Docenti di infanzia e primaria: "Stipendi equiparati a quelli della secondaria". Depositata una petizione in Senato
- La Redazione
- 2 ore fa
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Il Movimento Docenti Attivi e Tutela Docenti Italia hanno depositato una petizione per chiedere una revisione delle condizioni di lavoro. Tra le richieste figurano anche il...

Il 2 luglio scorso le rivendicazioni degli insegnanti dell'infanzia e della primaria sono approdate ufficialmente in Senato. Il Movimento Docenti Attivi, affiancato dall'associazione Tutela Docenti Italia, ha depositato una petizione nazionale per chiedere al Parlamento una revisione profonda delle condizioni di lavoro della categoria.
L'obiettivo dei promotori è far pesare il testo all'interno delle commissioni politiche competenti, tenendo viva nel frattempo la raccolta firme in tutta Italia. Le richieste portate a Palazzo Madama si concentrano su questioni economiche, previdenziali e sull'organizzazione della vita in classe.
Al centro dell'iniziativa c'è l'equiparazione dello stipendio a quello in vigore per i professori della scuola secondaria, considerando che il percorso universitario per salire in cattedra richiede per tutti una laurea magistrale a ciclo unico di cinque anni. La seconda questione fondamentale riguarda invece l'età pensionabile.
Poiché sorvegliare ed educare i bambini della fascia di età più bassa comporta un fortissimo stress fisico e mentale, i docenti chiedono che la professione venga inserita ufficialmente tra i lavori usuranti. Questo passaggio permetterebbe il collocamento a riposo a 62 anni, con 35 anni di contributi, e l'attivazione di protocolli specifici per prevenire le sindromi da esaurimento professionale.
Oltre allo stipendio e alla pensione, l'istanza punta a migliorare la quotidianità scolastica e la logistica. Per gli insegnanti che accompagnano le classi in trasferta si richiedono diarie adeguate e polizze assicurative pagate direttamente dall'amministrazione statale.
Inoltre il testo insiste sull'urgenza di sfoltire le aule riducendo il numero di alunni e di investire sulla messa in sicurezza degli edifici. Si sollecita infine una netta diminuzione del carico burocratico e informatico, per restituire tempo al rapporto educativo con i bambini, rivendicando al contempo la possibilità di esercitare altre libere professioni una volta terminato l'orario di cattedra.
di Leandro Castagna
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