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Scuola, sciopero e proteste in tutta Italia: a Torino feriti un docente e un collaboratore scolastico durante le occupazioni. Tensioni nei cortei

1 ora fa
Tempo di lettura: 3 min

Dalle irruzioni negli istituti alle manifestazioni di oggi: insegnanti e personale ATA coinvolti nella mobilitazione e negli episodi di violenza. A Torino alcuni professori si frappongono tra studenti e polizia…

Un docente e un collaboratore scolastico feriti durante i tentativi di occupazione a Torino, danneggiamenti negli istituti e una nuova giornata di manifestazioni nelle città italiane. Le proteste nella scuola proseguono oggi, venerdì 16 ottobre, mentre è in corso lo sciopero del personale proclamato dal SISA. Gli episodi che hanno coinvolto i due lavoratori risalgono a giovedì 15 ottobre. Questa mattina, invece, le tensioni si sono spostate anche nei cortei: a Torino alcuni insegnanti si sono frapposti tra manifestanti e forze dell’ordine; a Roma sono stati lanciati petardi contro il Ministero dell’Istruzione.


Torino, due lavoratori feriti al Colombatto

Al Colombatto, secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa locale, un professore e un collaboratore scolastico sono rimasti feriti mentre cercavano di impedire l'ingresso di un gruppo di incappucciati nella succursale. Gli insegnanti e la dirigente hanno accompagnato fuori gli studenti che non intendevano partecipare all'occupazione. Una situazione di forte tensione, che si è inserita in una giornata segnata da episodi analoghi in altri istituti della città. Al Sella e al Bosso-Monti sono stati documentati ingressi forzati e danneggiamenti con spranghe ed estintori. Colpita anche la palestra della scuola primaria Ricardi di Netro. Anche davanti alla sede centrale del Colombatto si erano verificati contrasti tra studenti favorevoli e contrari all'occupazione, con l'intervento della polizia.

Frassinetti: "Nessuna rivendicazione giustifica la violenza"

Sui fatti di Torino è intervenuta la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti, che ha espresso solidarietà alle comunità scolastiche e alle forze dell’ordine. "Quanto accaduto a Torino è gravissimo e intollerabile. Un gruppo di circa quaranta giovani ha fatto irruzione in alcuni istituti scolastici, danneggiando con spranghe ed estintori infissi, arredi e attrezzature, anche nella palestra di una scuola primaria". La sottosegretaria ha riferito anche dell’aggressione ad alcuni carabinieri e del ferimento di un militare, chiedendo di individuare i responsabili.

"Le proteste, che stanno interessando un numero crescente di istituti scolastici della città e che richiamano le mobilitazioni studentesche in Francia, non possono trasformarsi in devastazioni o aggressioni, nessuna rivendicazione giustifica la violenza".

I docenti tra manifestanti e polizia nel corteo di oggi

Nella manifestazione torinese del 16 ottobre, alcuni professori scesi in piazza in solidarietà con gli studenti si sono disposti a braccetto tra il corteo e lo schieramento della polizia, in corso Inghilterra. Un gesto per cercare di evitare che le tensioni degenerassero ulteriormente. Durante il percorso sono stati segnalati lanci di oggetti contro gli agenti e alcuni edifici. Il sindaco Stefano Lo Russo ha invitato gli studenti a isolare i violenti, sottolineando che gli episodi di devastazione finiscono per oscurare le ragioni della protesta.


Roma e Genova, contestazioni al ministro Valditara

A Roma il corteo ha raggiunto la sede del Ministero dell'Istruzione e del Merito in viale Trastevere, dove alcuni manifestanti hanno lanciato petardi contro l'edificio. Lungo il percorso erano stati segnalati anche bombe carta e cassonetti spostati in strada. A Genova, un gruppo di partecipanti ha collocato sagome di Giorgia Meloni e Giuseppe Valditara a testa in giù, vicino ai cassonetti, bersagliandole con uova.

L'episodio è avvenuto in via dei Santi Giacomo Filippo, nei pressi delle sedi istituzionali e dell'Ufficio scolastico regionale. A Bologna si sono verificati momenti di tensione davanti alla stazione, con lancio di bottiglie e manifestanti respinti dagli agenti con gli scudi.


Lo sciopero di docenti e ATA: salari e precariato

Accanto alle proteste studentesche, la giornata comprende lo sciopero nazionale del personale scolastico indetto dal SISA, rivolto a docenti, ATA e dirigenti, sia di ruolo sia precari. Si tratta di una mobilitazione sindacale distinta dai cortei studenteschi, anche se alcune rivendicazioni si intrecciano. Tra le richieste figurano l'aumento delle retribuzioni per recuperare il potere d'acquisto eroso dall'inflazione, le assunzioni sui posti vacanti e disponibili e il contrasto al precariato. Per gli istituti della provincia di Livorno è stata proclamata anche un'astensione dall'USB Pubblico Impiego Scuola.

Sul versante studentesco, le richieste riguardano maggiori finanziamenti all'istruzione, sicurezza degli edifici, costi dello studio e opposizione alle politiche scolastiche del Governo. Manifestazioni sono state segnalate anche a Milano, Firenze, Venezia, Padova, Treviso e Cagliari. Non è ancora disponibile una percentuale nazionale verificata dell'adesione di docenti e ATA allo sciopero. La partecipazione alle manifestazioni non coincide, infatti, con il numero dei lavoratori che hanno effettivamente scioperato.

Il quadro emergerà dalle rilevazioni delle singole scuole. L'Ufficio scolastico di Bologna ha previsto la raccolta dei dati dal 16 al 19 ottobre.


di Katia Piemontese

 
 
 

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