Scuola, primo giorno ma è nocivo partire: ancora piena estate, un istituto ha deciso di mandare a casa gli alunni già alle ore 12. Per Anief il diritto alla salute viene prima di tutto
- La Redazione

- 8 set 2025
- Tempo di lettura: 3 min
"L'anticiclone subtropicale, in concomitanza con l’avvio delle lezioni, spingendo diversi istituti a rivedere l’organizzazione didattica. Garantiamo quindi maggiore flessibilità organizzativa alle scuole... "

Oggi iniziano le lezioni a Bolzano, poi fino al 16 settembre toccherà man mano alle altre province e regioni, ma come si temeva siamo ancora in piena estate. Anzi, per i prossimi giorni i meteorologi confermano le previsioni di alcune settimane fa: il ritorno dell’anticiclone subtropicale, in concomitanza con l’avvio delle lezioni, spingendo diversi istituti a rivedere l’organizzazione didattica.
Ci sono istituti che sfruttando l’autonomia hanno già fatto partire le lezioni, ma la situazione critica legata alle temperature elevate li ha nel contempo convinti ad adottare provvedimenti: in un istituto scolastico di Milazzo, in provincia di Messina, il preside – su indicazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’istituto - ha disposto l’uscita anticipata per tutti gli studenti da lunedì 8 a venerdì 12 settembre, con termine delle lezioni alle ore 12.00: una decisione presa “al fine di prevenire eventuali rischi per la salute, in considerazione delle temperature previste superiori alle medie stagionali”.
Si sta realizzando quello che Anief temeva: “oltre sette milioni di alunni e 900 mila docenti – dice il presidente del giovane sindacato Marcello Pacifico - inizieranno le lezioni con quasi 40 gradi di temperatura e alte percentuali di umidità, come se nulla fosse: spostare in avanti di due-tre settimane l’inizio dei corsi, e nel contempo rimodulare il calendario settimanale così da recuperare le ore nel corso dell’anno scolastico così da non ridurre l’offerta formativa, secondo noi rimane un provvedimento fattibile e di buon senso. L’unica alternativa alla nostra proposta sarebbe quella di introdurre dei sistemi di climatizzazione nei 40 mila plessi scolastici, altrimenti continueremmo a mantenere in vita un calendario scolastico più nocivo che benefico alla formazione dei giovani”.
Il sindacato ricorda che di fronte al mutamento del clima, alla presenza di eventi estremi e all’innalzamento progressivo delle temperature e dei giorni in cui si manifesta, anche i cicli produttivi stanno cambiando. E la pubblica amministrazione non può continuare a praticare modelli organizzativi di mezzo secolo fa. “La verità – continua il presidente Anief Marcello Pacifico – è che non ci sono le condizioni di salute e sicurezza per rimanere ore e ore in classe.
Lo sanno bene i responsabili della sicurezza negli istituti, alcuni dei quali esprimono i loro dubbi ai dirigenti scolastici. Così si arriva a decisioni come quelle di Milazzo, dove le lezioni termineranno alle ore 12. Se è vero che la tutela della salute viene prima di tutto, allora mettiamoci seduti attorno a un tavolo e troviamo il modo di evitare ritorni a scuola in condizioni impossibili. Garantiamo quindi maggiore flessibilità organizzativa alle scuole, anche in corso d’anno, al fine di realizzare una migliore conciliazione tra tempi educativi e benessere di chi vive la scuola ogni giorno”, conclude il sindacalista autonomo.
Oggi, lunedì 8 settembre, dunque, la prima campanella dell’anno scolastico è suonata nella provincia autonoma di Bolzano; mercoledì 10 si svolgerà la prima lezione dell’a.s. 2025/26 nella provincia autonoma di Trento, nel Piemonte, nel Veneto e nella Valle d’Aosta; l’11 settembre toccherà agli studenti e docenti del Friuli Venezia‑Giulia; il 12 settembre a quelli della Lombardia. La maggior parte delle giunte regionali hanno invece deciso che la scuola prenderà il via lunedì 15 settembre: hanno fissato questa data Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria. Gli ultimi a rientrare in classe, martedì 16 settembre, saranno gli alunni e insegnanti di Calabria e Puglia. ( Comunicato Anief )
di LA REDAZIONE
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