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Schettini: “Raffreddare le bevande anche grazie al sale?”. Ecco come, il trucco dell’estate è una questione di fisica (VIDEO)

14 ago
Tempo di lettura: 3 min

Un esperimento semplice per spiegare come il punto di congelamento cambia e la temperatura della miscela può scendere fino a -21 °C...

Tra oggi e domani, giornata di Ferragosto, saranno in tanti a trascorrere qualche ora fuori casa, magari al mare, in montagna o attorno a una tavola apparecchiata all’aperto. E con le temperature di questi giorni è facile immaginare una scena comune: una bottiglia da raffreddare velocemente e il ghiaccio che sembra non fare mai abbastanza in fretta. Per accelerare il raffreddamento non occorrono strumenti particolari.

Bastano acqua, ghiaccio e un ingrediente presente praticamente in ogni cucina: il sale. A mostrare come utilizzarli è il professore Vincenzo Schettini, che ancora una volta trasforma un problema quotidiano in una piccola lezione di fisica. “Solitamente per raffreddare le bevande usiamo il ghiaccio perché è a bassa temperatura e quindi assorbe calore dalla bottiglia raffreddandola”, spiega il professore. È ciò che facciamo abitualmente: immergiamo la bottiglia nel ghiaccio e aspettiamo che la sua temperatura diminuisca.

Perché aggiungere il sale al ghiaccio

“Sciogliendo sale in acqua alteriamo la composizione chimica della sostanza e quindi le sue proprietà, tra cui ad esempio il punto di congelamento.”

L’acqua pura congela a 0 °C. Quando si aggiunge il sale, invece, il suo punto di congelamento si abbassa: la miscela può quindi rimanere liquida anche quando la temperatura scende sotto lo zero. Nelle giuste proporzioni, spiega Schettini, si può arrivare teoricamente fino a circa –21 °C.

A quel punto parte il processo che rende il sistema particolarmente efficace. Il sale favorisce lo scioglimento del ghiaccio anche a temperature inferiori a zero e, per fondersi, il ghiaccio deve assorbire calore dall’ambiente circostante. La miscela diventa così molto più fredda e sottrae calore più rapidamente anche alla bottiglia immersa al suo interno. “Abbiamo praticamente ottenuto un miscuglio che raffredderà molto più velocemente le nostre bevande”, osserva il divulgatore.

L’esperimento arriva a –7,3 °C

Schettini passa quindi alla prova pratica: Mescola nella stessa ciotola acqua, ghiaccio e sale e misura la temperatura raggiunta. Il termometro scende rapidamente sotto lo zero, fino a segnare –7,3 °C.

La reazione del professore racconta meglio di qualsiasi formula il risultato dell’esperimento: “–7 °C! Madò!”

Il metodo è semplice: bisogna sistemare la bottiglia in un recipiente, circondarla con ghiaccio, aggiungere dell’acqua e versare il sale, mescolando la miscela in modo che avvolga bene la bevanda.

L’esperimento lascia qualcosa in più di un semplice trucco utile per Ferragosto. Mostra come la fisica non viva soltanto nelle formule scritte alla lavagna, ma possa nascondersi in una bottiglia, in alcuni cubetti di ghiaccio e in una manciata di sale.

Un gesto comune diventa così l’occasione per osservare come si comportano la materia, il calore e le soluzioni. E una bevanda da raffreddare si trasforma, ancora una volta, in una lezione difficile da dimenticare.

CLICCA PER VEDERE L'ESPERIMENTO DEL PROFESSORE VINCENZO SCHETTINI


Per te, lettore che ci segui, questa volta la domanda è semplice: avevi mai pensato che un po’ di sale potesse trasformare ghiaccio e acqua in un piccolo laboratorio di fisica?

Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. Il tuo punto di vista e la tua esperienza possono essere utili anche ad altri lettori, magari per scoprire che dietro una cosa apparentemente banale può nascondersi una piccola, sorprendente lezione.



di Katia Piemontese

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