Stipendi docenti e ATA: 300 euro di aumento per equiparare gli stipendi con gli altri dipendenti della PA. D'Aprile (UIL): "Servono risorse aggiuntive e strutturali". Un capitolo di spesa dedicato ai
Giuseppe D’Aprile sostiene la proposta del ministro Valditara di una contrattazione specifica per il comparto scolastico e chiede risorse aggiuntive e...

Differenze retributive che, in alcuni casi, superano i 300 euro al mese rispetto agli altri dipendenti pubblici a parità di titolo di studio. È il divario richiamato da Giuseppe D’Aprile, segretario generale della UIL Scuola, che chiede risorse aggiuntive e strutturali per aumentare gli stipendi del personale scolastico.
Il sindacalista commenta positivamente la proposta del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di una contrattazione specifica per la scuola. Per sostenerla sul piano economico, indica la necessità di uno stanziamento dedicato ai rinnovi.
«Per valorizzare le retribuzioni del personale scolastico è necessario istituire uno specifico capitolo di spesa nel quale far confluire ogni anno risorse aggiuntive destinate esclusivamente al rinnovo dei contratti della scuola».
La richiesta guarda alla Legge di Bilancio: l’obiettivo è assicurare finanziamenti continuativi per recuperare la distanza salariale denunciata dalla UIL.
«In vista della Legge di Bilancio – sottolinea D’Aprile – ribadiamo che per la scuola, servono risorse aggiuntive e strutturali. Il personale scolastico, a parità di titolo di studio, è tra i meno retribuiti del pubblico impiego, con differenze che in alcuni casi superano i 300 euro al mese».
Accanto al confronto con le altre amministrazioni, resta il tema del potere d’acquisto perso negli ultimi anni. Secondo il segretario, le risorse contrattuali già previste costituiscono una base da rafforzare.
«Le risorse previste per il rinnovo del contratto 2025-2027 sono un punto di partenza, ma non bastano a recuperare il potere d’acquisto perso in questi anni».
La UIL affianca quindi alla richiesta di maggiori stanziamenti due interventi fiscali: detassare gli aumenti contrattuali e ridurre la fiscalità territoriale, per incidere sulle somme effettivamente disponibili in busta paga.
«Risorse specifiche per recuperare il gap retributivo con il resto del pubblico impiego, detassazione degli aumenti contrattuali e riduzione della fiscalità territoriale rappresentano un investimento strategico non solo per il personale della scuola ma anche per il Paese», conclude D’Aprile.
di La Redazione
Pensioni scuola 2027, domande da oggi al 21 ottobre: requisiti e date da ricordare
Assicurazione sanitaria docenti e ATA, il codice di conferma non arriva? Cosa controllare per completare la registrazione
GPS, il punteggio può cambiare dopo la prima supplenza: cosa controlla la scuola e perché conservare il decreto di convalida




.jpg)
.jpg)


















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)


















.jpg)
Commenti