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Sostegno, oltre 125 mila docenti precari: Anief chiede lo sblocco delle assunzioni e lo stop alla violazione della Carta sociale UE

Il sindacato evidenzia il numero record di supplenti sul sostegno e chiede un piano straordinario di immissioni in ruolo per superare il precariato e garantire la...

“Sul sostegno la continuità didattica si può ottenere solo sbloccando per i ruoli più di 100 mila cattedre al 30 giugno su posti in deroga pluriennali: diciamo stop alla violazione della Carta sociale UE”.

Lo ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a seguito della denuncia pubblica sull’altissimo numero di docenti di sostegno precari, mai stato così alto, arrivato a 125.462 NEL 2024/25. Ha ormai raggiunto – scrive L’Espresso - più della metà del totale, un fenomeno che rispecchia la crisi del sistema scolastico italiano e lede il diritto allo studio dei più fragili”.


Il record di supplenti su posti in deroga e 118.647 specializzati negli ultimi due anni, rileva il sindacato autonomo e rappresentativo, la dice lunga sulla necessità di cambiare marcia sul sostegno agli alunni con disabilità. È giunta l’ora che il Governo sblocchi le immissioni in ruolo e li assuma, nel rispetto della Carta sociale UE e della direttiva europea.


L’ANALISI DEL PRESIDENTE ANIEF

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, non ci sono dubbi: “lo Stato italiano si deve adeguare alla Carta sociale europea.

Il ministro Giuseppe Valditara dovrebbe prima verificare quanti di questi più 125.462 posti sono stati assegnati alle scuole per più anni in deroga e chiedere al MEF e alla Funzione Pubblica l’autorizzazione a un piano straordinario di assunzioni in ruolo (100 mila già il prossimo anno).

In questo modo, si garantirebbe anche la continuità didattica tanto invocata dalle famiglie piuttosto che assistere all'attuale balletto delle supplenze al 30 giugno, soltanto in parte mitigato dalla conferma delle famiglie, che ha confermato un terzo dei docenti precari”.



Soltanto negli ultimi due anni, d'altronde, grazie ai continui ricorsi promossi dal sindacato Anief al tribunale amministrativo, contro il mancato adeguamento dell'offerta formativa degli atenei al reale fabbisogno di personale specializzato, sono stati banditi tra TFA X e XI ciclo (35.784 + 30.241 specializzazioni) e INDIRE (52.622 posti) una serie di corsi per specializzare 118.647 insegnanti sul sostegno a dispetto dei 6.398 posti banditi nel I ciclo TFA nel 2013. “Ora bisogna assumerli tutti in ruolo”, chiede ancora il presidente Anief.


“E se i posti in deroga aumentano – continua Pacifico - lo si deve alla maggiore sensibilità delle famiglie e sempre all'azione del nostro sindacato che con l'ufficio legale condotta da Walter Miceli e Fabio Ganci ha fin dal 2008 lottato contro la norma che limitava gli organici a livello nazionale (legge 244/2007 dichiarata incostituzionale dalla sentenza n. 80/2010 della Consulta) e contro il rifiuto dell'attribuzione delle ore richieste dal PEI da parte degli Uffici scolastica con la campagna gratuita in tribunale per le famiglie giunta alla 15esima edizione”.


“Per una volta – continua il presidente Anief - dovremmo essere contenti di questa nostra scuola sempre più inclusiva, una scuola che se ha visto crescere il numero di alunni con disabilità certificata da 33.371 a 125.462 negli ultimi 15 anni, ha di contro visto ridurre di un milione la popolazione studentesca. Questo fabbisogno di supplenti ha alimentato senza ragione oggettive una sacca di precarietà che ora deve essere subito assorbita”, conclude il leader del sindacato autonomo.


L’ANALISI DEL SETTIMANALE L’ESPRESSO

Una carriera già di per sé difficile per il carico emotivo, resa ancora più complessa dalla precarietà del sistema lavorativo. Si tratta degli insegnanti di sostegno che in Italia, secondo l’ultima analisi di Tuttoscuola - basata sui dati del ministero dell’Istruzione e del merito - sarebbero sempre più instabili. I posti a tempo determinato, infatti, sarebbero triplicati negli ultimi dieci anni, passando da 33.371 nel 2015/16 a 125.462 nel 2024/25. Un fenomeno che rispecchia la crisi del sistema scolastico pubblico italiano, soggetto a continui tagli.


Il sistema riesce a rispondere solo in parte - con i posti di sostegno “in deroga”, quindi a tempo - all’aumento degli alunni con disabilità - +26% negli ultimi 5 anni, secondo l’Istat - risultato di un sistema sanitario più sensibile e capace di diagnosi più precise rispetto al passato). Insomma, i ragazzi che avrebbero bisogno di un’attenzione specifica sono di più, ma l’organico disponibile non basta a soddisfare tutte le necessità degli studenti.


Dieci anni fa i posti di sostegno in deroga erano poco più del 25% del totale. Oggi la situazione si è invertita, con più della metà dei posti a tempo. Si parla di oltre 92 mila in dieci anni, circa 9-10 mila all’anno in media. Un numero che, se non si interverrà con una legge ad hoc, è destinato ad aumentare ancora. Si parla di 125 mila alunni con disabilità che nell’ultimo anno sono stati seguiti da un insegnate diverso dall’anno scolastico precedente, a fronte di 350 mila bambini e ragazzi che hanno necessità di un supporto.


Il nodo è infatti la continuità didattica: proprio gli alunni più fragili, che avrebbero bisogno di un sostegno continuativo negli anni scolastici, si ritrovano ad avere accanto un insegnante diverso da quello dell’anno prima.

Secondo l’analisi, il fenomeno sarebbe ancora più grave nel Sud Italia. In particolare in Sicilia, dove si è registrato il dato più alto: dai 1383 posti del 2015/16 si è passati a 12.359 nel 2024/25, con un incremento del 794%. In Lombardia i dati evidenziano invece un incremento del 146%".

di La Redazione




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