Tamaro:“Una vera famiglia è in grado di salvarci perché permette a ogni persona di trovare un suo spazio di affinità,di realizzare il proprio lato umano e di trovare sostegno nei momenti di fragilità"
- La Redazione

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La famiglia è il nostro porto sicuro, il luogo nel quale ritrovarci quando ci si sentiamo perduti: il caldo abbraccio di una madre, ad esempio, consente al bambino di sentirsi amato e protetto; al contempo la dolce carezza di un padre…

Prendersi cura delle proprie relazioni affettive, “capaci di edificare il tempo nella dimensione dell’amore”, sta diventando impresa sempre più difficile e complicata: un po’ come se la famiglia avesse perso quel ruolo di fondamentale importanza di cui è da sempre stata investita.
In tale prospettiva la scrittrice italiana Susanna Tamaro coglie l’occasione per esprimere il suo pensiero in merito, offrendo ottimi spunti di riflessione. A tal fine ha così dichiarato espressamente:
“Da qualche tempo sento montare un clima di disprezzo sempre più diffuso verso tutto ciò che ricorda l’importanza della famiglia e dell’amore coniugale. Da quale senso di superiorità nasce questo disprezzo? Nel nostro Paese, come nella maggior parte del bacino mediterraneo, la realtà della famiglia è ancora in fondo la colonna portante su cui si regge la società e l’indignazione che non si placa nei confronti della favola nera dei bambini del bosco ne è la conferma. Una coppia che si ama, che ama i suoi figli, un po’ eccentrica certo, ma di un’eccentricità che non nuoce a nessuno, in cui non c’è alcun odio, viene devastata da una psichiatrizzazione forzata degna dei peggiori regimi totalitari. Ci si lamenta che la madre è oppositiva, ma quale madre che ama i suoi figli può accettare passivamente che le vengano sottratti e che sia fatto loro dell’inutile male, in nome di una normalità che esiste solo nei piani teorici dei loro persecutori?”.
Eppure è proprio la famiglia il nostro porto sicuro, il luogo nel quale ritrovarci quando ci si sentiamo perduti: il caldo abbraccio di una madre, ad esempio, consente al bambino di sentirsi amato e protetto; al contempo la dolce carezza di un padre è in grado di fare la differenza, così che un figlio possa percepire quell’affetto capace spesso di lenire ogni ferita.
Ma con l’avvento delle nuove tecnologie “tutti i rapporti umani sono stati disgregati e l’individuo vive nella sua cellula atomica in una solitudine popolata da schermi, suoni e immagini ma totalmente priva di vere relazioni. Viviamo sotto l’ossessivo ritornello della realizzazione personale come unica dimensione dell’esistere e in questa realizzazione, ci viene detto, che l’altro non può essere che un mezzo o un inciampo”, così come spiegatoci molto significativamente da Susanna Tamaro.
“La disperazione dei bambini contemporanei è proprio quella della solitudine genetica. Niente fratelli, nessun cugino, nessuno zio, nessuna alterità con cui confrontarsi e crescere. In questo modo il bambino diventa il re della casa, convinto che il mondo sia una proiezione dei suoi desideri; nel suo microcosmo, spesso dominato solo dalla presenza materna, ogni cosa diventa autoreferenziale, negandogli così la possibilità di un rapporto sano con il reale. La famiglia, nel suo sviluppo naturale, è in grado di generare una grande creatività di relazioni. Una persona ad esempio può avere un pessimo rapporto con la madre, ma in una zia può trovare affinità capaci di colmare quella freddezza. Si possono avere dei fratelli estremamente irritanti e sentirsi più prossimi a qualche cugino”, queste le parole utilizzate dalla scrittrice italiana per continuare la sua ragguardevole disamina.
Dunque, in un mondo in cui ci si sente sempre più soli ed abbandonati, occorre ristabilire il giusto equilibrio, riscoprendo l’importanza e la bellezza del relazionarsi con gli altri, instaurando così legami duraturi, saldi, che sappiano arricchirci e valorizzare la nostra vera essenza.
Non dimentichiamo, pertanto, che “una vera famiglia è in grado di salvarci perché permette a ogni persona di trovare un suo spazio di affinità, di realizzare il proprio lato umano e di trovare sostegno nei momenti di fragilità", in tal modo la scrittrice Susanna Tamaro culmina la sua profonda riflessione.
E tu, lettore che ci segui, pensi che una vera famiglia possa fare la differenza garantendo ad un bambino un’infanzia felice e serena, donandogli le giuste attenzioni che merita e valorizzando i legami che contano veramente? La tua famiglia ha saputo sostenerti nei momenti di maggiore fragilità?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di VALENTINA TROPEA



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Certo è come dice la Tamaro e altri. Io sono stato molto fortunato ho avuto una famiglia così e un'infanzia molto felice. Estati sempre nei campi con amici, continuamente a caccia di qualcosa, soprattutto di guai. Quindi anche momenti neri ma con la forza e il supporto per superarli e ricominciare.
La famiglia è il fulcro della nostra società pur con tanti travagli si cerca di sostenerla sempre. Gli insuccessi della vita coniugale fanno dolore al proprio cuore con grande forza occorre accettarli nella propria vita. I figli, in questo grande supplizio, da lontano occorre amarli sempre.