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"Abbassate le armi, alzate i salari": studenti e docenti in piazza contro il caro vita, cortei in oltre 60 città

1 ora fa
Tempo di lettura: 3 min

La mobilitazione del 30 ottobre ha unito scuola e lavoro, con richieste su stipendi, diritto allo studio e servizi pubblici. Nello stesso giorno, l’ISTAT ha stimato l’inflazione di...

Studenti, docenti e personale ATA hanno partecipato venerdì 30 ottobre ai cortei dello sciopero generale promosso dall’USB, affiancando lavoratori di altri settori, pensionati e famiglie. Al centro della protesta, il costo della vita, le retribuzioni e la richiesta di destinare maggiori risorse a scuola, sanità e servizi pubblici anziché al riarmo.

"Abbassate le armi, alzate i salari" è lo slogan scelto dal sindacato per la mobilitazione, che ha attraversato oltre sessanta città. Sulla partecipazione, l’USB parla di oltre un milione di persone nelle piazze italiane, mentre le autorità di pubblica sicurezza ne indicano circa 255mila.


Il caro vita nelle rivendicazioni e nei dati ISTAT

Le richieste sui salari si sono intrecciate con quelle degli studenti su edifici scolastici, trasporti e possibilità di studiare senza gravare ulteriormente sui bilanci familiari. Proprio il 30 ottobre, l’ISTAT ha pubblicato la stima provvisoria dei prezzi al consumo: a ottobre l’inflazione è salita al 5,4% annuo, dal 4,2% di settembre, con un aumento dello 0,9% rispetto al mese precedente. L’accelerazione riguarda soprattutto l’energia, ma coinvolge anche spese quotidiane: gli alimentari non lavorati segnano un +7,5% annuo, i servizi di trasporto un +3,1%. Il cosiddetto carrello della spesa, che comprende alimentari e prodotti per la casa e la persona, sale del 2,5%.


Le piazze della scuola: Torino, Roma e Cosenza

A Torino, il corteo partito da Palazzo Nuovo ha riunito oltre un migliaio di studenti delle superiori e universitari, insegnanti e personale ATA, diretti a raggiungere i lavoratori. Sullo striscione di apertura si leggeva: “Da Nord a Sud: studenti e lavoratori uniti. La guerra non la paghiamo”. La richiesta di più finanziamenti all’istruzione ha accompagnato il percorso verso piazza Palazzo di Città.

A Roma hanno manifestato anche gruppi di docenti, portando in piazza le condizioni delle strutture scolastiche e le contestazioni agli indirizzi del Governo sulla scuola. Il corteo principale ha raggiunto l’area dei Fori Imperiali, dove una parte dei partecipanti ha proseguito la protesta con un accampamento.

A Cosenza, oltre 1.500 persone si sono ritrovate in piazza Loreto: insieme agli studenti e ai docenti hanno sfilato agricoltori con i trattori, autotrasportatori e piccoli imprenditori. “Il costo della vita è diventato insostenibile”, ha spiegato una studentessa, collegando la partecipazione dei giovani alle difficoltà economiche delle famiglie e dei lavoratori.


I disordini nel corso della giornata

La maggior parte delle manifestazioni si è conclusa senza incidenti, ma nel pomeriggio e in serata si sono verificati scontri a Roma e Torino, con lanci di oggetti e interventi della polizia mediante cariche, idranti e lacrimogeni. Nella Capitale il bilancio riportato dalle cronache è di otto persone fermate.

A Milano, i manifestanti hanno occupato la tangenziale Est, causando un blocco prolungato della circolazione. Tensioni sono state segnalate anche a Mestre e Vicenza, mentre a Genova e Napoli i cortei hanno raggiunto le aree portuali senza problemi di ordine pubblico.

di Leandro Castagna



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