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Bruzzone: “Io te lo leverei tuo figlio se pensi che un bambino di 12 anni abbia diritto alla privacy”

12 ago
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 13 ago

"Non potete essere amici dei vostri figli. L’amicizia è un rapporto simmetrico, con voi i vostri figli un rapporto simmetrico non ce l’avranno mai..."

Ma cosa è successo negli ultimi 30 anni? È la domanda critica e pungente che Roberta Bruzzone, Psicologa Forense, Criminologa Investigativa e Criminalista di grande esperienza, si pone in merito alla sua riflessione sulla responsabilità genitoriale. Nello scenario attuale non esistono più ruoli ben diversificati e con gradi d’importanza differenti e secondo il parere dell’esperta è proprio questo che ha influenzato negativamente il rapporto tra genitori e figli.

I genitori sembrerebbero vivere con la costante paura di minare le fragilità dei propri figli e questi figli, in parte approfittando delle insicurezze dei genitori, non riescono a crescere, a svilupparsi e a creare una propria personalità autonoma e indipendente. Come ci spiega la psicologa, quando un genitore intuisce un atteggiamento fin troppo misterioso, ha la responsabilità di chiedere in merito in maniera diretta, queste le sue parole: “ “Ho guardato il tuo cellulare e ho visto questa cosa che mi preoccupa e voglio parlarne con te . Mettendola sul piano, senza fare troppi giri di parole, senza dire non voglio che creda che io lo controllo. Ma sei un genitore, controllare un figlio è parte dei tuoi doveri”.

La critica dell’esperta continua in maniera forte ed esplicita, secondo la psicologa non tutti riescono bene nell’impresa di crescere un figlio: “Io non controllo il cellulare perché mio figlio ha la privacy. Io te lo leverei tuo figlio perché non sei in grado di fare il genitore se pensi che un bambino di 12 anni abbia il diritto alla privacy. Io anni fa proposi la patente genitoriale. ”.

Tra i più autorevoli autori che hanno trattato la relazione tra genitori e figli troviamo Galimberti, che a riguardo di questo argomento afferma: "I genitori non devono diventare amici dei figli. Alcuni genitori hanno paura dei figli, cioè hanno paura che dicendo dei "no" ai figli, ponendo delle regole ai figli, questi facciano di peggio rispetto a quello che fanno". APPROFONDISCI IL PENSIERO DI GALIMBERTI (CLICCA QUI )

Secondo la Bruzzone, il ritorno al passato è imprescindibile. Come spiega la psicologa, decenni fa non si prestava attenzione a questi argomenti, non esisteva la paura di svolgere il ruolo del genitore, perché era implicito, esisteva il “giusto e sbagliato”, il “bianco e nero”. Esisteva il fatto che se un genitore rimproverava il figlio, quest’ultimo era mortificato e cercava di non reiterare più comportamenti ritenuti sbagliati.

A tal proposito Roberta Bruzzone aggiunge: “Potete avere paura di fare i genitori? Ma cosa è successo negli ultimi 30 anni? Siete genitori è un cosa bella ma pone anche dei “superpoteri” usateli,  tranquilli, fate i genitori. Avete il diritto e anche il dovere di educare, cercate di non avere paura di questo aspetto della vostra vita, non dovete aver bisogno dell’approvazione dei vostri figli. Perché davvero altrimenti forse era meglio dedicarsi ad altro  ”. Non è immaginabile che un genitore richieda l’approvazione delle sue scelte al figlio, è lì che la figura genitoriale, l’adulto di riferimento, perde potere, autorevolezza, prestigio. I genitori non possono essere amici dei figli, perché si cadrebbe in una condizione di equità, mentre genitori e figli sono due figure distinte, su due piani differenti. A tal riguardo l’esperta afferma: “Non è possibile che un genitore non riesca a muoversi in un perimetro di autorevolezza e che abbia bisogno che il figlio approvi le sue scelte, è aberrante. Non potete essere amici dei vostri figli. L’amicizia è un rapporto simmetrico, con voi i vostri figli un rapporto simmetrico non ce l’avranno mai  ”. 

A te, lettore che ci segui, ti è mai capitato di controllare il cellulare di tuo figlio? Ritieni che sia un dovere educativo oppure un’invasione della sua privacy? E credi che oggi i genitori abbiano paura di esercitare la propria autorevolezza?

Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontaci cosa ne pensi nei commenti.



di NATALIA SESSA

70 commenti


Ospite
19 ago

Sono una mamma e nonna e sono d'accordo con la dottoressa,io ho sempre detto ai miei figli che non ero amica sua ,il mio compito era educarli e dare l'esempio con la mia vita, come mio padre aveva fatto con me.

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Ospite
14 ago

Ha pienamente ragione la Bruzzone e non si dovrebbe chiedere il parere a noi lettori,. E' una regola che e' andata sempre bene che i genitori esercitino la loro autorita', fino ad oggi, che ci poniamo cosi' stupidamente tanti problemi finti psicologici.?meno pensiero e piu' polso ..!!!

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Paolo
14 ago

Be sinceramente ho letto tutti i commenti e mi rammarico che qualcuno ancora oggi voglia essere dottore prima di essere genitore!! Si vi lasciera sconcertati ma qui state travisando molto, l'articolo redatto da una studiosa non e' per insegnare qualcosa hai genitori ma per metterli in guardia, purtroppo i genitori si sentono aggrediti, anche perché e' inutile dopo rincorrere un psicologo potevate pensarci prima seguendo pochi passaggi inevitabili. Ah comunque sono genitore divorziato e mi rendo conto che i ragazzi oggi sono più grandi della loro età per alcune cose ma molto più piccoli davanti hai loro problemi di gioventù.

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Salvatore
14 ago

Da tre giorni seguo questa discussione e dico questo : continuate così e semplicemente non ci saranno più figli a cui togliere alcunché... Già ci stiamo estinguendo , in più volete farlo lasciando di voi una scia di arroganza e prepotenza ...la signora psicologa è l'esempio perfetto di chi non ha nulla da insegnare e nessuno a chi insegnare e voi la mettete sulla cattedra ? E rimarranno cattedre piene , e banchi vuoti ...

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Luca
13 ago

I genitori di oggi sono ossessionati, come quelli di ieri, dal controllo dei figli (o del partner).

Una volta il modello educativo era quello di Ulisse, diventare uomo attraverso le esperienze, magari anche rischiando.

Adesso dobbiamo sapere in ogni istante dove sono, cosa fanno, chi vedono...

Potremmo installare un microchip, come per i cani, si risparmia e si ha la certezza della posizione.

Controllare il telefono ai figli è una grave mancanza di rispetto, mia madre non si è mai permessa ed io ho fatto allo stesso modo.

Dirò di più, i ragazzi ne sanno più di noi di questa tecnologia per cui si iimpegneranno per aggirare il controllo e ovviamente ci riusciranno.

In tal modo avremo ottenuto il risultato…


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