Caregiver, fino a 400 euro mensili e sostegni per l’assistenza psicologica e medica: i requisiti previsti dal disegno di legge e cosa manca per il via libera definitivo
Il testo prevede un contributo per i caregiver conviventi con almeno 91 ore settimanali di assistenza. Ma non basta il carico di cura: a determinare l’accesso e l’importo saranno anche…

Un’importante iniziativa è stata avviata a favore dei caregiver, coloro che quotidianamente assistono familiari con disabilità o non autosufficienti con supporto fisico ed emotivo. Il disegno di legge di iniziativa governativa presentato dal ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli prevede dal 2027 misure di assistenza psicologica, medica e un contributo economico fino a 400 euro mensili per chi rispetta specifici requisiti.
Il provvedimento deve però essere approvato definitivamente e le misure non sono ancora operative. Entriamo nel dettaglio:
Un primo via libera parlamentare è arrivato il 14 ottobre, quando il disegno di legge “Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari” è stato approvato in prima lettura alla Camera.
Oltre alle misure di assistenza, il testo prevede un contributo economico esentasse fino a 400 euro mensili, erogato trimestralmente dall’INPS ai caregiver conviventi con basso reddito e carico assistenziale di almeno 91 ore settimanali. Il limite massimo è di 1.200 euro a trimestre; l’importo effettivo dipenderà dalle risorse disponibili e si ridurrà per gli ISEE superiori a 15.000 euro. Per il 2027 il provvedimento prevede complessivamente oneri per circa 257 milioni di euro. Tra i requisiti per accedere al contributo c’è avere un reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro lordi l’anno. La soglia ISEE è invece di 25mila euro.
Tra i sostegni che potranno essere inseriti nei piani individuali, secondo i bisogni e nei limiti delle risorse disponibili, figurano: assistenza psicologica, possibilità di usufruire della telemedicina per avere consulti, sostituzione entro 24 ore in caso di emergenza, accesso prioritario a interventi sanitari a parità di condizione sanitaria e programmazione tempestiva degli interventi.
Il disegno di legge prevede anche una novità importante, attesa da anni dalle famiglie: l’art. 8 innalzerebbe da 14 a 18 anni il limite d’età del figlio entro cui il caregiver familiare di minore con disabilità può fruire del congedo parentale e del suo prolungamento, senza aumentarne la durata complessiva.
I legislatori hanno pensato anche ad interventi utili nel lungo periodo con, ad esempio, un reinserimento lavorativo. Infatti, l’art. 7 disciplina il riconoscimento delle competenze maturate per favorire l’acquisizione della qualifica di operatore socio-sanitario o di figure professionali simili. Le università potranno inoltre riconoscere, secondo i propri criteri e nei limiti della normativa vigente, crediti formativi extracurriculari per conoscenze e abilità professionali certificate acquisite durante l’attività di cura.
L’approvazione in prima lettura alla Camera del disegno di legge sul riconoscimento del caregiver familiare è stata un primo passo concreto. Il testo è ora al Senato: per rendere operative le misure serviranno l’approvazione definitiva e i successivi adempimenti attuativi.
di Natalia Sessa
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