Tupini: "Per essere felici non dovete piacere agli altri. Serve il coraggio di guardare in faccia il passato"
Il bisogno di piacere, le maschere che indossiamo e le ferite emotive che ci portiamo dietro: la riflessione della psicologa Gabriella Tupini sulla ricerca di approvazione e sul coraggio di guardarsi dentro...

Siamo spesso concentrati sull’immagine di noi stessi che proiettiamo all’esterno, sui giudizi degli altri, sul cercare in tutti i modi di piacere. Come se l’approvazione dell’altro fosse l’unico passaporto per affacciarci sul mondo, ma quando cerchiamo a tutti i costi di ottenere consensi inevitabilmente ci troviamo a indossare maschere che non ci rappresentano.
A tal proposito interviene la psicologa Gabriella Tupini: “La domanda non è perché vi sentite giudicati, ma perché dovete piacere agli altri? Questo lo posso capire di una società che vende un prodotto che deve piacere, oppure di un attore che deve piacere al pubblico? Perché c'è una ragione, perché lo pagano per quello”. La società nella quale viviamo non ci risparmia di certo commenti e giudizi, anzi, i social hanno sempre più amplificato questo nostro pensare, questa nostra ricerca di consensi.
Ma se ci fermiamo un attimo e poniamo a noi stessi la domanda dell'esperta, possiamo accorgerci che volere a tutti i costi un'approvazione esterna non è altro che un cerotto che mettiamo su una o più ferite emotive antiche.
Una carezza mancata, essere stati messi da parte più e più volte, essere protagonisti di un continuo confronto in famiglia: queste situazioni rappresentano ciò che più comunemente abbiamo vissuto, in tempi e circostanze diverse, ma in qualche modo siamo stati tutti protagonisti di un tempo che non ci è piaciuto vivere e che inevitabilmente ci ha portato a essere ciò che siamo oggi, con aspetti negativi e positivi, pregi e difetti. Continuando il suo intervento, la psicologa ci pone sempre la medesima domanda: “Ma perché dovete piacere agli altri? Perché, se piaccio agli altri tutti mi applaudono? Perché ho bisogno dell'applauso? Di cosa mi devo convincere? Devo smontare qualcosa di negativo…”.
È nelle parole dell’esperta che troviamo il senso della nostra sete di consensi. È sempre il passato che guida le nostre scelte, le nostre idee, soprattutto quando siamo ancora alla ricerca di una risposta. Quando il nostro sé bambino non si è sentito amato, protetto e difeso e cerca in tutti i modi un posto sicuro nel quale abitare. Ed erroneamente questo posto sicuro è spesso rappresentato per noi dal consenso, dall’approvazione altrui.
Un altro aspetto importante sta proprio nella parola “smontare”, in quanto non è cercando di rimuovere pezzi del passato che ci hanno fatto soffrire che troveremo le risposte, anzi, è proprio il contrario. Le risposte arrivano quando troviamo il coraggio di guardare in faccia quel passato, quando capiamo che l'unica persona da rendere felice nella vita siamo noi stessi. Perché una vita passata alla ricerca del consenso inevitabilmente non può renderci felici.
Per te, lettore che ci segui, ti sei mai chiesto quante volte hai cercato l’approvazione degli altri mettendo da parte ciò che sentivi davvero? Quante maschere hai indossato per essere accettato, applaudito, riconosciuto?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima.
di Natalia Sessa




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Mi sembra che la descrizione rispecchia quello che sono, vivo sempre alla ricerca dell’approvazione degli altri, molto probabilmente questo è dovuto ad un’infanzia traumatizzante visto che mia madre si ammalò di sclerosi multipla quando avevo 11 anni . Sono stata costretta a crescere in fretta a mettermi sempre da parte, ora alla mia età sto ‘ provando con l’aiuto di una psichiatra a provare ad amarmi di più!!
Considero la Tupini una grande psicologica, condivido tutto ciò che dice purtroppo io sono capro espiatorio o meglio lo sono stata di madre narcisista maligna con tratti antisociali e di entrambe le famiglie quella materna e paterna e chi sa di cosa parlo sa anche l'inferno da cui si esce quando si acquisisce piena consapevolezza che chi ci ha messo al mondo ci ha fatto del male. Oggi 55 anni non contact con tutti compresa mia madre ne sono uscita da sola guardando in faccia la realtà e nell'ultima fase del mio percorso mi sono fatta aiutare da una grande professionista specializzata in trauma da abuso narcisista.Ora faccio il genitore di me stessa soddisfo pienamente i miei bisogni , don…
Sante parole,grazie delle possibili riflessioni e modificazioni da apportare e scopro che anche a 80 anni non è mai troppo tardi.
Gabriella mi sta facendo da guida animica attraverso i video che pubblica da ben 7 anni e tutte le risposte che lascia giornalmente ai commenti, che sono migliaia! Ad'ora ha raccimolato più di 300mila follower: incredibile! Questa donna sta aiutando e salvando tante vite e sta portando la consapevolezza dell'inconscio nel mondo.
Se vogliamo conoscere noi stessi, e guardare nei lati più bui di noi stessi, dobbiamo dare ascolto ai sogni.
Sono molto infelice quando mio marito è lontano per lavoro.