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Dispersione scolastica in Europa, l’Italia resta sotto la media: ecco la classifica dei Paesi europei

Secondo i dati Eurostat sul 2025, l'Unione Europea fa scendere il tasso di abbandono degli studi al 9,1%, a un passo dall'obiettivo fissato per il 2030. Ma l’Italia fatica a tenere il passo…

L'Italia fatica ancora a trattenere i propri giovani tra i banchi di scuola e si ritrova confinata nella parte bassa della classifica europea. Con un tasso di abbandono scolastico precoce che si attesta all'11,5% (secondo i dati forniti nella rilevazione), il nostro Paese resta distante dalle posizioni di vertice continentali.


A guidare i risultati più virtuosi, avendo di fatto già superato gli obiettivi generali stabiliti a livello europeo, sono infatti nazioni come la Croazia, che fa registrare appena il 2,1%, seguita dalla Grecia con il 3,0% e dall'Irlanda con il 3,6%. Sul lato opposto della graduatoria, invece, le situazioni in assoluto più critiche si riscontrano in Romania, con un tasso di dispersione del 15,5%, in Germania (13,1%) e in Spagna (12,8%).

Le differenze attuali tra i vari Stati diventano ancora più chiare se si osserva l'andamento dell'ultimo decennio.


Rispetto alla situazione del 2015, sono diciannove i Paesi dell'Unione che hanno compiuto passi concreti per ridurre la fuga dalle aule. Il miglioramento più netto è quello di Malta, che ha abbattuto il proprio dato di ben 7,7 punti percentuali, seguita da ottimi recuperi anche in Portogallo (-7,4 punti) e proprio in Spagna (-7,2 punti). Al contrario, non mancano i passi indietro: in sette nazioni europee il problema è tornato ad aggravarsi, con Cipro che ha visto aumentare la percentuale dei giovani fuori dal sistema scolastico di 4,6 punti, seguita in questa pericolosa tendenza dalla Germania (+3,0) e dall'Austria (+2,7). Analizzando i numeri in modo più trasversale, emerge inoltre una profonda differenza di genere.


La propensione a lasciare i percorsi di istruzione o di formazione prima del tempo appartiene infatti in misura nettamente maggiore ai giovani uomini. Sebbene le percentuali si mostrino fortunatamente in calo per entrambi i sessi, la quota di abbandono maschile risulta attualmente del 10,6% (era al 12,5% nel 2015), mentre quella delle giovani donne si ferma a un più contenuto 7,5%, in sensibile discesa rispetto al 9,4% di dieci anni fa. Guardando infine al quadro generale, l'Europa nel suo complesso può dirsi soddisfatta della strada intrapresa per arginare il problema, che colpisce i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni.


Attualmente la media dell'intera Unione è scesa al 9,1%. Un risultato molto incoraggiante, frutto di una riduzione costante partita dall'11,0% registrato nel 2015, che porta oggi il continente a sfiorare con ben cinque anni di anticipo il grande traguardo fissato per il 2030: abbattere la dispersione scolastica al di sotto del muro del 9,0%.

di Leandro Castagna



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