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Docente di religione precario da anni: il Tribunale condanna il Ministero al risarcimento per abuso di contratti a termine fino a 68.000 euro più interessi e ratei di tredicesima

Il Tribunale di La Spezia condanna il Ministero dell’Istruzione al risarcimento di circa 68.000 euro a un docente di Religione per abusiva reiterazione di contratti a termine e mancata stabilizzazione, con riconoscimento di scatti di...

"Ancora una volta costa molto caro allo Stato obbligare un docente a rimanere precario per decenni, relegandolo a supplente benché via siano tutti i presupposti per assumerlo a tempo indeterminato: a seguito della sentenza n. 177 emessa il 14 maggio scorso dal Tribunale di La Spezia, il Ministero dell'Istruzione e del Merito dovrà risarcire 68.000 euro, più interessi e ratei di tredicesima, con conseguenti “scatti” di anzianità, ad un insegnante di Religione cattolica proprio per la mancata stabilizzazione dell’insegnante.


In particolare, come previsto dalla normativa in vigore sui risarcimenti danni, al docente verrà assegnata la somma per “l'abusiva reiterazione di contratti a termine”, pari ad “un'indennità pari a € 48.683,04, oltre interessi legali o rivalutazione monetaria se maggiore dal 1.9.2025”. Inoltre, il giudice ha dichiarato il diritto dell’insegnante “al riconoscimento della progressione economica di cui all'art. 53 legge 312/80 e conseguentemente dichiara tenuto e condanna il Ministero dell'Istruzione e del Merito, in persona del Ministro pro tempore, a pagare a titolo di scatti di anzianità come meglio precisato in motivazione, la somma di € 19.469,74, oltre i relativi maggiori ratei di tredicesima, oltre interessi legali o rivalutazione monetaria se maggiore dalla maturazione”.


Infine, “il Ministero dell'Istruzione e del Merito, in persona del Ministro pro tempore”, è stato condannato “a rifondere alla ricorrente le spese di lite che liquida in per compensi, oltre spese generali, contributo previdenziale forense, IVA se dovuta e successive occorrende, con distrazione a favore dei difensori antistatari avv.ti Walter Miceli, Fabio Ganci Nicola Zampieri e Giovanni Rinaldi”.

“L’abuso dei contratti a termine - sostiene Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - è un vulnus che continua a non essere affrontato, benché la Direttiva UE 70/CE del 1999 obblighi gli Stati membri ad organizzarsi per procedere con le stabilizzazioni del personale in presenza di posti vacanti. I governi italiani hanno però fatto ‘orecchie da mercante’ e si è arrivati al deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia Europea, proprio per l’eccesso di supplenze e mancate stabilizzazioni: è giunto il momento che l’Italia la finisca di produrre 200mila supplenze annuali all’inizio di ogni anno scolastico”.


“Nel caso di tanti insegnanti di religione, anche vincitori di concorso, si arriva al paradosso di farli arrivare al pensionamento da precari – sottolinea Pacifico – ed è per questo motivo che abbiamo predisposto un ricorso ad hoc, solo per docenti di religione cattolica di ruolo o precari che hanno svolto, durante il periodo di precariato, almeno 36 mesi di servizio nella scuola pubblica: un ricorso, gratuito, che ha il preciso scopo di il ottenere riconoscimento del diritto al risarcimento del danno sino a 24 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto”.


Il sindacato Anief ricorda che di recente ha ottenuto dal Governo il raddoppio dell’indennizzo per mancata immissione in ruolo rendendo quindi ancora più conveniente il ricorso al giudice per ottenere fino a 24 mensilità, quasi 40mila euro netti recuperati, sempre a seguito dell’abuso dei contatti a tempo determinato".

di La Redazione





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