Minori tra 14 e 18 anni: capacità di intendere e volere presunta fino a prova contraria. FLC CGIL: “La prevenzione viene prima”
La FLC CGIL richiama la necessità di prevenire il disagio, rafforzare il sostegno alle scuole e garantire piena tutela alle lavoratrici e ai lavoratori...

È stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera il disegno di legge C.3080 che modifica le regole sull’imputabilità dei minori tra i 14 e i 18 anni. Il provvedimento, di iniziativa del Governo, è stato presentato il 5 agosto e assegnato alla Commissione il 9 settembre, ma l'esame non è ancora iniziato. La proposta non abbassa l'età dell'imputabilità, ma interviene sul criterio utilizzato per accertare la capacità di intendere e di volere. Il nuovo testo dell'articolo 98 del Codice penale stabilisce infatti che, per il minore che abbia compiuto 14 anni ma non ancora 18, questa capacità sia presunta fino a prova contraria. Oggi, invece, deve essere accertata nel caso concreto.
Il tema coinvolge direttamente anche il mondo della scuola, soprattutto alla luce degli episodi di violenza che negli ultimi anni hanno visto coinvolti studenti e personale scolastico. Sul disegno di legge interviene la FLC CGIL, che mette in discussione una risposta concentrata prevalentemente sul piano penale e chiede di rafforzare prevenzione, inclusione e strumenti a sostegno delle comunità scolastiche. Il sindacato richiama anche i dati sulla giustizia minorile. Secondo il XXII Rapporto di Antigone, al 30 aprile 2026 nei venti Istituti penali per minorenni italiani erano presenti 581 giovani detenuti, il 52,5% in più rispetto alla fine del 2022. «Gli episodi di violenza che coinvolgono il personale scolastico sono un fenomeno reale che richiede strumenti adeguati di prevenzione, gestione e tutela», sottolinea la FLC CGIL, secondo cui la complessità del fenomeno impone però di non ridurre la sicurezza all'inasprimento della risposta penale quando la violenza si è già manifestata.
Il sindacato ricorda di avere espresso una posizione analoga già nel 2023, durante un'audizione alla Camera sulle aggressioni e le violenze nei confronti del personale scolastico, quando aveva chiesto che il fenomeno fosse affrontato «nella sua complessità in una logica preventiva e formativa». Una posizione ribadita anche dopo i più recenti episodi di violenza nelle scuole. Per la FLC CGIL, la tutela del personale scolastico e quella dei percorsi educativi degli studenti non sono obiettivi contrapposti: chi subisce un'aggressione deve essere pienamente tutelato, ma occorre contemporaneamente intervenire sulle situazioni di disagio prima che sfocino nella violenza.
Per questo il sindacato chiede di investire nella capacità della scuola di intercettare precocemente il disagio, contrastare dispersione e povertà educativa, rafforzare il sostegno psicologico e i servizi sociali e sanitari e costruire reti territoriali stabili.
In questo quadro viene richiamato anche il ruolo dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico: alla rilevazione degli episodi e alle segnalazioni dovrebbero accompagnarsi strumenti di prevenzione, procedure condivise per affrontare le situazioni di rischio e forme effettive di tutela del personale. «Una politica efficace di sicurezza nella scuola comincia prima dell’aggressione e continua dopo l’episodio: prevenendo il disagio, sostenendo le comunità educanti, intervenendo tempestivamente sulle situazioni di rischio e garantendo piena tutela alle lavoratrici e ai lavoratori», conclude la FLC CGIL.
di La Redazione
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