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Taglio organici docenti e ATA, quattro sindacati avviano la mobilitazione: sit-in a Roma l’11 novembre e assemblee il 16 novembre

1 ora fa
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CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e ANIEF chiedono la cancellazione delle misure previste dalla legge di bilancio sui tagli agli organici. In programma un sit-in a...

Quattro organizzazioni sindacali della scuola si mobilitano contro i tagli agli organici di docenti e personale ATA previsti nel disegno di legge di bilancio 2027. CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e ANIEF hanno annunciato un sit-in a Roma per mercoledì 11 novembre, seguito da assemblee sindacali in orario di servizio lunedì 16 novembre negli istituti di tutta Italia. L'obiettivo è ottenere la cancellazione delle disposizioni contestate, attraverso un confronto con il Governo, le forze politiche e i gruppi parlamentari.


"Non possiamo accettare interventi che sottraggono risorse alle scuole, nel momento in cui sarebbe necessario attivare politiche di forte investimento", dichiarano congiuntamente Ivana Barbacci, Giuseppe D'Aprile, Elvira Serafini e Marcello Pacifico, responsabili delle quattro organizzazioni. La preoccupazione riguarda le conseguenze che un'eventuale riduzione del personale potrebbe produrre sul funzionamento delle istituzioni scolastiche, soprattutto nei territori caratterizzati da maggiori difficoltà sociali. "A farne le spese non sono soltanto lavoratrici e lavoratori del settore, per il conseguente aggravio dei carichi di lavoro e un aumento inevitabile del tasso di precarietà: un danno molto grave lo subisce il Paese, specialmente nelle aree di più marcato disagio, dove c’è particolarmente bisogno di una scuola messa in condizione di svolgere il proprio lavoro con la massima efficacia".


I sindacati contestano in particolare l'idea di accompagnare la diminuzione della popolazione studentesca con una riduzione proporzionale degli organici, sostenendo che le esigenze organizzative e amministrative delle scuole non diminuiscono necessariamente insieme al numero degli alunni. "È un grave errore rispondere al calo demografico con un’equivalente riduzione del personale scolastico: intanto perché, pur diminuendo popolazione scolastica, le strutture che la ospitano e le esigenze organizzative, amministrative e gestionali, restano sostanzialmente immutate". Per il personale docente, le quattro sigle indicano una strada alternativa, orientata all'ampliamento dell'offerta formativa e a una maggiore attenzione ai bisogni degli studenti. "Per quanto riguarda i docenti, la via da seguire dev’essere quella di favorire l’incremento del tempo scuola e la personalizzazione della didattica, in linea con azioni già messe in campo con le risorse del PNRR e che dovrebbero essere ulteriormente sviluppate".

La mobilitazione prenderà avvio mercoledì 11 novembre alle ore 11, con una conferenza stampa presso l'Hotel Nazionale di piazza Monte Citorio, a Roma. Nel pomeriggio, dalle 14:00 alle 17:00, si svolgerà il sit-in in piazza Vidoni, nei pressi del Ministero della Pubblica Amministrazione. Lunedì 16 novembre sono invece previste assemblee sindacali nelle scuole italiane, con interventi in diretta streaming dei dirigenti nazionali. Una comunicazione territoriale della CISL Scuola indica per le assemblee la fascia oraria dalle 8:00 alle 11:00. "La nostra iniziativa non nasce da motivazioni pregiudiziali, ma da una attenta valutazione di merito rispetto a contenuti della legge di bilancio per noi assolutamente inaccettabili. La nostra disponibilità al confronto è un atto di responsabilità, che però dev’essere reciproca", precisano le organizzazioni. L'appello conclusivo è rivolto al Governo e al Parlamento, chiamati dai sindacati a rivedere le misure durante l'iter della manovra.

"Non si può affermare la volontà di valorizzare maggiormente il lavoro nella scuola e poi agire nella direzione opposta, come avviene con questa legge di bilancio, con misure di cui chiediamo la cancellazione". Le iniziative annunciate rappresentano una prima fase della mobilitazione, mentre resta aperta la possibilità di modificare le disposizioni contestate nel corso dell'esame parlamentare della legge di bilancio.


di La Redazione



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