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Social vietati sotto i 15 anni, Valditara: “L’iter in Parlamento è già partito”

Il ministro dell’Istruzione, in un’intervista al Tg3, difende l’operato del Governo su fondi e contratti e annuncia la stretta sui social per i più giovani: ecco cosa cambia per...

Vietare i social ai minori di 15 anni. È uno dei punti principali toccati dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in un’intervista rilasciata al Tg3. Il titolare del Mim ha parlato di una misura ormai a un passo dal traguardo: "È partito l’iter in Parlamento del disegno di legge bipartisan; mi auguro che venga approvato il più presto possibile", ha dichiarato, sottolineando come si tratti di uno strumento ritenuto necessario per proteggere i ragazzi più giovani.

Il ministro ha poi commentato i dati del rapporto Invalsi 2026, che mostrano un quadro contrastante. Da un lato la dispersione scolastica continua a scendere, in particolare al Sud: "I dati Invalsi testimoniano uno straordinario recupero del Mezzogiorno negli abbandoni scolastici e anche nelle competenze", ha spiegato Valditara, aggiungendo che "si riduce la forbice per quanto riguarda le competenze" e che "molti ragazzi, tanti ragazzi che prima non andavano a scuola, adesso tornano in classe". Sul fronte opposto, però, resta il problema della matematica, con risultati medi in calo tra l’8 e il 10% rispetto al periodo pre-Covid, come segnalato anche dal presidente Invalsi Roberto Ricci.


Interrogato sui divieti introdotti nelle scuole, Valditara ha ribadito la linea del suo dicastero: tenere i ragazzi in classe piuttosto che lasciarli fuori, e contrastare bullismo e violenza puntando sulla valutazione della condotta e sull’educazione al rispetto reciproco.

Sul capitolo economico, il ministro ha respinto le critiche di chi parla di tagli alla scuola pubblica, difendendo l’operato dell’esecutivo: "Nella finanziaria di due anni fa abbiamo aumentato il bilancio per la scuola italiana del 9%, nell’ultima legge di bilancio approvata a dicembre dello scorso anno dell’1,9%". Valditara ha rivendicato anche il rinnovo contrattuale del personale: "In una sola legislatura abbiamo approvato tre contratti per il personale della scuola: non era mai successo nella storia della scuola italiana".


Le previsioni di spesa, tuttavia, raccontano un futuro meno roseo. Per il 2026 la Legge di Bilancio ha confermato sostanzialmente gli stanziamenti attuali, ma dal 2027 le proiezioni contenute nei Documenti di economia e finanza indicano una tendenza al ribasso, legata soprattutto al calo demografico e alla conseguente riduzione del numero di alunni iscritti, oltre 100mila in meno ogni anno. Uno scenario che richiama quanto già osservato negli ultimi quindici anni, a partire dal ministero Gelmini, quando la spesa per l’istruzione rispetto al Pil si è progressivamente ridotta.


di Leandro Castagna



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