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ANIEF lancia l'allarme per il Liceo Classico Europeo, educatori e semiconvitto a rischio con il trasferimento al Tito Livio dal 2027

20 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Dopo la chiusura del Convitto Magarotto, il sindacato teme nuove perdite occupazionali e chiede alle istituzioni di salvaguardare il servizio educativo.

Il Liceo Classico Europeo di Padova avrà una nuova collocazione, ma il cambiamento potrebbe avere conseguenze che vanno oltre il trasferimento delle attività didattiche. A preoccupare ANIEF Veneto è soprattutto il futuro del semiconvitto e del personale educativo, che rischierebbe di perdere il proprio impiego. Il 29 ottobre 2026 l'Ufficio scolastico regionale per il Veneto ha annunciato l'autorizzazione ministeriale all'attivazione del Liceo Classico Europeo presso il Tito Livio, a partire dall'anno scolastico 2027/2028.


La decisione apre una nuova fase per l'offerta formativa cittadina, ma secondo ANIEF lascia irrisolto un problema: il mantenimento dei servizi educativi oggi collegati alla sede del Magarotto, nel quartiere Arcella. "Le preoccupazioni che denunciavamo da anni purtroppo si sono avverate. Dopo la chiusura del Convitto Magarotto, che aveva comportato la perdita di circa dieci posti di lavoro tra gli educatori, oggi rischiamo di assistere a un'ulteriore perdita occupazionale", dichiara Ruggin rappresentante di ANIEF Veneto.


Il trasferimento e il futuro degli educatori

La questione riguarda una componente dell'organizzazione scolastica che spesso rimane lontana dall'attenzione pubblica. Il semiconvitto non offre soltanto la possibilità di prolungare la permanenza degli studenti a scuola. Comprende servizi di assistenza, accompagnamento educativo e sostegno allo studio, con personale specificamente impegnato nelle attività pomeridiane. Secondo quanto denunciato dal sindacato, il trasferimento al Tito Livio non prevederebbe il mantenimento di questo servizio.

"Il Liceo Classico Europeo, attualmente presente al Magarotto con il servizio di semiconvitto, verrà trasferito al Tito Livio, ma senza la previsione di questo servizio. Mentre docenti e personale ATA potranno trovare collocazione in altri istituti, il comparto degli educatori rischia di perdere il proprio posto di lavoro". La mancata prosecuzione del semiconvitto è dunque una criticità segnalata da ANIEF. Non risulta ancora documentato, nelle fonti ufficiali consultate, un numero definitivo di posti soppressi in conseguenza del trasferimento.


Non soltanto posti di lavoro: il quartiere Arcella rischia di perdere un servizio

Per ANIEF, il problema non può essere affrontato esclusivamente attraverso il ricollocamento del personale. La sede del Magarotto rappresenta anche un punto di riferimento educativo per il quartiere Arcella. Il venir meno del semiconvitto, sostiene il sindacato, ridurrebbe le opportunità di accompagnamento degli studenti durante una fase delicata della crescita. "Non si tratta soltanto di una questione occupazionale: viene meno un importante servizio educativo, fondamentale per accompagnare gli studenti nella crescita, soprattutto in un momento in cui le fragilità adolescenziali e il disagio giovanile sono sempre più evidenti". La preoccupazione riguarda quindi due aspetti strettamente collegati: la continuità lavorativa degli educatori e la possibilità per le famiglie di continuare a usufruire di un servizio educativo strutturato.


L'appello alle altre organizzazioni sindacali e alle istituzioni

ANIEF Veneto chiede che la vicenda diventi oggetto di un confronto istituzionale e sindacale, senza attendere che il trasferimento produca conseguenze difficili da affrontare. Nel comunicato, Ruggin rivendica l'impegno della propria organizzazione e invita le altre sigle a intervenire. "La tutela dei lavoratori e dei servizi educativi non può essere una battaglia di una sola sigla sindacale".

Il rappresentante sindacale riferisce inoltre di aver già avuto un'interlocuzione con il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, e sollecita il coinvolgimento delle istituzioni competenti per individuare una soluzione.


La questione ancora aperta

L'attivazione del Liceo Classico Europeo al Tito Livio è stata annunciata ufficialmente. Restano invece da chiarire le modalità con cui sarà organizzata l'offerta formativa e, soprattutto, quale futuro sia previsto per il servizio di semiconvitto e per gli educatori attualmente impiegati. È su questo punto che ANIEF chiede risposte. "Non possiamo parlare continuamente di attenzione ai giovani e alle loro fragilità e poi lasciare che vengano cancellati presidi educativi e posti di lavoro". La riorganizzazione dell'offerta scolastica non dovrebbe comportare la perdita di servizi educativi e opportunità occupazionali. Per questo, secondo il sindacato, occorre individuare una soluzione che tenga insieme il futuro degli studenti, le esigenze delle famiglie e la tutela dei lavoratori.

di La Redazione



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