Docenti e ATA, 50mila euro per gli oltre 10 anni di servizio da precari. Anief: “Dallo Stato quasi una seconda liquidazione, recuperarli non è impossibile”
- La Redazione

- 6 ore fa
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Il sindacato elenca le somme che docenti e ATA potrebbero rivendicare: scatti stipendiali, ferie non godute, Carta docente, salario accessorio e risarcimenti per abuso dei contratti a termine

Da un'ultima analisi del sindacato Anief è emerso che un lavoratore della scuola con oltre dieci anni di precariato potrebbe avere maturato differenze economiche molto rilevanti, derivanti da più voci retributive e risarcitorie non riconosciute durante i contratti a termine.
“In Italia i precari storici del comparto pubblico, a partire da quelli della scuola, hanno un credito considerevole nei confronti del loro datore di lavoro, ovverosia lo Stato: a chi è stato supplente per oltre 10 anni, lo Stato ha infatti negato una cifra di almeno 50mila euro”, dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, alla vigilia del ritorno a lezione, in Trentino, dei primi alunni e della nomina di oltre 200mila supplenti annuali.
Il presidente del sindacato elenca quindi le diverse voci che, secondo Anief, potrebbero concorrere alla determinazione delle somme da recuperare:
“Ai docenti supplenti mancano in busta paga gli aumenti legati alle fasce stipendiali, le ferie non godute e mai monetizzate, il risarcimento per abuso di contratti a termine, la Carta del docente, il salario accessorio e la Retribuzione professionale docente, mentre al personale ATA viene sottratto il CIA.”
La stima indicata dal sindacato nasce pertanto dalla possibile somma di più rivendicazioni e non da un unico pagamento spettante automaticamente a tutti i lavoratori precari.
“Complessivamente, un precario storico, anche se finalmente nel frattempo è entrato in ruolo, presentando alcuni ricorsi, supportato dai legali del nostro sindacato, potrebbe ottenere quasi una seconda liquidazione. E recuperarla non è impossibile”, afferma Marcello Pacifico.
L’importo effettivamente rivendicabile dipende dalla storia professionale del singolo lavoratore, dalla durata e dalla tipologia dei contratti, dalle somme già percepite, dai termini di prescrizione e dall’esito delle eventuali iniziative giudiziarie. I 50mila euro rappresentano quindi una stima formulata da Anief. Il sindacato invita i lavoratori a rivolgersi alle proprie sedi o a consultare i canali ufficiali per verificare la posizione individuale e gli eventuali requisiti.
di La Redazione
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