Orientamento a scuola, il 60% degli studenti non si sente preparato: serve più esperienza e meno teoria
- La Redazione

- 1 ora fa
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Dall’indagine su 250 scuole emerge un dato chiaro: studenti disorientati, poca efficacia delle informazioni e forte bisogno di esperienze concrete per scegliere il proprio futuro...

"L’Unione Europea ha fissato l’obiettivo di ridurre la dispersione scolastica sotto il 9% entro il 2030, ma il dato italiano resta ancora superiore. In questo contesto l’orientamento assume un ruolo sempre più strategico, non solo per il sistema educativo ma anche per le opportunità future delle e dei giovani e il loro ingresso nel mondo del lavoro.
Lo confermano i dati dell’Indagine sull’educazione alla scelta 2023-2026, realizzata nell’ambito del progetto “Le scelte possibili”, promosso da Città metropolitana di Torino in collaborazione con La Fabbrica Società Benefit del Gruppo Spaggiari Parma. Un lavoro quadriennale che ha coinvolto circa 250 istituti (pari alla quasi totalità delle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio) e centinaia di docenti e studenti, con l’obiettivo di ascoltare le voci di chi vive un momento di scelta o accompagnamento alla scelta e comprendere come prevenire fenomeni di dispersione.
Studenti e docenti: cosa raccontano i dati
Tra le evidenze principali si conferma il limite dell’approccio puramente informativo. Oltre l’82% degli studenti della scuola secondaria di primo grado indica come prioritario l’accesso a esperienze pratiche, come laboratori e momenti di confronto con professioniste e professionisti e mondo del lavoro. Allo stesso tempo, il 60% degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado non ritiene adeguate le informazioni ricevute per orientarsi tra studio e professione.
Accanto agli aspetti informativi si evidenzia anche una dimensione spesso trascurata: quella emotiva. Studenti e studentesse raccontano incertezza e disorientamento rispetto al futuro, soprattutto nei momenti di transizione tra un ciclo e l’altro, segnalando la necessità di un accompagnamento più continuativo e strutturato.
Nelle scuole secondarie di secondo grado si osserva, inoltre, un divario tra informazione e realtà professionale. Il 75% degli studenti dichiara difficoltà nel comprendere concretamente le professioni, mentre il 57% ritiene che le esperienze di Formazione Scuola-Lavoro non siano state sufficienti a colmare questo divario.
Anche le e i docenti mettono in luce alcune criticità, in particolare nel rapporto con le famiglie e nel dialogo con il mondo del lavoro. Il 33% evidenzia la necessità di una formazione più strutturata, mentre il 65% sottolinea l’urgenza di percorsi più inclusivi, capaci di supportare studenti con bisogni educativi speciali e disabilità.
Nel complesso, l’analisi restituisce un quadro che, pur partendo da un’esperienza territoriale, intercetta una criticità diffusa a livello nazionale: l’accompagnamento alla scelta non può più limitarsi alla trasmissione di informazioni, ma deve evolvere in un processo continuo, esperienziale e relazionale. Dai risultati alle azioni: sportello e centro C.I.A.O.
Parallelamente alla raccolta dei dati e delle interviste e come risposta progressiva ai bisogni emergenti, il progetto “Le scelte possibili” ha sperimentato e messo a punto proposte di attivazione di studenti e comunità educante basate sulle metodologie della facilitazione di conversazioni, del coaching e del life design (dalle unconference ai laboratori partecipati).
Questo lavoro di ascolto e attivazione trova oggi una prima applicazione concreta, come sottolinea la consigliera delegata all’Istruzione Caterina Greco annunciando che Città metropolitana di Torino aprirà due nuovi spazi dedicati a questo tema.
A maggio, presso la sede dell’Ente, verrà inaugurato un nuovo sportello dedicato all’educazione alla scelta: un punto di riferimento per studenti e famiglie, pensato per offrire supporto e strumenti utili ad affrontare uno dei momenti più delicati del percorso formativo. Accanto allo sportello è già in fase di progettazione il Centro Incontro Apprendimento Opportunità (C.I.A.O.), che avrà sede all’interno di un istituto scolastico del territorio e che sarà aperto a studenti, famiglie e docenti.
Uno spazio permanente di confronto e accompagnamento, in cui ragazze e ragazzi potranno esplorare le proprie attitudini e costruire in modo più consapevole il proprio percorso. Le due iniziative rappresentano l’evoluzione del progetto “Le scelte possibili” e saranno sviluppate e gestite da La Fabbrica Società Benefit, che continuerà ad affiancare Città metropolitana di Torino lungo tutto questo percorso, contribuendo allo sviluppo delle metodologie e alla costruzione di un modello di educazione alla scelta innovativo.
Un modello replicabile
“La collaborazione con Città metropolitana di Torino ci ha permesso di sperimentare e perfezionare un approccio all’educazione alla scelta che tiene conto della complessità del presente e del futuro e che sposta la domanda orientativa dal cosa fare al chi sono”, spiega Angela Mencarelli, amministratrice delegata di La Fabbrica, sottolineando come accompagnare alla scelta oggi significhi aiutare le e i giovani a leggere il cambiamento, riconoscere i propri talenti e trasformare le incertezze in possibilità. “Il nostro impegno sul tema riconosce l’urgenza di supportare ragazze e ragazzi nel diventare adulti che sanno decidere e agire in un mondo che cambia e nel quale devono poter immaginare un futuro”.
L’esperienza avviata a Torino si propone oggi come un modello replicabile, in grado di offrire indicazioni concrete per rafforzare il ruolo dell’eduzione alla scelta e contribuire a ridurre dispersione e disallineamento tra formazione e lavoro".
di LA REDAZIONE



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