Gesù Pastore Buono: guida, protegge e conosce ciascuno per nome. Il messaggio che parla anche oggi
- La Redazione

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Gesù come Pastore Buono e Porta della salvezza: una meditazione che invita a riscoprire fiducia, unità e speranza...

Di Don Vincenzo Carnevale
Nel Vangelo della Domenica dedicata al Buon Pastore, Don Vincenzo propone una riflessione intensa sul significato di Gesù come guida che protegge, conosce ciascuno per nome e dona la vita per il suo gregge. Un messaggio spirituale che richiama fiducia, cura e vicinanza in un tempo segnato da incertezze e solitudini. "Gesù, pastore buono, guida, protegge, difende il suo gregge e dona la sua vita per le sue pecore!
Cristo Gesù è il Bel Pastore Buono delle pecore e, insieme, anche la Porta del recinto dell’Ovile della salvezza, solo chi vi entra attraverso di Lui, perciò, è Suo discepolo, mentre chi vi entra “da un’altra parte, è un ladro e un brigante”.
Al contrario del mercenario, al quale non interessano le pecore, che, invece, uccide per guadagnare e accumulare ricchezze, Cristo Gesù è il Pastore buono e bello e la Porta sempre aperta per le Sue pecore, le conosce tutte, una ad una, sa il loro nome, dunque, la loro storia particolare e le loro individualità, le conduce al pascolo, le guarda, le difende e le protegge, le riconduce all’ovile sazie e tranquille con attenzione e premura (Vangelo e Salmo).Pietro, nel Brano di oggi, proclama il cuore dell’Annuncio Evangelico: Dio ha costituito Gesù, Signore e Cristo, e in Lui ci ha rivelato e manifestato il Suo amore senza misura e la Sua misericordia senza fine.
Ma, è necessario aprirsi alla salvezza pasquale nella conversione, nell’adesione alla Parola e nel vivere e testimoniare la grazia della figliolanza di Dio, ricevuta nel Battesimo (prima Lettura).La seconda Lettura, ci ricorda che “eravamo erranti come pecore, ma, ora siamo stati ricondotti al pastore e custode delle nostre anime”:
Questa è opera di Cristo Signore, che patì per noi, portò i nostri peccati nel Suo corpo sul legno della croce e dalle Sue piaghe siamo stati guariti per non vivere più per il peccato ma per la giustizia, la pace e l’amore. Gesù, che si è già presentato come Colui che rimette i peccati, rialza e fa camminare (La guarigione del paralitico Mc 2,1-12 e Lc 5,17-26), come Colui che dona luce, perché chi era stato cieco potesse, ora, vedere e percorrere il retto cammino (Gv 9,1-41 e Mc 10, 46-52), ha nutrito e saziato tutta quella folla affamata, che lo seguiva e lo ascoltava, con il dono del pane, per essa, benedetto e moltiplicato (Gv 6), nel Vangelo di oggi, si presenta Porta dell’ovile e Pastore che ama le Sue pecore, fino ad assicurare e donare ad esse la vita, nel dono della Sua!
Questo Pastore buono, che ama le Sue pecore, che le conosce una per una e, chiamandole per nome, le spinge, con la forza del Suo amore, verso i pascoli della vera vita, indicando e assicurando al Suo gregge, il giusto cammino che conduce al pascolo rigoglioso e alle Sue acque tranquille, pure e fresche (cfr Sal 23).Gesù, il Pastore Buono di tutti, è la Grande Porta del Suo “ovile” per fare “entrare” ed “uscire “ dal suo “recinto” le Sue pecore che chiama per nome e, ponendosi avanti le conduce e le guida, con attenzione e premura, ai pascoli della vita e della comunione con Lui. “Io sono la Porta: se uno entra attraverso di Me, sarà salvato”.
Gesù, così, si rivela e si presenta non solo Porta, ma, Pastore Buono, che apre il recinto, fa uscire le Sue pecore, le attira dietro di Sé, fa sentire il suo amore attento e premuroso per ciascuna e tutte conduce, chiamandole per nome ad una ad una, a salvezza piena e definitiva.Gesù, non entra nella storia di ciascuno di noi, per “rubare, uccidere e distruggere” come fanno “i briganti e ladri,” ma quale Pastore, bello e amorevole, mandato dal Padre a raccoglierci dalle nostre dispersioni, ad “essere guariti dalle Sue piaghe” dai nostri peccati, e, da “pecore erranti” che “eravamo”, ad “essere ricondotti al padre e custode delle nostre anime”.
Lasciarsi attrarre da questo Pastore Buono, che ha dato la vita perché questo Suo gregge non si divida e non si disperda, ascolti sempre la Sua voce e segua i Suoi insegnamenti, si lasci guidare, con fiducia, verso l’unità perché si faccia un Solo Gregge, in un Solo Ovile guidato e condotto da un Solo Pastore, pietra angolare e fondamento dell’unità, Porta d’ingresso alla vita e alla salvezza, fonte e punto di convergenza perché la Volontà di Dio possa attualizzarsi tra noi: “Ut Unum Sint!”



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