Caro carburante, allarme in Calabria per le difficoltà dei docenti pendolari: chiesto un sostegno alle spese di trasporto
Le difficoltà di approvvigionamento di benzina e gasolio in Calabria mettono a rischio gli spostamenti del personale scolastico e, in alcuni territori, anche il servizio...

Le difficoltà di approvvigionamento di benzina e gasolio in Calabria rischiano di avere conseguenze anche sul regolare funzionamento delle scuole. A lanciare l'allarme è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che richiama l'attenzione sulle condizioni del personale scolastico pendolare e chiede misure straordinarie per affrontare l'emergenza. “Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione per le crescenti difficoltà di approvvigionamento di benzina e gasolio che stanno interessando la Calabria, aggravando una situazione economica già fortemente condizionata dall'elevato costo dei carburanti”.
Le segnalazioni raccolte dal Coordinamento riguardano diverse province calabresi, con distributori temporaneamente senza carburante e lunghe attese per il rifornimento.
“Le criticità registrate negli ultimi giorni assumono particolare rilevanza per il personale scolastico pendolare, quotidianamente impegnato in spostamenti anche considerevoli per raggiungere le sedi di servizio, e sollevano interrogativi sulla continuità delle attività educative nei territori maggiormente esposti”. Nel Cosentino, secondo quanto riferito dal CNDDU, le difficoltà hanno interessato Cosenza, Rende, la Valle del Crati e diversi centri del versante ionico. Particolarmente delicato il caso di Santa Sofia d'Epiro. “Particolarmente significativa è la situazione di Santa Sofia d'Epiro, dove la mancanza di gasolio presso l'unico impianto di rifornimento comunale ha fatto emergere il rischio di interruzione del servizio scuolabus”. Il problema non sarebbe circoscritto alla provincia di Cosenza. “Nel Catanzarese, le difficoltà nelle consegne hanno determinato l'esaurimento delle disponibilità presso alcune stazioni di servizio, mentre nel Crotonese sono state documentate prolungate attese e temporanee indisponibilità di carburante. Anche il Vibonese ha conosciuto nei giorni precedenti analoghe criticità, con ripercussioni sull'ordinaria possibilità di rifornimento”. Per il Reggino, invece, il Coordinamento precisa che non vi sono elementi sufficienti per parlare di una carenza generalizzata, pur segnalando preoccupazioni per i collegamenti tra le aree interne e quelle costiere.
Il CNDDU collega le difficoltà di distribuzione alle proteste presso la raffineria Eni di Taranto e richiama l'incertezza legata al fermo dell'autotrasporto annunciato dal 16 al 20 ottobre. “Pur nella diversità delle condizioni locali, emerge una fragilità che coinvolge direttamente la mobilità quotidiana e rischia di produrre conseguenze anche sull'organizzazione dei servizi pubblici”. Per molti insegnanti e dipendenti ATA, soprattutto nelle aree interne, raggiungere la scuola senza un mezzo privato è particolarmente complicato. “Per numerosi docenti e appartenenti al personale amministrativo, tecnico e ausiliario, l'automobile privata rappresenta una necessità difficilmente sostituibile. La distribuzione territoriale delle istituzioni scolastiche, le distanze tra comuni e la limitata compatibilità dei collegamenti pubblici con gli orari di lavoro rendono particolarmente gravosa la condizione di chi presta servizio lontano dalla propria residenza”.
Le difficoltà aumentano per gli insegnanti che lavorano in più istituti, spesso situati in comuni differenti. “All'aumento delle spese di trasporto si aggiunge oggi l'incertezza sulla disponibilità stessa del carburante. Non si tratta soltanto di un aggravio economico, ma di una difficoltà che può incidere sulla concreta possibilità di raggiungere il luogo di lavoro”. Il Coordinamento sottolinea che queste condizioni non possono essere considerate un problema esclusivamente individuale. “La distanza dalle sedi di servizio dipende frequentemente dalla distribuzione degli incarichi e dall'organizzazione della rete scolastica, mentre le attuali difficoltà di rifornimento costituiscono un fattore esterno sul quale il personale non dispone di alcuna possibilità di intervento”.
Da qui l'appello rivolto al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, affinché porti la questione all'attenzione del Governo. “Il CNDDU rivolge un appello al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, affinché si faccia autorevole portavoce presso il Governo delle difficoltà affrontate dal personale scolastico pendolare, sollecitando un intervento che tenga conto tanto dell'attuale criticità degli approvvigionamenti quanto della crescente incidenza economica degli spostamenti”.
La richiesta riguarda anche un possibile sostegno economico per chi deve affrontare quotidianamente lunghi tragitti. “Appare opportuno valutare misure straordinarie e temporanee di sostegno alle spese di carburante, con particolare attenzione ai lavoratori assegnati a sedi distanti dalla residenza e a coloro che devono prestare servizio in più istituti”.
Il CNDDU auspica inoltre un coordinamento tra Regione, amministrazioni locali e autorità scolastiche per individuare tempestivamente le situazioni più critiche e garantire, ove necessario, soluzioni organizzative adeguate. La questione, secondo il Coordinamento, va però oltre l'attuale emergenza. “La sostenibilità economica e materiale degli spostamenti del personale costituisce un elemento da considerare nella programmazione del servizio scolastico, soprattutto in territori nei quali la distanza geografica e le carenze dei collegamenti possono trasformare l'ordinario adempimento degli obblighi professionali in una difficoltà quotidiana”. Il comunicato si chiude con un richiamo alla necessità di tutelare la continuità delle attività scolastiche, soprattutto nei territori già penalizzati dalle difficoltà infrastrutturali. “Assicurare la regolarità delle attività educative significa anche garantire condizioni che consentano a studenti e lavoratori di raggiungere le scuole, evitando che le difficoltà di mobilità si traducano in ulteriori disuguaglianze territoriali nell'accesso e nella continuità del servizio”.
di La Redazione
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