti. Ho scritto talmente tanto che in 3^ superiore avevo il polso destro bloccato dal tunnel carpale. Mi sono iscritta all'università quando ho capito di poter pagare la retta con i lavoretti che facevo: gli altri si stavano laureando ed io cominciavo. Mai comprato un libro, solo fotocopie, seguito pochissimo i corsi: il mio compito era restare a casa a pulire e preparare per chi usciva per lavoro.
Ed ora non mi ferma…
Solo il 30% riservato ai figli di nessuno mi sembra ingiusto e anacronistico in un paese che dovrebbe far emergere le eccellenze. Magari, visto che siamo un po' restii al cambiamento, dovremmo giungere alla quota inversa
Mah, forse nei paesi anglosassoni si può arrivare in alto studiando, qui in Italia la vedo molto difficile...
I miei genitori nn mi hanno osteggiato e mi hanno consentito di studiare, ma per loro, anche se mi fermavo e rimanevo ad aiutare in casa, andava bene lo stesso. Io comunque sentivo che la casalinga nn era la mia strada e così ho studiato tanto e sono diventata un'insegnante di italiano e latino, e il bastone e la carota mi sono servite per rendere lo studio di generazioni di alunni forse più lieve.