Recalcati: "Oggi i genitori sono più preoccupati di farsi amare dai loro figli che di educarli." La verità scomoda su amore, limiti e perché dire no oggi fa paura
- La Redazione
- 9 ore fa
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Recalcati analizza il rapporto tra genitori e figli e spiega perché il bisogno di essere amati può indebolire l’educazione, il senso del limite e la capacità dei ragazzi di crescere davvero.

“Mai nessun tempo come il nostro ha dedicato tanta attenzione premurosa al rapporto fra genitori e figli. Il figlio assomiglia sempre più a un principe al quale la famiglia offre i suoi innumerevoli servizi.
Il rischio è che questa premura inedita giustifichi un’alterazione della differenza simbolica che distingue i figli dai genitori: i figli rivendicano la stessa dignità simbolica dei loro genitori, gli stessi diritti, le stesse opportunità”, in tal modo lo psicoanalista e saggista italiano Massimo Recalcati inizia la sua ragguardevole disamina avente ad oggetto il rapporto intercorrente tra genitori e figli, evidenziando come oggi l’educazione venga considerata erroneamente come un vero e proprio tabù, “una museruola messa da genitori paranoici sulla legittima voglia di libertà dei loro figli”.
“Tutto pare capovolgersi: non sono più i bambini che si piegano alle leggi della famiglia, ma sono le famiglie che devono piegarsi alle leggi (capricciose) dei bambini. Il compito dell'educazione viene aggirato nel nome della felicità del bambino che solitamente corrisponde a fargli fare tutto quello che vuole: il soddisfacimento immediato non è solo un comandamento del discorso sociale, ma attraversa anche le famiglie sempre più in difficoltà a fare esistere il senso del limite e del differimento della soddisfazione. Non è forse questa la nuova Legge che governa le nostre vite? Lo spirito del mercato non esige forse la realizzazione del massimo profitto in tempi sempre più brevi?”, attraverso tali parole il saggista italiano coglie l’occasione per esprimere il suo pensiero con grande forza e determinazione senza mai alcuna esitazione.
In tale prospettiva, però, i nostri figli incontrano grandi difficoltà nell’accedere alla dimensione generativa del desiderio: la soddisfazione immediata dei loro bisogni, infatti, non permette loro di capire cosa sia il limite ed eclissa il desiderio stesso.
“L'elevazione del bambino a nuovo idolo di fronte al quale, al fine di ottenere la sua benevolenza, i genitori si genuflettono, è un effetto di questa erosione più diffusa del discorso educativo. Oggi entrambi i genitori sono più preoccupati di farsi amare dai loro figli che di educarli. Più ansiosi di proteggerli dai fallimenti che di sopportarne il conflitto, e dunque meno capaci di rappresentare ancora la differenza generazionale”, queste le parole grazie alle quali Massimo Recalcati culmina la sua profonda riflessione.
Dunque è importante che i genitori, in qualità di educatori, si riapproprino della loro funzione educativa, non preoccupandosi esclusivamente di farsi amare dai loro figli, non essendo sempre accondiscendenti e servizievoli ma anzi facendo riscoprire loro il senso del limite e del differimento della soddisfazione.
“I genitori sono chiamati a non essere degli eroi, ma a saper dire ‘no’ con amore e fermezza”: un buon genitore, infatti, sarà in grado di modulare la autorevolezza così da pronunciare quei no che aiutano a crescere, perché nella vita nulla è scontato e bisogna valorizzare le proprie passioni, riscoprendo sogni ed ambizioni, avendo il coraggio di credere ancora in noi stessi ed in quei progetti che renderanno la nostra vita degna di essere vissuta.
di VALENTINA TROPEA






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