Bimbi in fattoria e merende a chilometro zero: 14 milioni per portare la frutta nelle scuole
Il Ministero dell'Agricoltura lancia il nuovo progetto per l'anno 2026/2027. Le aziende hanno tempo fino al 6 luglio per farsi avanti.

Addio merendine confezionate: l'educazione alimentare dei più piccoli passa per la terra, le fattorie e i sapori genuini. Il Ministero dell'Agricoltura ha infatti messo sul piatto oltre 14 milioni di euro per finanziare il programma "Frutta e verdura nelle scuole" durante l'anno scolastico 2026/2027. L'obiettivo è semplice ma ambizioso: far scoprire ai bambini il ciclo della natura e abituarli a mangiare cibi sani.
Un progetto che non si limita a consegnare una mela sul banco, ma porta gli alunni a sporcarsi le mani con la terra e a vivere esperienze dirette.
Il cuore dell'iniziativa, infatti, non è solo il cibo. Chi vincerà i fondi ministeriali dovrà organizzare vere e proprie attività educative per i bambini. Si parla di creare e curare orti scolastici, di organizzare gite nelle aziende agricole, di allestire laboratori in cui assaggiare e imparare a riconoscere i sapori. Per quanto riguarda le consegne vere e proprie, il calendario sarà ricco: ogni bambino riceverà diciassette porzioni di prodotti freschi durante l'anno, più due giornate speciali di grande festa chiamate "Frutta day".
E non ci sarà spazio per la noia, perché il menù dovrà variare di continuo, garantendo l'assaggio di almeno dieci tipi di frutta diversi e due ortaggi.
Le regole per scegliere i cibi sono severissime. Sulle cattedre arriveranno solo prodotti di altissima qualità. Il Ministero pretende che almeno il 10% del cibo sia biologico, un altro 20% porti i marchi di eccellenza DOP o IGP, e un ulteriore 20% sia a "chilometro zero", cioè coltivato nella stessa regione della scuola. Massima attenzione anche all'ambiente: i contenitori, i bicchieri e i supporti usati per mangiare dovranno essere tutti di materiale riciclabile, biodegradabile e compostabile. La plastica è bandita, a favore di cartoncino, polpa di legno o reti naturali.
Ma come funziona la macchina organizzativa? L'Italia è stata divisa in nove grandi aree e il denaro verrà distribuito in base al numero di alunni. Le aziende agricole, le cooperative e i consorzi che vogliono proporsi per effettuare le consegne e organizzare i laboratori devono muoversi in fretta. Le domande e i progetti vanno inviati in formato digitale, tramite Posta Elettronica Certificata (PEC), entro le ore 12 del 6 luglio 2026. Per aiutare le imprese a sostenere le spese iniziali – come quelle per i camion refrigerati, indispensabili per non far rovinare i prodotti – lo Stato pagherà subito un anticipo pari all'80% dell'importo totale.
di Leandro Castagna




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