Docente tutor dei tirocinanti, è previsto un compenso? Cosa controllare prima di accettare l’incarico
Seguire un corsista del TFA sostegno o dei percorsi abilitanti comporta compiti precisi, ma la nomina non dà automaticamente diritto a una somma uguale per tutti.

Quando a un docente viene affidato il compito di seguire un tirocinante, uno dei primi dubbi riguarda la retribuzione: per questa attività è previsto un compenso?
La risposta non è uguale in tutti i casi. Il tutor dei tirocinanti è una figura prevista dalla normativa, ma non esiste una tariffa nazionale che scatta automaticamente con la nomina.
Questo non significa che l’incarico debba essere necessariamente gratuito. Significa, invece, che il docente deve verificare come il tirocinio è stato organizzato e se siano state previste risorse specifiche.
Cosa fa il tutor
Il tutor dei tirocinanti è il docente della scuola che accompagna il corsista durante l’esperienza diretta in classe.
Nei percorsi abilitanti, il DPCM 4 agosto 2023 gli attribuisce il compito di orientare il tirocinante rispetto all’organizzazione e alla didattica della scuola, oltre a seguirlo durante l’inserimento nelle classi e nelle attività di insegnamento.
La figura va distinta dal tutor coordinatore, che svolge funzioni diverse e ha una disciplina specifica.
Riguardo al pagamento, bisogna chiarire che per i percorsi abilitanti sono previste risorse pubbliche destinate alle attività tutoriali, ma questo non significa che ogni tutor riceva automaticamente una quota prestabilita.
Lo stesso principio vale per il TFA sostegno: la normativa prevede la presenza del tutor e risorse collegate all’organizzazione del tirocinio, ma non stabilisce una cifra nazionale individuale da riconoscere a ogni docente incaricato.
Cosa controllare prima di accettare
Il passaggio più importante è quindi verificare gli atti che regolano l’incarico. Il docente dovrebbe controllare la nomina ricevuta dalla scuola, la convenzione con l’università o l’ente che organizza il percorso e le eventuali disposizioni interne sull’utilizzo delle risorse. In questi documenti può essere indicato se è previsto un compenso, da quali fondi viene finanziato e in quale misura. È una verifica importante anche perché il tutoraggio può comprendere non soltanto la presenza in classe, ma anche attività di accompagnamento, progettazione e controllo della documentazione del tirocinio. Può quindi essere pagato?
Sì, il pagamento può essere previsto, ma non deriva automaticamente dalla semplice nomina a tutor. Non esiste una cifra unica valida per tutte le scuole e per tutti i percorsi. Per sapere se l’incarico è retribuito bisogna quindi guardare al caso concreto e agli atti con cui la scuola ha organizzato il tutoraggio. La domanda più utile da porre prima di accettare è quindi semplice: per questo specifico incarico è previsto un compenso e con quali modalità verrà riconosciuto?
di Leandro Castagna
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