NASpI docenti e ATA, domanda già presentata? Ora attenzione al SIISL: cosa fare entro 15 giorni. C’è ancora tempo per chi non l’ha richiesta
- La Redazione

- 3 ore fa
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La maggior parte dei supplenti con contratto al 30 giugno ha già inoltrato la richiesta all’INPS. L’iscrizione al SIISL è automatica, ma il beneficiario deve...

A oltre un mese dalla conclusione dell’anno scolastico, la maggior parte dei docenti e ATA con contratto al 30 giugno ha già presentato la domanda di NASpI. Per molti supplenti, però, la procedura non si conclude con l’invio della richiesta all’INPS. Una volta iniziata la fruizione dell’indennità, occorre controllare la propria posizione sulla piattaforma SIISL.
Il beneficiario viene iscritto d’ufficio al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa, ma entro 15 giorni dall’inizio della prestazione deve accedere alla piattaforma, verificare i propri dati, integrare il curriculum vitae e sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale. È questo, oggi, il passaggio al quale prestare maggiore attenzione. I 15 giorni, infatti, non decorrono dalla data di presentazione della domanda, ma dall’inizio della fruizione della NASpI. E chi non ha ancora inoltrato la richiesta? Non è detto che abbia perso il diritto all’indennità. La domanda può essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Per i supplenti al 30 giugno il termine non è ancora scaduto, mentre chi ha terminato il servizio alla conclusione delle lezioni deve verificare la data esatta riportata nel proprio contratto.
NASpI già richiesta: cosa bisogna fare sul SIISL
I beneficiari della NASpI vengono iscritti d’ufficio alla piattaforma SIISL, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa. Non occorre, quindi, presentare una nuova domanda di iscrizione.
Entro 15 giorni dalla data in cui inizia la fruizione della prestazione, il beneficiario deve però accedere alla piattaforma e:
verificare e aggiornare i propri dati personali;
inserire o integrare il curriculum vitae;
sottoscrivere il PAD, il Patto di Attivazione Digitale;
fornire le informazioni utili alla predisposizione del Patto di Servizio Personalizzato.
Il termine dei 15 giorni non decorre dalla presentazione della domanda di NASpI, ma dall’inizio della fruizione dell’indennità.
Come accedere alla piattaforma
Il beneficiario può accedere al SIISL attraverso la propria identità digitale. All’interno della sezione dedicata ai percettori di NASpI e Dis-Coll può controllare i dati già presenti, completare il curriculum e sottoscrivere il PAD.
Il Patto di Attivazione Digitale rappresenta il primo passaggio del percorso di reinserimento lavorativo e consente la trasmissione delle informazioni necessarie al Centro per l’Impiego competente.
È quindi importante controllare la propria posizione anche se la domanda di NASpI è già stata accolta e l’indennità è in pagamento.
Cosa succede se non si completa il SIISL entro 15 giorni
Su questo punto è necessario evitare allarmismi. L’INPS ha chiarito che il mancato inserimento del curriculum o la mancata sottoscrizione del PAD non comportano automaticamente sanzioni, sospensione o decadenza dalla NASpI.
Le conseguenze sulla prestazione possono essere applicate in caso di mancata partecipazione, senza un giustificato motivo, agli interventi di politica attiva proposti dal Centro per l’Impiego.
Il beneficiario deve quindi prestare attenzione alle eventuali comunicazioni e convocazioni ricevute, controllando i recapiti indicati nella domanda e sulla piattaforma.
Dopo il SIISL può arrivare la convocazione del Centro per l’Impiego
Una volta completati gli adempimenti sulla piattaforma, il beneficiario può essere convocato dal Centro per l’Impiego competente per territorio.
In questa fase può essere definito il PSP, il Patto di Servizio Personalizzato, che può prevedere colloqui di orientamento, percorsi formativi o iniziative di accompagnamento alla ricerca di una nuova occupazione. La convocazione non arriva necessariamente nell’immediato. È comunque opportuno monitorare le comunicazioni del Centro per l’Impiego e mantenere aggiornati i propri recapiti.
Chi non ha ancora presentato la domanda è ancora in tempo?
Chi ha terminato una supplenza e non ha ancora richiesto la NASpI potrebbe essere ancora nei termini. La domanda può essere presentata all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Per i docenti e ATA con contratto scaduto il 30 giugno il termine non è ancora trascorso. Chi ha concluso il servizio al termine delle lezioni deve invece verificare la data esatta di cessazione riportata nel contratto, dalla quale decorrono i 68 giorni.
I supplenti con contratto fino al 31 agosto potranno presentare la domanda soltanto dopo la cessazione del rapporto di lavoro.
Resta importante non attendere inutilmente. Se la domanda viene presentata entro gli otto giorni successivi alla cessazione, la NASpI decorre dall’ottavo giorno successivo alla fine del rapporto. Se viene inoltrata dopo l’ottavo giorno, l’indennità decorre dal giorno successivo alla presentazione.
Quali requisiti servono per ottenere la NASpI
Per accedere alla NASpI occorre aver perso involontariamente il lavoro e possedere almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti alla cessazione del rapporto.
Nel caso dei lavoratori della scuola possono concorrere al raggiungimento del requisito anche più contratti a tempo determinato, purché i periodi contributivi complessivamente maturati raggiungano la soglia prevista.
Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2025 è previsto anche un requisito specifico per chi, nei dodici mesi precedenti, abbia lasciato volontariamente un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. In questo caso devono risultare almeno 13 settimane di contribuzione tra la cessazione volontaria del precedente rapporto e quella involontaria che dà diritto alla NASpI.
La situazione può riguardare, ad esempio, chi abbia lasciato un precedente impiego stabile prima di accettare una supplenza scolastica.
Cosa succede quando arriva una nuova supplenza
Per molti docenti e ATA la NASpI rappresenta una tutela temporanea, in attesa di una nuova convocazione da parte della scuola.
Quando arriva un nuovo incarico, è necessario comunicare all’INPS, attraverso il servizio NASpI-Com, le variazioni che possono incidere sulla durata o sull’importo dell’indennità.
Gli effetti dipendono dalla durata del contratto e dal reddito previsto. In base alla situazione, la NASpI può essere sospesa per il periodo lavorato, proseguire in misura ridotta oppure cessare.
È quindi importante verificare tempestivamente la propria posizione, soprattutto quando si accetta un incarico breve o si prevede di mantenere parzialmente l’indennità comunicando il reddito presunto.
Per i supplenti che hanno già presentato la domanda, dunque, il passaggio da controllare adesso è il SIISL. Chi invece non ha ancora richiesto la NASpI deve verificare la data di cessazione del proprio contratto: i 68 giorni potrebbero non essere ancora trascorsi, ma rinviare ulteriormente la domanda può posticipare la decorrenza dell’indennità.
di La Redazione
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