CCNL Istruzione e Ricerca 2025/27: CNDDU sul negoziato ARAN del 24 giugno, condivisione delle richieste sindacali e proposta di indice di equità territoriale e nuovo welfare docente
- La Redazione

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Il CNDDU interviene sul rinnovo del CCNL 2025/27: condivisione di alcune richieste sindacali e proposta di un nuovo modello contrattuale basato su equità territoriale, welfare...

"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani segue con grande attenzione l'evoluzione della trattativa per il rinnovo della parte normativa del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, proseguita nel corso dell'incontro del 24 giugno presso l'ARAN.
Le organizzazioni sindacali hanno posto al centro del confronto questioni condivisibili: parità di trattamento tra personale di ruolo e precario, riconoscimento del burnout come fenomeno professionale, introduzione dei buoni pasto, revisione della mobilità, valorizzazione delle figure di sistema, tutela della salute, trasparenza amministrativa, recupero dell'anno 2013 e rafforzamento delle relazioni sindacali. Si tratta di richieste importanti, che il Coordinamento considera necessarie ma non più sufficienti rispetto ai profondi mutamenti economici e sociali che interessano il mondo della scuola.
Oggi il problema della professione docente non riguarda esclusivamente il livello degli stipendi, ma soprattutto la loro capacità di garantire una reale qualità della vita. Parlare di aumenti lineari senza considerare le profonde differenze territoriali significa ignorare uno dei principali fattori di disuguaglianza che colpisce migliaia di insegnanti.
Un docente che lavora a Milano, Bologna, Firenze o Roma affronta costi per abitazione, trasporti, servizi e beni essenziali radicalmente diversi rispetto a quelli sostenuti in altre aree del Paese. La conseguenza è evidente: a parità di stipendio corrisponde un potere d'acquisto profondamente differente. Una situazione che produce una discriminazione indiretta incompatibile con il principio di uguaglianza sostanziale sancito dall'articolo 3 della Costituzione.
Per questo motivo il CNDDU propone che il nuovo contratto nazionale introduca un Indice Nazionale di Equità Territoriale, aggiornato annualmente sulla base degli indicatori ISTAT relativi al costo della vita e agli indici dei prezzi al consumo.
L'indice dovrebbe determinare una quota variabile della retribuzione destinata ai docenti e al personale ATA, di ruolo e non di ruolo, operanti nelle aree caratterizzate da un costo della vita significativamente superiore alla media nazionale.
Una simile misura rappresenterebbe una novità assoluta nella contrattazione pubblica italiana ma troverebbe solide ispirazioni nelle esperienze europee, dove in numerosi sistemi scolastici le retribuzioni vengono periodicamente adeguate all'inflazione o al costo della vita e sono previsti specifici strumenti di welfare professionale. In Belgio e in parte della Germania operano meccanismi automatici di indicizzazione; in Francia esistono specifiche indennità territoriali; nei Paesi nordici la contrattazione locale integra il trattamento economico con strumenti di welfare e sostegno alla qualità della vita lavorativa.
Il Coordinamento ritiene inoltre che il nuovo contratto debba superare definitivamente una concezione esclusivamente salariale della valorizzazione professionale.
Accanto ai buoni pasto, ormai richiesti da quasi tutte le organizzazioni sindacali, è necessario costruire un vero sistema di Welfare Educativo Nazionale, articolato su più livelli.
Il CNDDU propone pertanto:
- l'introduzione dei Buoni Mobilità Scuola, destinati a coprire integralmente o parzialmente le spese sostenute per treni regionali, trasporto pubblico locale, carburante e pedaggi autostradali per il personale pendolare;
- la costituzione di un Fondo Nazionale Abitare Docenti, che preveda contributi per l'affitto o convenzioni con enti pubblici e privati per gli insegnanti costretti a prestare servizio fuori provincia o fuori regione;
- un Voucher Cultura Professionale aggiuntivo rispetto alla Carta del Docente, destinato all'acquisto di strumenti digitali, software professionali, corsi di aggiornamento certificati e abbonamenti a riviste scientifiche;
- la copertura assicurativa nazionale contro le aggressioni fisiche e verbali subite dal personale scolastico durante il servizio;
- il rimborso delle spese di viaggio sostenute dai docenti precari convocati per supplenze brevi in province diverse da quella di residenza;
- un credito fiscale per il pendolarismo scolastico, riconosciuto automaticamente nella dichiarazione dei redditi.
Occorre inoltre affrontare una questione che finora è rimasta quasi del tutto assente dal dibattito contrattuale: il tempo di lavoro invisibile.
La scuola contemporanea richiede ai docenti un impegno crescente nella predisposizione di materiali digitali, nella compilazione di piattaforme ministeriali, nella progettazione interdisciplinare, nella formazione continua, nella comunicazione con le famiglie e nella gestione delle nuove tecnologie, compresa l'intelligenza artificiale. Una parte consistente di questo lavoro rimane oggi priva di qualsiasi riconoscimento economico o giuridico.
Il CNDDU propone pertanto la definizione contrattuale di un Monte Ore Professionale Digitale, con adeguata remunerazione, destinato alle attività non frontali certificate e svolte attraverso le piattaforme istituzionali.
Particolare attenzione deve essere riservata ai docenti precari.
La parità economica rappresenta soltanto il primo passo. È necessario garantire anche il pieno accesso ai benefit contrattuali, ai fondi di welfare, ai buoni pasto, ai contributi per la mobilità, ai servizi sanitari integrativi e agli incentivi per la formazione, superando definitivamente una distinzione che continua a produrre lavoratori di serie A e di serie B.
La scuola italiana ha bisogno di un contratto capace di guardare al prossimo decennio e non semplicemente di correggere le criticità del passato.
Investire sul benessere economico, sociale e professionale degli insegnanti significa investire sulla qualità dell'istruzione, sulla stabilità delle comunità educanti e sulla tutela di uno dei diritti umani fondamentali: il diritto ad un'istruzione di qualità garantita da professionisti messi nelle condizioni di lavorare con serenità, dignità e sicurezza.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che il prosieguo del negoziato sappia trasformare il contratto della scuola da semplice strumento retributivo a vero Patto nazionale per la professione docente, capace di coniugare equità territoriale, innovazione sociale, sostenibilità economica e tutela dei diritti della persona. Soltanto una scuola che riconosce concretamente il valore dei propri educatori può pretendere di formare cittadini consapevoli, responsabili e realmente liberi".
di La Redazione
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