Tupini: "L'uomo pensa che ciò che lui non capisce sia stupido". Anche gli alberi tagliati sono vite tolte
- La Redazione

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"Ogni cosa in questo mondo che non sia opera dell'uomo ha motivo di esistere e continuare a vivere..."

"L'uomo pensa che ciò che lui non capisce è stupido" senza troppi fraintendimenti la psicologa Gabriella Tupini ci pone, ancora una volta, davanti ad un'altra importantissima riflessione. Spesso quando una situazione è per noi sconosciuta, quando cela nostre insicurezze, quando non riusciamo subito a capirla allora tendiamo a minimizzarla e svalorizzarla.
E questo accade anche con le persone, infatti quando ad esempio ci troviamo davanti ad una persona colta pensiamo subito che sia "troppo saccente" solo perché sentiamo le nostre specifiche conoscenze sotto minaccia, oppure quando troviamo una persona introversa pensiamo subito che sia "antipatica". In realtà, gli aspetti che non riusciamo a tollerare di una persona fanno da specchio a noi stessi e alle nostre insicurezze.
"Tempo fa ho visto un prato che era pieno di alberi, dopo qualche giorno erano stati tutti tagliati. Perché di quel Prato volevano fare qualche altra cosa, eppure quegli alberi sono vite tolte. Pensano che le piante siano "imbecilli" per il semplice fatto che l'uomo pensa che ciò che lui non capisce è stupido".
Ogni cosa in questo mondo che non sia opera dell'uomo ha motivo di esistere e continuare a vivere, proprio come l'esempio degli alberi che ci riporta l'esperta. Quando l'uomo decide di tagliare degli alberi per edificare strutture di vario tipo, stiamo affermando ciò che dice Tupini, ovvero che non capiamo fino in fondo l'importanza di quel verde. L'esperta continua: "Se io non capisco l'altro vuol dire che è stupido, no che sono stupido io che non capisco. È l'altro che è stupido, per questo io non lo capisco. Guardate che questa è una regola importante".
Invece di fare un passo in avanti e puntare il dito, occorrerebbe farne uno indietro, guardare la persona saccente e chiedersi: "cosa posso imparare da lei?", "come posso migliorare me stessa solo osservandolo/a?" oppure ancora, guardare la persona che ci sembra all'apparenza "antipatica" e domandarci: "cosa ha vissuto nella sua vita per essere così?", "come posso aiutarla a stare meglio?". Fin quando non comprenderemo che queste parole sono l'unico modo per fare da ponte tra noi, l'altro e le cose che non comprendiamo, allora taglieremo alberi, giudicheremo persone e passeremo la nostra vita in continua competizione. La scarsa comprensione e la poca voglia di provare almeno a capire producono effetti devastanti, soprattutto in ambito relazionale.
E tu, lettore che ci segui, credi che tendiamo a svalorizzare ciò che non riusciamo a comprendere? Questo atteggiamento impoverisce i rapporti?
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di Natalia Sessa




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Quanto è vero quel che dice la psicologa Tupini, siamo sempre pronti a giudicare senza conoscere fino in fondo che abbiamo difronte. Dobbiamo avere maggiore rispetto del mondo che ci circonda...