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Caldo a scuola: "Posticipare l'apertura? Si può, i 200 giorni di lezione possono essere ridotti in casi eccezionali. Anief: “I sindaci possono intervenire con ordinanza”

Con le lezioni al via e temperature ancora elevate, Pacifico richiama gli strumenti previsti per tutelare studenti e personale. Il sindacato chiede anche di aprire una riflessione sul calendario scolastico

Le lezioni stanno per ripartire in molte scuole italiane, ma il caldo continua a farsi sentire e gran parte degli edifici non dispone di sistemi di climatizzazione. C'è però un aspetto sul quale Anief richiama l'attenzione: in presenza di motivi eccezionali, i 200 giorni minimi di lezione previsti dalla normativa possono essere ridotti attraverso ordinanze dei sindaci..

È questo il punto centrale dell'intervento di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, che torna sul problema delle temperature nelle aule proprio alla vigilia del rientro degli studenti. “Nelle scuole nei prossimi giorni riprenderanno le lezioni: poiché nel 95% delle classi italiane manca qualsiasi genere di climatizzazione, le temperature particolarmente alte renderanno molto difficile il regolare svolgimento delle attività didattiche.”

Pacifico richiama quindi la possibilità di intervenire nelle situazioni eccezionali, collegandola anche alla tutela della salute nelle scuole: “Ricordo che i 200 giorni minimi l’anno, previsti dalla legge, possono essere ridotti con ordinanza dei sindaci per motivi eccezionali, ad esempio per tutelare la salute di studenti e personale scolastico se il dirigente scolastico non riesce ad assicurarla in base all’aggiornamento del DVR, il documento di valutazione dei rischi.”


Non soltanto caldo, Anief apre il tema dei 200 giorni

La posizione del sindacato va oltre la gestione delle giornate più calde. Anief aveva già proposto di posticipare l'inizio delle lezioni e ora invita ad aprire una discussione più ampia sulla durata dell'anno scolastico italiano, mettendola a confronto con quella degli altri Paesi europei.

Pacifico spiega: “In Italia si hanno giorni di lezioni in più rispetto alla media europea e ore di lezione maggiori a carico dei docenti. Quindi, bisogna aprire una seria riflessione anche su questo.”


C'è poi un secondo problema, quello degli edifici. Per Anief “bisogna capire per quale motivo rispetto ai miliardi stanziati dal MIM, in molte scuole, specialmente al Sud, non sono stati assegnati o realizzati gli interventi programmati per capire come intervenire e climatizzare le stesse strutture scolastiche.”

Il sindacato rinnova infine l'appello agli RLS e alle RSU presenti negli istituti affinché procedano con una richiesta di intervento quando le condizioni degli ambienti scolastici rendano necessario intervenire sul fronte della sicurezza.


Il punto sollevato da Anief, dunque, è preciso: i 200 giorni rappresentano il riferimento ordinario dell'anno scolastico, ma davanti a circostanze eccezionali esistono strumenti per intervenire. E con temperature elevate che ormai possono accompagnare sia l'inizio sia la fine delle lezioni, Pacifico chiede che la questione non venga affrontata soltanto quando l'emergenza è già dentro le aule.

di Katia Piemontese


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