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Pensioni 2027, aumenti in arrivo: quanto potrebbero crescere gli assegni con la rivalutazione al 2,9%

3 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

L’inflazione acquisita per il 2026 ha raggiunto il 2,9% e offre una prima indicazione sugli adeguamenti di gennaio. Il dato definitivo deve però ancora arrivare e l’aumento effettivo dipenderà anche...

Le pensioni potrebbero aumentare in modo più significativo a partire dal prossimo gennaio. Una prima indicazione arriva dall’inflazione acquisita per il 2026, che nelle stime preliminari dell’Istat relative ad agosto si attesta al 2,9%. Si tratta però ancora di un valore indicativo, che non coincide necessariamente con la percentuale che sarà utilizzata per rivalutare gli assegni nel 2027.

Il valore definitivo verrà stabilito più avanti e solo allora sarà possibile conoscere con precisione gli aumenti che scatteranno dal prossimo anno. Il 2,9%, quindi, permette per ora di costruire soltanto delle simulazioni.


Pensioni 2027, come funziona la rivalutazione

L’aumento delle pensioni non viene calcolato con una sola percentuale applicata all’intero assegno. Il sistema funziona infatti per fasce. La parte della pensione che rientra entro quattro volte il trattamento minimo viene rivalutata al 100% dell’indice stabilito. Sulla quota compresa tra quattro e cinque volte il minimo si applica invece il 90% dell’indice, mentre sulla parte che supera cinque volte il minimo la rivalutazione scende al 75%.

In pratica, chi ha una pensione più alta non perde la rivalutazione piena su tutto l’assegno. La percentuale più bassa si applica soltanto alla parte che supera ciascuna soglia. Se, per esempio, una pensione supera di poco il limite delle quattro volte il minimo, solo quella piccola parte eccedente viene rivalutata al 90%, mentre tutto ciò che resta sotto la soglia continua a beneficiare della rivalutazione piena.


Per il 2026 l’INPS ha fissato il trattamento minimo a 611,85 euro al mese. Utilizzando questo importo come riferimento per le simulazioni del 2027, quattro volte il minimo corrispondono a 2.447,40 euro, mentre cinque volte arrivano a 3.059,25 euro.

Il punto importante è che il passaggio da una fascia all’altra non comporta una rivalutazione più bassa dell’intera pensione. La percentuale ridotta viene applicata soltanto alla parte dell’assegno che supera la relativa soglia.


Quanto potrebbero aumentare le pensioni

Supponendo che l’indice definitivo venga confermato al 2,9%, gli assegni che restano entro la prima fascia beneficerebbero dell’aumento pieno.

Una pensione lorda di 700 euro, per esempio, crescerebbe di circa 20,30 euro al mese, arrivando a 720,30 euro.

Con un assegno di 1.100 euro, l’aumento sarebbe di 31,90 euro, per un totale di 1.131,90 euro.

Una pensione di 1.500 euro salirebbe invece di 43,50 euro, raggiungendo 1.543,50 euro, mentre con 2.200 euro l’incremento sarebbe di circa 63,80 euro, fino a 2.263,80 euro.

Diverso il calcolo per gli importi più elevati. Su una pensione da 2.600 euro, la parte fino a 2.447,40 euro verrebbe rivalutata al 2,9%, mentre sulla quota restante si applicherebbe il 90% dell’indice. L’aumento complessivo sarebbe così di circa 74,96 euro, portando l’assegno a 2.674,96 euro.


Con una pensione di 3.200 euro entrerebbe in gioco anche la terza fascia. In questo caso l’incremento sarebbe di circa 90 euro al mese, con un importo complessivo vicino a 3.290 euro.

Per un assegno da 4.200 euro, infine, la crescita sarebbe di circa 111,76 euro, fino a poco meno di 4.312 euro.

Si tratta naturalmente di simulazioni su importi lordi, costruite ipotizzando che la rivalutazione venga effettivamente fissata al 2,9% e che resti invariato l’attuale meccanismo per fasce.

Pensione minima, quanto potrebbe diventare nel 2027

Un eventuale adeguamento del 2,9% avrebbe effetti anche sul trattamento minimo. Partendo dai 611,85 euro mensili del 2026, l’importo base salirebbe a circa 629,59 euro.

A questo va però aggiunto un altro elemento. Per il 2026 è previsto un incremento straordinario dell’1,3% sulle pensioni pari o inferiori al trattamento minimo. L’INPS indica un aumento massimo di 7,95 euro, che porta l’importo interessato fino a 619,80 euro. La misura è prevista fino alla fine del 2026 e una sua eventuale conferma anche per il 2027 richiederebbe un nuovo intervento legislativo.

Per conoscere gli importi effettivi bisognerà quindi attendere il valore definitivo della rivalutazione e le eventuali novità contenute nella prossima Manovra.

di Leandro Castagna


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