Scuola, quasi 7mila posti in meno tra docenti e ATA dal 2027/28: UIL chiede di cancellare i tagli dalla manovra di Bilancio
La riduzione prevista dal disegno di legge di Bilancio 2027 riguarda 4.925 docenti e 2.049 ATA dal 2027/28. Secondo i segretari generali UIL, PierPaolo Bombardieri e Giuseppe D’Aprile, i tagli complessivi raggiungerebbero...

La UIL chiede al Governo e al Parlamento di cancellare le nuove riduzioni degli organici scolastici previste dal disegno di legge di Bilancio 2027. A intervenire sono PierPaolo Bombardieri, segretario generale della UIL, e Giuseppe D'Aprile, segretario generale della UIL Scuola, che denunciano le conseguenze della manovra sul personale e sulla qualità dell'istruzione.
"Quasi 7mila posti in meno tra docenti e personale ATA dal prossimo anno scolastico. È quanto prevede il disegno di legge di Bilancio 2027. Una scelta inaccettabile, che rischia di indebolire la scuola statale e la qualità dell'istruzione. Chiediamo al Governo e al Parlamento di cancellare questi tagli dal testo della manovra".
Il provvedimento prevede, a partire dall'anno scolastico 2027/2028, una riduzione di 4.925 posti di docenti e 2.049 posti ATA, per un totale di 6.974 unità. Le nuove riduzioni si aggiungerebbero a quelle già disposte, pari a 5.660 posti di docenti dal 2025/2026 e 2.174 posti ATA dal 2026/2027. Complessivamente, il numero arriverebbe a 14.808 posti nell'arco di tre anni scolastici, qualora le nuove disposizioni fossero confermate.
Per i due rappresentanti sindacali, il calo demografico non può giustificare un'ulteriore contrazione del personale.
"La denatalità non può diventare un pretesto per ridurre il personale. Il calo degli iscritti dovrebbe rappresentare un'opportunità per diminuire il numero degli alunni per classe e migliorare la qualità dell'insegnamento. Invece, si continua a intervenire sugli organici, aggravando le difficoltà di un sistema già segnato dal precariato".
La preoccupazione riguarda anche il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, il cui lavoro è indispensabile per il funzionamento quotidiano degli istituti. "Inoltre, ridurre ulteriormente il personale ATA significa aumentarne i carichi di lavoro e mettere in difficoltà le attività di vigilanza, assistenza e gestione amministrativa. Nelle aree interne, dove la scuola rappresenta spesso uno degli ultimi presìdi di socialità e legalità, questi tagli rischiano di accentuare le disuguaglianze e lo spopolamento". Accanto alla questione degli organici, Bombardieri e D'Aprile richiamano quella degli stipendi. Il sindacato teme che l'aumento del costo della vita continui a pesare sulle retribuzioni del personale scolastico, riducendo il beneficio economico dei rinnovi contrattuali.
"A questo si aggiunge la questione retributiva. L'inflazione rischia di erodere ulteriormente il potere d'acquisto del personale scolastico, già penalizzato dalle perdite accumulate negli anni precedenti e dal peso delle addizionali regionali e comunali sugli aumenti netti in busta paga". La UIL chiede quindi di intervenire sul testo della manovra durante l'esame parlamentare, affiancando alla cancellazione delle riduzioni degli organici nuove risorse per il personale. "Chiediamo di eliminare i tagli previsti dalla manovra, stanziare risorse aggiuntive per i rinnovi contrattuali ed estendere anche a tutto il pubblico impiego la detassazione degli aumenti contrattuali. Non si può chiedere alla scuola di fare sempre di più con meno personale e senza un adeguato riconoscimento economico e professionale. Investire nell'istruzione significa investire nel futuro del Paese. Il rispetto e la fiducia per la scuola si misurano anche su questo", concludono Bombardieri e D'Aprile. Dunque, la UIL chiede di modificare il contenuto del disegno di legge di Bilancio 2027, evitando così ulteriori contrazioni del personale scolastico.
di La Redazione
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