Supplenze 2026/27, dopo le GPS non è finita: migliaia di cattedre possono arrivare agli interpelli
- La Redazione

- 1 ora fa
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Dopo i primi turni emergeranno le graduatorie che non riusciranno a coprire tutti i posti. Per gli aspiranti sarà decisivo controllare gli avvisi delle scuole.

Non ricevere una nomina durante i primi turni delle GPS non significa necessariamente aver perso ogni possibilità di lavorare nell’anno scolastico 2026/2027. Una parte delle opportunità potrebbe emergere successivamente, quando gli uffici avranno completato gli scorrimenti e sarà possibile capire quali graduatorie non sono riuscite a soddisfare il fabbisogno delle scuole.
È in quel momento che gli interpelli assumeranno un ruolo centrale.
Dopo le operazioni di mobilità risultavano complessivamente 46.826 posti disponibili, oltre 11 mila dei quali sul sostegno. Il dato non indica quante cattedre siano ancora effettivamente scoperte: una parte viene assorbita dalle immissioni in ruolo, dalle assegnazioni provvisorie e dalle nomine a tempo determinato. Il numero, però, restituisce le dimensioni di un sistema nel quale la disponibilità dei posti e la presenza dei candidati continuano a non incontrarsi in modo uniforme.
Il problema cambia da provincia a provincia
La difficoltà non dipende soltanto dal numero complessivo degli aspiranti docenti. A fare la differenza sono la provincia, la classe di concorso, la tipologia di posto e la consistenza delle singole graduatorie.
Al termine della mobilità, nella provincia di Milano risultavano 1.165 posti comuni e 1.379 posti di sostegno nella scuola primaria. In Piemonte le disponibilità indicate comprendevano 1.446 posti sul sostegno e 1.198 posti comuni nel primo ciclo. In Veneto, sempre alla primaria, erano stati conteggiati 1.388 posti comuni e 1.091 sul sostegno.
Molte di queste cattedre sono destinate a essere coperte attraverso le procedure ordinarie. Altre, invece, potrebbero rimanere senza aspiranti, soprattutto nelle province in cui alcune graduatorie sono meno capienti.
È qui che si crea il paradosso: in alcuni territori molti docenti aspettano una nomina, mentre altrove le scuole faticano a trovare personale per lo stesso insegnamento.
Quando la scuola ricorre all’interpello
L’interpello non rappresenta un percorso alternativo da utilizzare liberamente al posto delle graduatorie. Entra in gioco quando la scuola non riesce ad assegnare una supplenza attraverso le procedure previste.
L’articolo 14, comma 22, dell’Ordinanza ministeriale 27/2026 stabilisce che, in caso di esaurimento delle graduatorie d’istituto, la scuola pubblichi sul proprio sito un avviso specifico per trovare il docente necessario.
Una copia viene trasmessa anche all’Ufficio scolastico territorialmente competente, che la pubblica in una sezione dedicata. È quanto stanno già facendo diversi uffici provinciali, tra cui quelli di Milano, Roma e Venezia.
Nell’avviso devono essere indicati la classe di concorso o la tipologia di posto, il numero delle ore, la durata del contratto, i requisiti richiesti, il termine per candidarsi e le modalità di presentazione della domanda.
La precedenza viene riconosciuta agli aspiranti in possesso dell’abilitazione e, per il sostegno, della specializzazione. In subordine possono essere prese in considerazione le candidature di chi possiede il titolo di studio richiesto.
Perché gli interpelli possono fare la differenza
Attraverso le GPS il candidato concorre nella provincia scelta e in base alle preferenze espresse. L’interpello nasce invece da una necessità precisa: una determinata scuola deve coprire una supplenza e non trova aspiranti nelle graduatorie utilizzabili.
Chi è disponibile a spostarsi può quindi intercettare opportunità anche in province diverse da quella delle proprie GPS, nel rispetto delle condizioni previste dall’ordinanza. Gli interpelli consentono di intercettare opportunità anche oltre la provincia scelta nelle GPS. Il tempo, però, è decisivo: gli avvisi possono avere scadenze molto ravvicinate e una candidatura presentata in ritardo non viene presa in considerazione.
Per questo gli aspiranti non dovranno limitarsi a controllare la propria posizione in graduatoria. Sarà necessario seguire con attenzione i siti delle scuole e le sezioni dedicate degli Uffici scolastici.
Per molti docenti la possibilità di entrare in classe potrebbe arrivare proprio dopo i primi turni GPS, quando una scuola rimasta senza candidati pubblicherà il suo interpello.
di La Redazione
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