Nuovo Concorso Scuola 2026 in arrivo? Si tratterà di una procedura semplificata. Ecco come sarà strutturato e quanti saranno i posti disponibili. Tutte le indicazioni indispensabili in merito
- La Redazione

- 3 ore fa
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Nuovo Concorso Scuola 2026: si tratterà di un concorso ordinario semplificato, la cui struttura dovrebbe...

La fase transitoria legata al PNRR sta per concludersi e l'idea di un Nuovo Concorso Scuola ordinario nel 2026 comincia ad essere sempre più incalzante.
L'amministrazione, infatti, mira alla stabilizzazione del personale docente attraverso procedure ordinarie che siano senz'altro meno serrate e costanti nel tempo così da provvedere a coprire le cattedre vacanti in maniera sistematica.
Nei prossimi mesi, infatti, il Ministero dell’Istruzione e del Merito punta alla pubblicazione di tutte le graduatorie entro il 30 giugno 2026.
In tal modo, pertanto, si potrà dare avvio alle immissioni in ruolo programmate per settembre 2026 così da raggiungere l'obiettivo prefissato: completare il target complessivo di 70.000 assunzioni così come disposto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Si procederà, molto orientativamente, all'attivazione di un nuovo concorso scuola 2026 a partire dal secondo semestre dell'anno, tenuto conto dell'esigenza di copertura dei posti e della programmazione ministeriale.
Molto probabilmente la pubblicazione del nuovo bando avverrà tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027: le prove potrebbero svolgersi nel 2027 così da procedere con le immissioni in ruolo a partire dall’anno scolastico 2027/2028.
Si tratterà di un concorso ordinario semplificato, la cui struttura dovrebbe essere similare a quella prevista per le procedure svoltesi negli anni precedenti:
Prova scritta articolati in quiz a risposta multipla.
Prova orale volta all'accertamento delle competenze didattiche.
Accesso vincolato al possesso dei nuovi percorsi abilitanti (30, 36 o 60 CFU).
POSTI DISPONIBILI?
Per il nuovo concorso scuola 2026 prevista una disponibilità che oscilla tra le 10.000 e le 20.000 unità.
Ricordiamo che la priorità rimane quella di istituire un doppio canale di reclutamento perché negli anni precedenti spesso il reclutamento attraverso il canale unico dei concorsi non è stato di per sé sufficiente ad impedire il verificarsi di fenomeni come la supplentite e quindi non utile ad abbattere il precariato.
di VALENTINA TROPEA



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