Alda Merini: "C’è un posto nel mondo dove il cuore batte forte...". Il luogo che ognuno di noi cerca
Aggiornamento: 14 ago
Nella storia di Merini possiamo riconoscere le nostre paure, le nostre prigioni e quel bisogno di essere visti oltre ciò che gli altri decidono di vedere...

“C’è un posto nel mondo dove il cuore batte forte, dove rimani senza fiato, per quanta emozione provi, dove il tempo si ferma e non hai più l’età”.
Alda Merini quel posto lo aveva cercato per tutta la vita. Ed è proprio questo che rende quelle parole così vicine a noi: quel posto, prima o poi, lo cerchiamo tutti. Un luogo, reale o soltanto interiore, nel quale possiamo smettere di difenderci, di dimostrare qualcosa, di essere quello che gli altri si aspettano.
In Alda Merini prima di tutto c’era una donna. Una donna che ha conosciuto il dolore, la solitudine, la paura, l’amore e quel bisogno che appartiene a tutti: essere visti per quello che siamo.
Per questo la sua storia non appartiene soltanto a lei. Non abbiamo bisogno di aver vissuto ciò che ha vissuto Merini per riconoscere qualcosa di noi nelle sue parole. Tutti abbiamo conosciuto delle mura, una paura che non riusciamo a raccontare, un errore che continuiamo a portarci dietro, un giudizio che finisce per diventare il nostro.
“Ho conosciuto Gerico, ho avuto anch’io la mia Palestina, le mura del manicomio erano le mura di Gerico”. Per Merini quelle mura erano reali. Ma una prigione non è sempre fatta di cemento. Può essere un’etichetta, la convinzione di non essere abbastanza, l’idea che sia ormai troppo tardi per cambiare.
E quando una persona viene ridotta alla propria fragilità, tutto il resto rischia di scomparire: il suo nome, la sua voce, quello che ama e quello che desidera.
Merini ha trovato nella poesia un modo per raccontarsi. Non per cancellare il dolore, ma per non lasciare che fosse il dolore a raccontarla per intero.
“Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita”. Merini usa l’ironia, ma quella frase lascia addosso qualcosa. Dopo aver conosciuto le mura, guarda il mondo che sta fuori e mette in discussione una parola che usiamo con troppa facilità: normalità. Quante volte ci siamo sentiti fuori posto? Quante volte abbiamo pensato di essere noi quelli sbagliati soltanto perché non riuscivamo a stare dentro un modello?
È anche per questo che Merini continua a parlarci. Non perché la sofferenza renda migliori, ma perché, nonostante tutto, non ha smesso di cercare un luogo in cui poter essere se stessa. Ed è quello che facciamo anche noi. Cerchiamo un posto dove non dover essere forti per forza. Dove poter sbagliare senza sentirci sbagliati. Dove qualcuno possa guardarci senza fermarsi alla nostra parte più fragile. “C’è un posto nel mondo dove il cuore batte forte...”.
Forse quel posto non è lontano. È il momento in cui torniamo a sentirci noi, dopo esserci persi per un po’. E finché continuiamo a cercarlo, qualcosa dentro di noi è ancora vivo.
E tu, lettore che ci segui, hai trovato quel luogo in cui puoi sentirti davvero te stesso, senza dover dimostrare nulla? Questo spazio vuole essere anche un luogo di condivisione. Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, se lo desideri anche in forma anonima.
di Katia Piemontese




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Grandissima Alda Merini vittima dell’ignoranza e della pochezza di esseri umani che di fronte alla malattia mentale hanno solo paura e non cercano di capire l'immenso e indefinito dolore di chi combatte contro un male oscuro che non è fisico.
Che riducono il tutto a frasi odiose tipo….. ma che ti manca? Hai tutto!
Come se il benessere fosse legato unicamente al denaro, ad un matrimonio apparentemente solido, a un lavoro sicuro.
Io ho combattuto e combatto per stare bene con me stessa e non certamente per essere accettata dagli altri….. nei miei momenti bui ho solo pensato alla sofferenza che stavo arrecando ai miei figli…… sofferenza che nessuno ha cercato di evitargli.
Il mondo dovrebbe essere pieno di poetesse…
Certamente così perche quando si è
ipersensibili giornalmente ci si scontra
Con un muro di gomma... che cerca
Sempre di annullarti...ed allora puoi solo tuffarti nei tuoi sogni.
Grazie immensa Alda.
A trovarlo questo posto,però so che esiste !Dove ho sentito che il mio cuore batte forte sono state le montagne… il posto dove i pensieri si alleggeriscono, dove si perde la nozione del tempo. Il luogo dove non devi dimostrare niente a nessuno, né seguire i modelli che la società ti impone.Dove ti senti così piccolo davanti a tanta immensità e, stranamente, proprio lì ritrovi te stesso . In montagna non conta chi sei, cosa fai o quanto vali agli occhi degli altri.Esisti. Respiri. Guardi.
Non c'è posto dove poter essere sé stessi se non si sta bene. Il mio errore consiste proprio nell'aspettativa di essere visto oltre quello che si vede esteriormente. Sono poche le persone che ci riescono, ma va bene così. Sono colmo di sentimenti, di paure che riesco bene a mascherare. Ma il mio cuore batte quando incontro le persone che vanno oltre le apparenze e li' sento che è il mio luogo.
HO imparato a essere forte, a essere sola , a essere forte da sola..questo è il luogo dove il mio cuore batte forte..la libertà è impagabile...