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Novara sullo spot del bambino con il cellulare in mano: "Molto pericoloso questo cartellone, non solo per i bambini e le bambine, ma per tutti noi"

"È diventata quasi un'abitudine vedere i bambini che accanto alle posate pretendono di avere anche il cellulare ed il punto non è tanto l'utilizzo di..."

"Confesso che, quando mi è stato segnalato il cartellone milanese con un bambino che ha in mano uno smartphone, sostanzialmente utilizzato a fini pubblicitari, ho stentato a crederci".

Queste sono le parole del pedagogista Daniele Novara in merito all'insolito spot pubblicitario che ha fatto molto discutere in queste settimane. In particolare, l'immagine di un bambino di pochi mesi con un cellulare di ultima generazione in mano ha scosso gli esperti di educazione e pedagogia che ogni giorno cercano di far comprendere al meglio ai genitori, e non solo, la distinzione tra buone e cattive abitudini. Continua Novara: "Ho pensato a una provocazione. Mi sono immaginato un ufficio marketing desideroso di rompere l’accerchiamento che, a livello internazionale, stanno subendo le piattaforme digitali, proprio mentre cresce la richiesta di liberare bambini, bambine, ragazzi e ragazze da una dominanza che le ricerche scientifiche continuano implacabilmente a indicare come dannosa per lo sviluppo. Ma alla fine ho dovuto accettare che si trattava di una pubblicità vera e propria, sulla quale è intervenuta, giustamente, anche la Garante italiana per l’infanzia, la dottoressa Marina Terragni".

Dunque un gioco, una provocazione, una pubblicità fatta senza pensare? Non sappiamo cosa ci sia dietro al messaggio che si voleva trasmettere, ma una cosa è certa: non stiamo andando nella giusta direzione e per Novara questa resta: "Una pubblicità che lascia sgomenti. Con quale spavalderia si permettono di usare commercialmente bambini piccolissimi, tanto più per promuovere l'utilizzo degli smartphone?".

Due mondi che si cerca di separare, i bambini e la sfera virtuale, in un'immagine che sembra quasi naturale, quasi la normalità. Un altro punto sul quale focalizzarsi infatti è che il bambino, ritratto nello spot pubblicitario, non stava giocando ma stava mangiando, un momento fondamentale di crescita. È diventata quasi un'abitudine vedere i bambini che accanto alle posate pretendono di avere anche il cellulare e il punto non è tanto l'utilizzo di un dispositivo virtuale "una tantum" per distrarre, ma quando questo diventa indispensabile o addirittura l'unico modo per far mangiare il piccolo allora diventa un vero problema.

Continua Novara: "L’opinione pubblica, e anche diversi governi, ormai si stanno schierando a favore di politiche di limitazione, per evitare di vedere le nuove generazioni risucchiate in un mondo virtuale che non solo rischia di far perdere il senso della realtà, ma le allontana dalle fasi evolutive fondamentali della crescita". Per arginare questa situazione qualcosa si sta muovendo, come dichiara l'esperto. Novara, tuttavia, esprime una forte preoccupazione per la scelta del marchio di utilizzare questa immagine a fini pubblicitari e si chiede: "Da dove viene questa arroganza? Forse da una sorta di senso di impunità rispetto a ciò che la scienza continua a restituirci. Sento molto pericolo in questo cartellone, non solo per i bambini e le bambine, ma per tutti noi", e conclude: "È l’ora della ribellione. Di ribellarsi veramente. Tutti e tutte insieme, prima che sia troppo tardi".


A te, lettore che ci segui, cosa pensi abbiano voluto trasmettere con questa pubblicità? Rappresenta una provocazione o una scelta senza senso?

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di Natalia Sessa

5 commenti


Michela
un'ora fa

È qualcosa di vergognoso e non va lasciato impunito chi è arrivato a tanto pur di vendere..non esiste più il buon senso al giorno d'oggi?

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Marilena Di Giorgio
5 ore fa

Secondo me,in ogni fase della vita, ciò che necessita di più è l'uso del buon senso...e di quel po' di equilibrio che la vita ci consente di avere... .... Poi le posizioni estremistiche,degne degli estremisti islamici,lasciamole ad altri...

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Patrizia
6 ore fa

Comunque le provocazioni vanno spiegate eventualmente ! Qua mi sembra una scelta senza senso e preoccupante

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Tecla Dall'Armellina
7 ore fa

E' una cosa inaudita! Come hanno potuto i genitori di quel piccolo innocente, lasciare postare quella foto ai soli fini commerciali.

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Ospite
7 ore fa

La pubblicita` e` sia una provocazione arrogante,sia una scelta irresponsabile.

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