Stipendi docenti, fino a 831 euro lordi in più al mese per colmare il divario con gli altri lavoratori con laurea: la simulazione di AScuolaOggi sui dati OCSE. Codacons: “La passione non basta"
Guadagnare il 33% in meno non significa recuperare il divario con un aumento del 33%. Il calcolo cambia quando si parte dallo stipendio dei docenti…

Dal rapporto OCSE “Education at a Glance 2026” è emerso un dato allarmante: gli insegnanti italiani della scuola secondaria di primo grado percepiscono retribuzioni mediamente inferiori del 33% rispetto a quelle degli altri lavoratori con istruzione terziaria in Italia. Sul tema è intervenuto anche il Segretario Nazionale del Codacons, Francesco Tanasi: “Non possiamo parlare del futuro della scuola senza preoccuparci delle condizioni economiche di chi ogni giorno ha la responsabilità di educare e formare i nostri ragazzi”.
Il lavoro dell’insegnante non si esaurisce nelle ore di lezione. Un impegno che, sottolinea Tanasi, “Continua anche fuori dall’aula. La passione per l’insegnamento è una risorsa straordinaria, ma da sola non basta. È giusto riconoscere gli aumenti contrattuali, ma occorre proseguire con interventi capaci di tutelare il potere d’acquisto e garantire prospettive professionali adeguate”.
Tanasi aggiunge che “gli insegnanti meritano un riconoscimento economico coerente con le responsabilità che assumono e con il contributo che offrono alla società. Valorizzare il loro lavoro significa anche creare condizioni migliori per gli studenti e per le famiglie”.
Il divario retributivo: cosa significano le percentuali
Il divario riguarda anche la scuola dell’infanzia, dove la retribuzione media è inferiore del 36% rispetto a quella degli altri lavoratori con istruzione terziaria in Italia.
AScuolaOggi ha tradotto queste percentuali in una simulazione, prendendo come riferimento ipotetico una retribuzione di 30.000 euro lordi annui per gli altri lavoratori considerati nel confronto. La tabella mostra quanto dovrebbe aumentare la retribuzione dei docenti per raggiungere quella cifra.
Categoria | Retribuzione annua lorda nell’esempio | Aumento annuo necessario | Incremento sulla retribuzione iniziale | Aumento lordo per mensilità, su 13 mensilità |
Docenti della secondaria di primo grado | 20.100 euro | 9.900 euro | 49,3% | circa 762 euro |
Docenti della scuola dell’infanzia | 19.200 euro | 10.800 euro | 56,25% | circa 831 euro |
Gli importi sono illustrativi: non rappresentano gli stipendi medi effettivi rilevati dall’OCSE né aumenti contrattuali previsti. Il netto dipenderebbe da contributi, imposte e detrazioni.
Quanto dovrebbe aumentare la retribuzione per colmare il divario?
Guadagnare il 33% in meno non significa che basti un aumento del 33% per raggiungere la retribuzione di confronto. Le due percentuali si calcolano su importi diversi.
Esempio su base 100
Se gli altri lavoratori guadagnano 100, il docente delle medie guadagna 67. Per recuperare i 33 mancanti, l’aumento deve essere calcolato su 67: ecco perché servirebbe il 49,3%. Lo stesso meccanismo porta al 56,25% per l’infanzia.
Solo il 22,6% è soddisfatto dello stipendio
Il rapporto richiama anche i risultati dell’indagine OCSE TALIS 2024: solo il 22,6% degli insegnanti italiani della scuola secondaria di primo grado intervistati si dichiarava soddisfatto dello stipendio, rispetto a una media OCSE del 38,7%.
Il dato riguarda la soddisfazione per la retribuzione, non il gradimento complessivo della professione.
Il Codacons: verificare l’effetto degli aumenti
Il Codacons riconosce lo sforzo fatto sugli incrementi previsti dai rinnovi contrattuali, compreso quello relativo al triennio 2025-2027, ma chiede di verificare nel tempo l’effettivo impatto degli aumenti sul potere d’acquisto e valutare ulteriori misure per rendere più attrattiva la professione, soprattutto per i giovani che intendono intraprendere la carriera dell’insegnamento.
di Natalia Sessa
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