Docenti e ATA, 150 euro in più al mese dal 2027 per tutto il personale. Pacifico: “Per iniziare a recuperare il divario con la PA”
- La Redazione

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Il presidente Anief chiede di intervenire sull’indennità integrativa speciale, ferma dal 2003 e mai adeguata all’inflazione: “È una priorità per tutto il...”

La proposta riguarda tutto il personale del comparto, quindi "docenti, ATA e lavoratori degli altri settori dell’Istruzione e della ricerca". La somma richiesta dal sindacato non è attualmente prevista dal contratto e dovrà essere finanziata dal Governo attraverso risorse aggiuntive.
Secondo Pacifico, gli aumenti contrattuali non sono sufficienti a compensare la perdita del potere d’acquisto subita negli ultimi anni. Per questo Anief propone di intervenire sull’indennità integrativa speciale, conglobata nello stipendio tabellare e rimasta, secondo il sindacato, senza un adeguamento capace di tenere il passo con l’inflazione.
“Per tutto il personale del comparto Istruzione e ricerca abbiamo chiesto nel prossimo bilancio risorse per aumentare di almeno 150 euro mensili l’indennità integrativa speciale conglobata nello stipendio, ma bloccata dal 2003 senza alcun adeguamento all’inflazione”, ha dichiarato il presidente nazionale Anief.
I 110 euro una tantum destinati al personale ATA
La richiesta dei 150 euro mensili non deve essere confusa con l’una tantum di 110 euro prevista per il personale ATA dall’accordo economico relativo al CCNL Istruzione e ricerca 2025-2027, sottoscritto il 1° luglio.
Il contratto stabilisce che l’importo sarà corrisposto nel mese di gennaio 2027 al personale ATA a tempo indeterminato e a quello con contratto annuale o fino al termine delle attività didattiche, in servizio nell’anno scolastico 2025/2026. Per i lavoratori a tempo parziale, la somma sarà riproporzionata.
“È il minimo che abbiamo potuto dare come Anief in base alle risorse residue degli aumenti tabellari”, ha spiegato Pacifico. Una somma che, secondo il sindacato, “serve a poco fino a quando il Governo non deciderà di adeguare gli stipendi del personale amministrativo a quelli riconosciuti nelle Funzioni locali e centrali”.
Una richiesta da finanziare con la prossima legge di bilancio
L’aumento di 150 euro mensili, dunque, rappresenta per il momento una proposta sindacale. Per diventare effettivo dovrà essere accolto dal Governo e accompagnato da uno stanziamento specifico nella prossima manovra economica.
L’obiettivo indicato da Anief è utilizzare questa somma per avviare un recupero strutturale delle retribuzioni, senza limitarsi agli aumenti già finanziati dal rinnovo contrattuale o a emolumenti una tantum.
La questione centrale torna così a essere quella del divario salariale: per il sindacato, gli aumenti previsti dal nuovo contratto rappresentano soltanto un primo passo, mentre per recuperare la perdita del potere d’acquisto e avvicinare gli stipendi della scuola a quelli degli altri comparti pubblici servono risorse aggiuntive e permanenti.
di La Redazione
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