Docenti e ATA, stesso stipendio da Milano a Palermo ma costi opposti: “Servono aumenti e indennità”
- La Redazione

- 23 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Affitti, trasporti e costo della vita dividono Nord e Sud. Docenti e ATA denunciano stipendi uguali ovunque ma spese molto diverse...

Il dibattito sul divario tra Nord e Sud Italia si concentra sul diverso costo della vita, con particolare riferimento a trasporti e abitazione, e sulle ricadute in termini di equità salariale. La questione assume un rilievo ancora maggiore nel settore scolastico, dove docenti e personale ATA denunciano significative disparità retributive e chiedono interventi strutturali su stipendi e indennità.
"Vivere al Nord o al Sud non è davvero la stessa cosa. Su trasporti e casa il divario è altissimo: da Firenze in su i costi risultano iperbolici ed europei, decisamente più accessibili da Napoli in giù. “Una condizione che tocca in particolare i dipendenti pubblici, la cui basta paga è uguale da Milano a Palermo”, spiegano dalla redazione guidata da Milena Gabanelli, la quale al termine di una inchiesta spiega: “Un Paese civile non può non tenerne conto e su questo deve intervenire, con misure che vanno dai trasporti con prezzi agevolati all’edilizia convenzionata. E soprattutto, non smettiamo di ripeterlo, con un aumento degli stipendi”.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sostiene in pieno questa posizione, considerando che nel settore scolastico assume dimensioni gigantesche. “L’incremento generalizzato degli stipendi di docenti e Ata è una condizione imprescindibile perché chi lavora oggi nella scuola prende quasi mille euro lordi in meno al mese di dei dipendenti di comparti, come quelli delle Funzioni Centrali – dichiara il sindacalista autonomo - : si tratta di un gap stipendiale che diventa ancora più insopportabile se si pensa che solo qualche anno fa, prima del lunghissimo stop di aumenti contrattuali per Istruzione e Ricerca, chi lavorava a scuola prendeva in media mille euro lordi in più l’anno”.
“Occorre assolutamente – continua Marcello Pacifico – introdurre anche delle indennità specifiche, legate al tipo di professionalità, al grado di difficoltà e di spesa che ogni lavoratore della scuola deve affrontare. Un esempio, per tutti, è quello dei lavoratori fuori sede, che nella scuola sono tantissimi. In questo caso, oltre ad agevolazioni per affrontare le spese per alloggi e trasporti, bisogna assolutamente introdurre una indennità giornaliera: è bene chiarire – conclude il leader dell’Anief – che non si tratterebbe di una condizione particolare, ma di una risposta conseguente ad una condizione oggettiva di difficoltà economiche, peraltro già esistente da tempo nel settore privato”.
di LA REDAZIONE




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