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Contratto dirigenti scolastici, arriva la firma definitiva: aumenti fino a 500 euro lordi al mese e arretrati da 5.800 euro

Domani all’Aran la sottoscrizione del CCNL 2022-2024 per oltre 7.500 dirigenti scolastici. Il rinnovo prevede anche novità su mobilità, ferie e permessi

Dopo mesi di attesa arriva il passaggio decisivo per il rinnovo del contratto dei dirigenti scolastici. Domani, 6 agosto alle ore 10.30, all’Aran è prevista la firma definitiva del CCNL dell’Area Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2022-2024. Un accordo che interessa complessivamente 7.910 dirigenti, di cui 7.550 dirigenti scolastici impegnati alla guida delle scuole statali.

Il nuovo contratto porta con sé un incremento economico significativo per la categoria: per i dirigenti scolastici l’aumento medio è di circa 500 euro lordi mensili, calcolato su tredici mensilità, con una crescita pari all’8,48%. A questo si aggiungono gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2024, che possono arrivare fino a circa 5.800 euro. L’accordo arriva dopo il via libera definitivo del Consiglio dei ministri e completa l’iter amministrativo necessario alla sottoscrizione. Per il Ministero dell’Istruzione e del Merito si tratta di un’accelerazione sul fronte della valorizzazione economica della dirigenza scolastica, mentre il rinnovo del personale docente e Ata segue un percorso distinto.


“Abbiamo accelerato per garantire risposte immediate”, aveva spiegato il ministro Giuseppe Valditara, sottolineando la volontà di intervenire sul riconoscimento del ruolo di chi guida le istituzioni scolastiche.

Non solo aumenti economici. Il contratto introduce anche alcune modifiche sul piano normativo. Tra queste, l’incremento della quota destinata alla mobilità interregionale, che passa dal 60% all’80% dei posti disponibili (con il 100% già previsto per legge nel 2026), nuove disposizioni sulla fruizione delle ferie non godute, che potranno essere utilizzate entro la fine dell’anno successivo, e un ampliamento del permesso per lutto, che passa da sette a quindici giorni lavorativi dall’evento.

Cambiano anche alcune regole relative al periodo di prova e alla disciplina: il periodo di sospensione dal lavoro che determina la recidiva ai fini del licenziamento disciplinare viene elevato da venti a trenta giorni.


di La Redazione


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