top of page

Galimberti: “Troppo raramente i genitori chiedono ai propri figli se sono felici. Il vero compito educativo è esserci, riconoscere le emozioni, sostenere quando si cade, valorizzare quando si avanza”

Aggiornamento: 30 mar

“La felicità dei figli non nasce dalle prestazioni, ma da un clima affettivo sano, caldo e presente. L’amore, quello autentico, quotidiano, reale, resta l’unico vero terreno su cui può crescere una generazione forte, serena e capace di amare”

La funzione svolta dai genitori, in qualità di educatori, appare di notevole importanza e presuppone senz’altro una grande responsabilità: ci si chiede spesso, infatti, cosa serva concretamente per poter diventare dei buoni genitori, così da crescere i propri figli serenamente ed armoniosamente, accompagnandoli lungo il cammino della vita e garantendo loro una presenza costante senza essere però eccessivamente accondiscendenti o servizievoli ma anzi modulando correttamente la propria autorevolezza.

Ed allora esistono delle regole da seguire per poter esercitare correttamente e congruamente la propria funzione genitoriale così che i nostri figli possano crescere felicemente, coltivando la propria autostima ed avendo piena consapevolezza delle loro qualità?

Per poter rispondere adeguatamente a tale domanda occorre allora richiamare alla mente le significative parole del filosofo, saggista e psicoanalista Umberto Galimberti che, in tale occasione, esprime il suo pensiero in tal modo:

“Crescere un figlio non significa solo nutrirlo, proteggerlo o guidarlo. Significa soprattutto stargli accanto emotivamente, parlargli, ascoltarlo davvero, riconoscere ogni suo piccolo passo avanti”.

Dunque, ogni figlio necessita di un genitore non solo in grado di proteggerlo e di guidarlo ma anche e soprattutto di un genitore capace di sostenerlo, di stargli accanto emotivamente così da ascoltarlo e riconoscere ogni piccolo successo, ogni piccolo passo in avanti.

D’altronde sono le relazioni di affetto che fanno la differenza e spesso per poter crescere emotivamente abbiamo bisogno di un abbraccio avvolgente che scalda il cuore, di una carezza rassicurante, di uno sguardo che ci faccia sentire a casa e non di indifferenza, distacco e disinteresse.

“Viviamo in una società veloce, distratta, piena di tecnologia ma povera di dialogo. Troppi genitori parlano poco, o solo di regole, compiti, giacche e semafori. Troppo raramente chiedono ai propri figli una domanda semplice ma decisiva: “Sei felice?”. Il vero compito educativo non è controllare, giudicare o pretendere. Il vero compito è esserci, riconoscere le emozioni, sostenere quando si cade, valorizzare quando si avanza. Perché la felicità dei figli non nasce dalle prestazioni, ma da un clima affettivo sano, caldo e presente. L’amore, quello autentico, quotidiano, reale, resta l’unico vero terreno su cui può crescere una generazione forte, serena e capace di amare”, in tal modo il filosofo continua la sua ragguardevole disamina con grande fermezza e determinazione, senza mai tirarsi indietro.


In una società come la nostra, nella quale si tende alla massima produttività ed efficienza nel minor tempo possibile, sembra non esserci più spazio per il dialogo e la comprensione: i genitori non chiedono più ai loro figli se sono felici e così si limitano a giudicare, obiettare, pretendere, misurando il valore di un figlio sulla base dei risultati ottenuti senza però garantirgli un clima affettivo “sano, caldo e presente”.


Occorre ricordare, infatti, che la felicità di un figlio non potrà mai nascere dalle prestazioni ma al contrario sarà importante avere al proprio fianco un genitore presente, capace di riconoscere le emozioni, di sostenere quando si cade e di valorizzare quando si avanza.

Ecco allora perché “un bambino fiorisce quando sente di valere, non quando deve dimostrare. Nelle case dove si parla, si ascolta e ci si abbraccia, i bambini imparano la cosa più importante: che il mondo può essere un posto buono. L' Amore è il terreno, il resto sono dettagli”.

E tu, lettore che ci segui, pensi che la felicità di un figlio non nasca dalle prestazioni ma da un clima affettivo sano, caldo e presente? Credi di essere un bravo genitore capace di dialogare ed ascoltare tuo figlio, sostenendolo quando cade e valorizzando ogni suo progresso?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.


di VALENTINA TROPEA

46 commenti


Clara
08 apr

La mia famiglia è stata di tutto e di più, accogliente, mai giudicante, spesso eccentrica e insolita tanto da darmi la libertà di essere me stessa sempre. Di sperimentare che non c'è un unico modo giusto per fare le cose, ma l'unico modo giusto è quello che espande il proprio essere e gli dà pienezza. Con l'unico limite dell'onestà e del rispetto per gli altri e dei valori della giustizia e dell'equità che non sono mai stati impartiti con discorsi solenni e moralisti ma mostrati con l'esempio e con scelte di vita coerenti con una profonda rettitudine. Anche a costo di sacrificare qualcosa in termini di carriera, soldi, prestigio. Questo solo per dire che dove i valori ci sono, le…

Mi piace

Anonimo
07 apr

In famiglia ho fatto solo comodo senza riconoscimento tornassi indietro mi compro una casa e saluto tutti

Mi piace

anonimo
01 apr

Buongiorno

Premetto che non voglio fare polemiche su assistenti sociali, giudici e famiglie... secondo me tante volte abbiamo tutto con poco...e invece ricerchiamo la felicità x i nostri figli in chissà che cosa... pensiamo che la felicità la possiamo avere con i soldi e il benessere (che poi si trasforma in consumismo - oggigiorno facciamo a gara a chi ha la macchina più grossa, i vestiti o le scarpe firmate ecc.) poi trattiamo i nostri figli come oggetti che devono stare alle nostre regole e ai nostri tempi (vita troppo frenetica) e magari condanniamo chi riesce a dare anche con l'esempio di come due genitori si ascoltano tra di loro e si rispettano... creando una vita reale quasi fiabesca alludendo…

Mi piace

Alessandro
30 mar

la vera domanda è una "ma ti puzzano i piedi?"

Mi piace
Maria Grazia
07 apr
Risposta a

Scusi tanto...non capisco il nesso

Mi piace

Mamma di mio figlio
30 mar

Buona sera è per la mamma di Samuele. Vostro figlio c'ha i dinosauri di mio figlio, si prega di portali a scuola domani,ok? E na vot o cucchiain, e na vot o porta pastello, ma che fatt o soggetti ro figl vuostr figlm, e gliam a verè glia

Mi piace
Papà di Samuele
30 mar
Risposta a

Per a mamma ro figl Ca' perz i dinosauri, verit che aggia cuntrullat ind o zainet ro figl Mij, e rind o zainet ro figl c sta sul na scign e nu propotm, pciò primm i accusa guardass buon che u figl a Perz in du purmandin, pchè fa semb o scem in du purmandin e avrà Perz la dind i dinosauri, pciò primm i accusa guardass buon

Mi piace

EDUCAZIONE
E CULTURA

NUOVI BANNER - 2 (2000 × 2160 px) (2).jpg
ID CERT (3).jpg
SUCCESSO 1
Senza titolo (250 x 834 px) (2).jpg
SUCCESSO 1
BANNER - NUOVA HOME PAGE

GPS 2026

AUMENTA IL PUNTEGGIO IN GRADUATORIA DOCENTI
BANNER - NUOVA HOME PAGE
MASTER 60 cfu (1).jpg

INVIACI IL TUO COMUNICATO

info@ascuolaoggi.it

ascuolaogginews@gmail.com

A scuola oggi è un portale che tratta notizie su quanto accade nel mondo scuola. Notizie per docenti di ruolo, docenti di sostegno, docenti precari, personale ATA, educatori, genitori e alunni. Inoltre le sezioni dedicate ai membri offrono servizi aggiuntivi: corsi gratuiti e supporto a quanti richiedono informazioni.

bottom of page