Tupini: "Se non me la sento, non faccio figli. Chi non fa figli non è né al di sopra né al di sotto di chi li fa"
- La Redazione

- 17 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 19 apr
La psicologa riflette sul ruolo dell’ego e sulla responsabilità di diventare genitori: i figli vengono prima, ma solo se si è pronti davvero...

I figli hanno bisogno del sano ego dei propri genitori per imparare a vivere bene, ma non devono essere strumento per nutrirlo. È da questo concetto base che prende il via la riflessione della psicologa Gabriella Tupini. L'esperta ci spiega cos'è l'ego, a cosa serve e come cambiano le nostre relazioni in base a questo.
A tal proposito afferma: "L'ego è un termine latino che significa io, c'è un gran parlare della demolizione dell'ego, ma demolire l'ego significa demolire l'io, il che è assurdo perché senza io si vive molto male e quando l'io si rimpicciolisce troppo si muore". Spesso all'ego viene attribuito un significato negativo, ma analizzando il termine sotto un profilo psicologico si riferisce all'identità della persona, alla consapevolezza di sé, alla capacità di relazionarsi con la realtà esterna. Per queste ragioni è importante averne cura, preservarlo e mantenerlo autentico nel tempo senza modularlo per compiacere.
Infatti, Tupini ci ricorda l'importanza dell'ego: "Voi dovete avere un io ben saldo per diventare saggi, ovvero vuol dire non quelli che sanno tutto, al contrario, quelli che sanno di non sapere, rifacendoci a Socrate. I saggi sono quelli che non pretendono di sapere e si possono permettere pertanto il dubbio su tutti".
L'ego quindi "siamo noi" che ci relazioniamo con la realtà esterna, con i nostri bisogni ma anche con quelli dell'altro. È l'aspetto più umano che compone la nostra persona, che ci fa comprendere tutto lasciando a distanza critiche e condizionamenti. L'ego ci muove sulla base del nostro sentire, da questo poi scatta l'agire, tutto quello che mettiamo in moto per diventare ed essere noi. È per questo che dobbiamo essergli fedeli sempre, a patto però che nella nostra vita non ci sia una presenza importante, ovvero, quella dei figli. Infatti, dichiara Tupini: "Bisogna guardare dentro se stessi, cosa che non molti fanno. Il nostro io: sono qui, sono in questo corpo, non in un altro, per cui devo badare anzitutto a me stesso. L'unica eccezione sono i figli. Se io ho dei figli devo badare prima ai figli e poi a me stesso. Se non me la sento di fare questo, non faccio figli".
Come sappiamo mettere al mondo un bambino è un'esperienza totalizzante. L'esperta dunque ci porta a riflettere su quanto siamo disposti a mettere da parte, parte del nostro io per crescere, curare ed amare un figlio. La maternità o la paternità non è un titolo che ci fa acquisire maggiore prestigio o valore. Un genitore non è più importante di chi ha deciso di non mettere al mondo un figlio e, soprattutto, mettere al mondo un bambino quando non riusciamo a rinunciare a noi stessi vuol dire crescerlo in un perimetro nel quale si sentirà poco amato e questo a distanza di tempo avrà ripercussioni negative. Infatti, in maniera diretta e mirata l'esperta aggiunge: “Nessuno ci obbliga a fare figli. Chi non fa figli non è né al di sopra né al di sotto di chi fa figli. Siamo tutti nella stessa barca. E anzi, se non desidera figli e non li fa, fa un piacere a un sacco di gente, perché molta gente non vuole, non ama i figli e li fa. E quello non fa un piacere a nessuno”.
Sembrano concetti contraddittori quelli espressi dall'esperta, in realtà dipingono un quadro dettagliato dei fatti che accadono comunemente nella vita di chi decide o non decide di diventare genitore. Quando si è molto giovani è importante imparare a saper nutrire l'ego per diventare quello che vogliamo veramente essere, un tempo nel quale provare e sperimentare diversi lavori, esperienze e passioni perché, nel momento in cui si prende la decisione di essere anche un genitore, si rinuncia in parte e per un tempo abbastanza lungo ad una parte di vita libera e spensierata.
Il genitore, da quando diventa tale, si muoverà sulla base delle esigenze del bambino e deve essere così perché l'amore deve arrivare in ogni modo al bambino. Ma se a questi aspetti facciamo fatica a rinunciare, allora dovremmo riflettere profondamente prima di prendere una decisione così importante. Perché, conclude Tupini: "L’ego è qualcosa che esiste, che deve esistere, che deve essere bello, ma sano".
E tu, lettore che ci segui, cosa ne pensi? È giusto mettere i figli sempre al primo posto o credi che tutto parta dall’equilibrio personale?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima, il confronto è il primo passo per capire davvero queste scelte così importanti.
di NATALIA SESSA




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Proverei a chiedermi se la presenza dell'uomo sul pianeta è legata all'esistenza dei figli.
È la natura, quindi, che ha necessità dei figli o è l'uomo che ha il potere di negare la presenza dei figli?
L'io, quale manifestazione dell' essere, ha il diritto-dovere di espandersi in un progetto infinito e misterioso, o è il deus ex machina che progetta la sua fine?
Dovrei chiedermi, allora, ulteriormente qual è il senso della vita, della natura, della Terra e forse dell'universo?
Condivido in pieno il pensiero della psicologa ed ammetto che sono uno di quelli che forse i figli non doveva averli. Mi sono reso conto di aver solo accontentato mia moglie. Non so nemmeno se sono un buon padre e se sto insegnando loro le cose giuste. Ed è un pensiero che mi tormenta ogni giorno. Certo che adesso che ce li ho , cerco di non far loro mancare "nulla". Però chissà se non li avessi avuti.
Non sono d' accordo con lei. Prima viene la collettività e poi la persona. La vita è un regalo ricevuto, non donarlo a propria volta significa considerarla esclusivamente affar proprio. Non dare la vita è come non curare l' ambiente per le generazioni future.
Non mi sembra che questa sia la convinzione che ha accompagnato l'umanità fino ai nostri giorni. L'ego che è esistito fino a pochi decenni fa risiede nella volontà di avere famiglia e figli per sentirsi al pari di tutti gli altri componenti della società. . E al di là di ogni disquisizione filosofica mi sembra anche una interpretazione delle leggi della natura.. . . Tanti altri animali si comportano alla stessa stregua. . . L'ego permeato nella società occidentale di oggi è egoismo puro, immaturo, innaturale che porterà, ben presto, certi ceti sociali a non volere figli e altri ad avere come attività economica quella della filiazione per i primi. . . Che triste prospettiva dell'umanità!!!.
I figlio non bisogna farli per puro egoismo, ma bisogna farli quando si hanno dei supporti e ci sono i presupposti. Che poi altri li fanno perchè sono egoisti e vogliono essere assistiti da anziani, è un altro discorso.