Expo Scuola, polemica all’Istituto comprensivo di Mestrino e Veggiano: il CNDDU chiede un confronto tra scuola e famiglie per superare le tensioni
Dopo il dissenso di alcune famiglie per la mancata partecipazione organizzata degli studenti alla manifestazione Expo Scuola, il CNDDU richiama l'importanza del...

Alcune famiglie hanno deciso di accompagnare autonomamente i propri figli a Expo Scuola, rinunciando per quella giornata alla frequenza delle lezioni, dopo la mancata partecipazione organizzata dall'Istituto comprensivo di Mestrino e Veggiano, in provincia di Padova. La vicenda, riportata dalla stampa locale, ha suscitato il dissenso di alcuni genitori e l'intervento del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che invita a riportare il confronto sul terreno delle responsabilità condivise, evitando di trasformare una questione organizzativa in uno scontro tra scuola e famiglie.
"L'episodio solleva interrogativi che meritano attenzione, non tanto per la singola uscita scolastica, quanto per le difficoltà che possono emergere nel rapporto tra istituzioni educative e famiglie quando le rispettive aspettative non trovano un adeguato spazio di confronto", osserva il Coordinamento, ricordando l'importanza delle iniziative di orientamento per gli studenti chiamati a scegliere il proprio futuro percorso di studi. Il CNDDU invita tuttavia a non formulare giudizi affrettati sulle decisioni dell'istituto, richiamando le responsabilità che accompagnano ogni attività svolta fuori dalla scuola. "L'organizzazione delle attività esterne comporta responsabilità precise in materia di sicurezza, vigilanza, disponibilità del personale e compatibilità con la programmazione didattica. Si tratta di aspetti che non possono essere sottovalutati e che richiedono valutazioni di competenza dell'istituzione scolastica".
Proprio per questo, secondo il Coordinamento, le decisioni organizzative dovrebbero essere accompagnate da una comunicazione chiara e tempestiva, soprattutto quando riguardano opportunità formative alle quali le famiglie attribuiscono particolare importanza. "La vicenda evidenzia un problema più ampio: il progressivo irrigidimento delle relazioni scolastiche, nelle quali il confronto rischia talvolta di trasformarsi in una contrapposizione tra posizioni formalmente legittime ma incapaci di trovare una sintesi educativa". Il CNDDU precisa che la mancata partecipazione a Expo Scuola non costituisce automaticamente una responsabilità dell'istituzione scolastica e che le scelte organizzative devono essere valutate considerando le condizioni effettive nelle quali vengono assunte.
"La partecipazione a una manifestazione non può essere considerata automaticamente obbligatoria per una scuola, così come il mancato svolgimento di un'attività non dimostra, di per sé, l'esistenza di responsabilità o irregolarità". La riflessione si estende alla programmazione delle attività di orientamento e alla disponibilità delle risorse necessarie, a partire dai costi di trasporto. Per il Coordinamento, una pianificazione annuale condivisa potrebbe aiutare a prevenire difficoltà e garantire maggiori opportunità di partecipazione agli studenti. "Sarebbe opportuno che le scuole, nell'ambito delle disponibilità finanziarie e delle priorità deliberate dagli organi competenti, prevedessero una programmazione annuale delle attività esterne, con particolare attenzione ai costi di trasporto e alle condizioni che consentono una partecipazione effettivamente accessibile".
L'auspicio è che la vicenda possa diventare un'occasione di confronto tra dirigenza scolastica, docenti e rappresentanti dei genitori, per chiarire le rispettive posizioni e individuare soluzioni organizzative per le future iniziative. "La protesta delle famiglie, indipendentemente dalle valutazioni sulle modalità adottate, segnala una distanza che merita di essere compresa e affrontata". Il Coordinamento richiama infine il significato dell'autonomia scolastica, che non si esaurisce nella correttezza delle procedure amministrative, ma comprende anche la capacità di costruire rapporti di fiducia all'interno della comunità educativa. "Per il CNDDU, l'aspetto più importante non consiste nell'individuare vincitori o sconfitti di una controversia, ma nell'evitare che situazioni analoghe si ripetano. Quando un'iniziativa formativa diventa motivo di tensione, l'intera comunità scolastica è chiamata a interrogarsi sull'efficacia dei propri strumenti di dialogo e programmazione".
di La Redazione
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