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Studente Erasmus trovato morto a Genova: "Serve rafforzare la tutela e il sostegno agli studenti all'estero"

Il CNDDU esprime cordoglio per la morte del 24enne francese e invita istituzioni europee, atenei e Stati membri a potenziare i servizi di accompagnamento, prevenzione e...

"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa del giovane studente francese di ventiquattro anni, ospite del programma Erasmus+, trovato privo di vita nell'appartamento in cui risiedeva a Genova. Mentre la magistratura prosegue gli accertamenti necessari ad accertare le cause del decesso, nel pieno rispetto del principio di verità e delle garanzie dello Stato di diritto, il CNDDU ritiene che questa vicenda interpelli le istituzioni educative e la società civile ben oltre la dimensione della cronaca.


Ogni anno migliaia di giovani europei attraversano i confini nazionali per studiare, lavorare e costruire competenze che rappresentano il fondamento di una cittadinanza autenticamente europea. La mobilità internazionale costituisce una delle più significative realizzazioni del progetto di integrazione dell'Unione, ma proprio la sua crescente diffusione impone di interrogarsi sulla qualità delle tutele offerte agli studenti che vivono lontani dal proprio contesto familiare e sociale. Il diritto allo studio, infatti, non può essere separato dal diritto alla salute, alla sicurezza, all'integrità psicofisica e al benessere relazionale, tutti diritti riconosciuti dalla Costituzione italiana, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.


La riflessione giuridica più recente ha progressivamente superato una concezione meramente "difensiva" dei diritti fondamentali, riconoscendo alle istituzioni pubbliche un dovere positivo di protezione. Non è più sufficiente garantire l'assenza di ostacoli all'esercizio dei diritti; occorre predisporre condizioni concrete affinché quei diritti possano essere realmente vissuti. La giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo richiama da tempo gli Stati all'adozione di misure preventive quando siano in gioco beni primari quali la vita, la salute e la dignità della persona. Questo orientamento dovrebbe ispirare anche le politiche dedicate agli studenti coinvolti nei programmi di mobilità internazionale.


Per tale ragione il CNDDU auspica che la Commissione europea, gli Stati membri e gli Atenei promuovano un quadro comune di tutela che integri i programmi Erasmus con specifici strumenti di accompagnamento educativo. Non si tratta di introdurre forme di controllo paternalistico, ma di costruire un sistema stabile di prevenzione fondato sulla prossimità educativa: tutor adeguatamente formati, servizi psicologici accessibili anche in lingua madre, percorsi di educazione alla salute e alla gestione dei comportamenti a rischio, reti territoriali facilmente attivabili in situazioni di emergenza e procedure condivise tra università ospitanti e di provenienza. La prevenzione, infatti, rappresenta oggi una delle più efficaci espressioni della tutela dei diritti umani.


Le più autorevoli riflessioni pedagogiche contemporanee convergono sulla necessità di superare un modello educativo esclusivamente centrato sulle prestazioni accademiche. L'etica della cura elaborata da Nel Noddings, l'approccio delle capabilities sviluppato da Martha Nussbaum e la pedagogia della responsabilità mostrano come l'autonomia personale possa realizzarsi pienamente soltanto all'interno di comunità capaci di ascolto, riconoscimento reciproco e sostegno. Educare significa creare contesti nei quali ogni persona possa sviluppare le proprie potenzialità sapendo di poter contare su relazioni significative e istituzioni affidabili.


Anche il diritto è chiamato oggi ad assumere una prospettiva educativa. Le norme, da sole, non bastano se non sono accompagnate dalla costruzione di una cultura della prevenzione, della solidarietà e della corresponsabilità. La tutela dei diritti fondamentali richiede un dialogo permanente tra scuola, università, servizi sanitari, enti locali e istituzioni europee, affinché nessuno studente sia lasciato solo nei momenti di maggiore fragilità.


Ogni tragedia che coinvolge un giovane impegnato in un percorso di formazione internazionale ci ricorda che la qualità di una democrazia non si misura soltanto dalla proclamazione dei diritti, ma dalla capacità delle istituzioni di renderli concretamente esigibili. L'Europa ha saputo costruire uno spazio comune della conoscenza; è tempo di costruire con la stessa determinazione uno spazio comune della cura. Solo quando la protezione della persona accompagnerà la libertà di studiare, di viaggiare e di crescere, il diritto all'istruzione potrà dirsi pienamente realizzato e i diritti umani cesseranno di essere un ideale astratto per diventare una responsabilità condivisa".

di La Redazione



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