Docenti e ATA, sciopero il 30 ottobre: stipendi più alti e pensione anticipata tra le richieste
Salari, precariato e pensioni tra le ragioni della protesta del 30 ottobre. Dopo l’adesione all’1,08% del 16 ottobre, resta una domanda: che cosa frena la partecipazione?

Stipendi insufficienti, precarietà e pensionamento sempre più lontano. Le ragioni del malcontento nella scuola non mancano, ma la partecipazione allo sciopero del 16 ottobre restituisce un quadro diverso: adesione nazionale provvisoria all’1,08%. È il dato ministeriale riferito di quella giornata che riguarda il personale scolastico e non soltanto i docenti.
Dopo lo sciopero e le proteste del 16 ottobre, il prossimo appuntamento è venerdì 30 ottobre. USB ha proclamato uno sciopero generale delle categorie pubbliche e private, con l’adesione di USB Pubblico Impiego, che comprende anche la scuola per l’intera giornata.
L’avviso MIM del 22 ottobre riporta le seguenti proclamazioni e adesioni per l’intera giornata del 30 ottobre:
Proclamazioni: Confederazione USB, USI CIT, ADL Cobas, CLAP, Confederazione Cobas, SIAL Cobas e CIB Unicobas.
Adesioni: USI P.I., SSB (Sindacato Sociale di Base), USI Educazione, CUB SUR, FISI, Unicobas Scuola&Università e Cobas Pubblico Impiego.
Il divario negli stipendi e quello nella partecipazione
La UIL nei giorni scorsi ha denunciato differenze retributive, in alcuni casi superiori a 300 euro mensili, tra personale scolastico e altri dipendenti pubblici con pari titolo di studio.
Un confronto diverso è quello OCSE: per gli insegnanti italiani della secondaria di primo grado, la retribuzione media risulta inferiore del 33% rispetto agli altri lavoratori con istruzione terziaria in Italia, come illustrato nella nostra analisi sul divario retributivo dei docenti.
A una distanza economica così marcata non corrisponde, nello sciopero di ieri del 16 ottobre, una partecipazione altrettanto forte. Il dato dell’1,08% è provvisorio e riguarda una specifica mobilitazione, proclamata dal SISA a livello nazionale. Non misura il consenso verso ogni possibile protesta. Solleva però una domanda: perché le rivendicazioni sulle condizioni di lavoro faticano a tradursi in adesioni?
Scioperare costa. Anche non ottenere cambiamenti ha un prezzo
La perdita di una giornata di retribuzione è un sacrificio concreto. Per chi deve sostenere affitto, figli e altre spese, anche quella somma conta.
Se a frenare è il sacrificio economico immediato, quanto pesa continuare a lavorare nelle condizioni che si vorrebbero cambiare?
La bassa adesione può far pensare a disinteresse, ma non basta a dimostrarlo. Possono incidere la sfiducia nell’efficacia dello sciopero o la frammentazione delle iniziative. È una questione che riguarda anche i sindacati: raccogliere il malcontento significa riuscire a costruire una partecipazione più ampia.
USB: non soltanto salari, anche età pensionabile
Tra le richieste di USB per il 30 ottobre figurano il recupero del potere d’acquisto e la tutela del sistema previdenziale pubblico.
Nel documento del 12 ottobre, USB chiede un meccanismo automatico di adeguamento di salari e pensioni al costo della vita e aumenti che portino il minimo tabellare ad almeno 2.000 euro. Sul versante previdenziale, rivendica: «Stop a nuovi interventi contro il sistema pensionistico pubblico e l’allungamento ulteriore dell’età pensionabile».
Le richieste per docenti e ATA
USB indica i seguenti obiettivi: «Vogliamo salari adeguati, democrazia sui posti di lavoro, messa in sicurezza di strutture ed edifici, fine del precariato». La mobilitazione si collega alla giornata internazionale dei portuali e alla contestazione delle politiche di guerra e riarmo.
Per il personale ATA, il sindacato richiama anche carenze di organico, carichi di lavoro, buoni pasto e condizioni degli ambienti nei quali viene svolto il servizio. «Lo sciopero non è un danno alla scuola, ma la difesa della scuola pubblica», sostiene USB nel comunicato dedicato.
Il 30 ottobre: cosa devono sapere personale e famiglie
Aspetto | Indicazione |
Data e durata | Venerdì 30 ottobre, intera giornata |
Proclamazioni | Sciopero generale delle categorie pubbliche e private, scuola compresa, indetto da più sigle sindacali |
Personale scolastico | Coinvolti docenti e ATA, a tempo determinato e indeterminato |
Lezioni e servizi | Possibili variazioni in relazione alle adesioni e all’organizzazione dei singoli istituti |
Comunicazioni alle famiglie | Occorre consultare gli avvisi della propria scuola, sul registro elettronico e sul sito istituzionale |
Gli istituti comunicheranno alle famiglie le eventuali modifiche dell’orario e le attività che potranno essere garantite. Per pre e post scuola, mensa e trasporto scolastico, vanno controllati anche gli avvisi del Comune o del gestore del servizio.
di Natalia Sessa
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