Bruzzone: “Io te lo leverei tuo figlio se pensi che un bambino di 12 anni abbia diritto alla privacy”
- La Redazione

- 4 ore fa
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"Non potete essere amici dei vostri figli. L’amicizia è un rapporto simmetrico, con voi i vostri figli un rapporto simmetrico non ce l’avranno mai..."

Ma cosa è successo negli ultimi 30 anni? È la domanda critica e pungente che Roberta Bruzzone, Psicologa Forense, Criminologa Investigativa e Criminalista di grande esperienza, si pone in merito alla sua riflessione sulla responsabilità genitoriale. Nello scenario attuale non esistono più ruoli ben diversificati e con gradi d’importanza differenti e secondo il parere dell’esperta è proprio questo che ha influenzato negativamente il rapporto tra genitori e figli.
I genitori sembrerebbero vivere con la costante paura di minare le fragilità dei propri figli e questi figli, in parte approfittando delle insicurezze dei genitori, non riescono a crescere, a svilupparsi e a creare una propria personalità autonoma e indipendente. Come ci spiega la psicologa, quando un genitore intuisce un atteggiamento fin troppo misterioso, ha la responsabilità di chiedere in merito in maniera diretta, queste le sue parole: “ “Ho guardato il tuo cellulare e ho visto questa cosa che mi preoccupa e voglio parlarne con te . Mettendola sul piano, senza fare troppi giri di parole, senza dire non voglio che creda che io lo controllo. Ma sei un genitore, controllare un figlio è parte dei tuoi doveri”.
La critica dell’esperta continua in maniera forte ed esplicita, secondo la psicologa non tutti riescono bene nell’impresa di crescere un figlio: “Io non controllo il cellulare perché mio figlio ha la privacy. Io te lo leverei tuo figlio perché non sei in grado di fare il genitore se pensi che un bambino di 12 anni abbia il diritto alla privacy. Io anni fa proposi la patente genitoriale. ”.
Tra i più autorevoli autori che hanno trattato la relazione tra genitori e figli troviamo Galimberti, che a riguardo di questo argomento afferma: "I genitori non devono diventare amici dei figli. Alcuni genitori hanno paura dei figli, cioè hanno paura che dicendo dei "no" ai figli, ponendo delle regole ai figli, questi facciano di peggio rispetto a quello che fanno". APPROFONDISCI IL PENSIERO DI GALIMBERTI (CLICCA QUI )
Secondo la Bruzzone, il ritorno al passato è imprescindibile. Come spiega la psicologa, decenni fa non si prestava attenzione a questi argomenti, non esisteva la paura di svolgere il ruolo del genitore, perché era implicito, esisteva il “giusto e sbagliato”, il “bianco e nero”. Esisteva il fatto che se un genitore rimproverava il figlio, quest’ultimo era mortificato e cercava di non reiterare più comportamenti ritenuti sbagliati.
A tal proposito Roberta Bruzzone aggiunge: “Potete avere paura di fare i genitori? Ma cosa è successo negli ultimi 30 anni? Siete genitori è un cosa bella ma pone anche dei “superpoteri” usateli, tranquilli, fate i genitori. Avete il diritto e anche il dovere di educare, cercate di non avere paura di questo aspetto della vostra vita, non dovete aver bisogno dell’approvazione dei vostri figli. Perché davvero altrimenti forse era meglio dedicarsi ad altro ”. Non è immaginabile che un genitore richieda l’approvazione delle sue scelte al figlio, è lì che la figura genitoriale, l’adulto di riferimento, perde potere, autorevolezza, prestigio. I genitori non possono essere amici dei figli, perché si cadrebbe in una condizione di equità, mentre genitori e figli sono due figure distinte, su due piani differenti. A tal riguardo l’esperta afferma: “Non è possibile che un genitore non riesca a muoversi in un perimetro di autorevolezza e che abbia bisogno che il figlio approvi le sue scelte, è aberrante. Non potete essere amici dei vostri figli. L’amicizia è un rapporto simmetrico, con voi i vostri figli un rapporto simmetrico non ce l’avranno mai ”.
A te, lettore che ci segui, ti è mai capitato di controllare il cellulare di tuo figlio? Ritieni che sia un dovere educativo oppure un’invasione della sua privacy? E credi che oggi i genitori abbiano paura di esercitare la propria autorevolezza?
Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontaci cosa ne pensi nei commenti.
di NATALIA SESSA




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Purtroppo sono stati proprio i *Psicologi " ha introdurre il concetto di genitore amico, ci sono stati pure dei "Giudici" che hanno sentenziato il diritto della privacy.
Io sono del 1955 quando psichiatri e/o Psicologi erano solo per i ricchi e quindi i figli li ho cresciuti usando il buon senso e i miei valori.
Oggi se non dai, al ragazzino di 10 anni, capi firmati, smartphone super fighi, ecc. Viene bullizzato.
Prendo atto che si sta' ripensando e rivalutando la questione.
Dire a uno psicologo «non hai figli, quindi non puoi parlare» è un'assurdità. Un genitore vede solo la propria realtà ed è di parte; un esperto si basa su studi e migliaia di casi. Ci vorrebbe l'umiltà di ascoltare la scienza invece di fidarsi solo del proprio istinto.
A 12 anni i ragazzi cercano punti fermi, non l'ennesimo amico. E lo smartphone non è una zona franca: a quell'età non si ha la maturità per gestire i pericoli della rete e la responsabilità civile e penale resta dei genitori.
Supervisionare il telefono non significa spiare, ma proteggere in modo trasparente. Il dialogo è fondamentale, ma senza regole e controllo non serve a niente.
Per me...forse perché sono nato nel 1952 e ho conosciuto la fame e il boom economico degli anni 60-70 il problema non sussiste...quando tuo figlio ti chiede una cosa che in quel momento NON si può fare...si dice NO...tutte le altre volte...su dice SI ...E Come dissero anni fa. Olti psicologi se c'è da dare qualche sculacciato...datela pure il cucciolo d' uomo ne ha bisogno ...Tuo figlio imparerà subito a capire...
Sono un boomer e ho 2 figlie, una 19enne e una 17enne. Mi dà particolarmente fastidio quando leggo o ascolto commenti di persone che non conoscono l’argomento ( ritengo che gli studi, siano fondamentali, su questo non c’è dubbio ) e dettano le linee guida di comportamento ( vedi ambito ecclesiale riguardo rapporti tra varie attitudini sessuali ). La Sig.ra Bruzzone, che per scelta non ha voluto figli, non dovrebbe neanche avvicinarsi all’argomento, secondo il mio parere, ma oramai se una persona è affermata a livello mediatico può dire qualsiasi cosa e troverà sempre seguito, purtroppo. Sinceramente sono piuttosto d’accordo con Alessandro ( anche se mi sembra un po’ con il dente avvelenato ) e concordo con lui che le…
Alessandro, mio caro millennial, un dodicenne non dovrebbe proprio averlo un cellulare!!! Come non può avere la patente, bere alcool, sposarsi, viaggiare da solo ecc ecc! Purtroppo abbiamo sottovalutato molte cose nel tempo e il risultato oggi è proprio la gente che la pensa come te! Molto molto pericoloso!