Steve Jobs: "L’unico modo per fare un grande lavoro è amare ciò che fai". Il licenziamento da Apple e la forza di ricominciare
A trent’anni lo licenziarono dall’azienda che aveva fondato. Pensò perfino di lasciare la Silicon Valley. Poi capì che cosa non gli avevano tolto...

«Come si può essere licenziati dall’azienda che si è fondata?» Steve Jobs aveva trent’anni quando si ritrovò fuori da Apple. Con Steve Wozniak l’aveva avviata nel garage dei suoi genitori e, in dieci anni, l’aveva vista diventare una grande azienda. Da 2 persone a 4000 dipendenti. Poi arrivarono i contrasti con la persona scelta per guidarla insieme a lui. Il consiglio di amministrazione si schierò dall’altra parte e Jobs dovette andarsene.
Nel discorso tenuto agli studenti di Stanford nel 2005, raccontò che quel momento fu devastante. Per mesi non seppe cosa fare. Pensò perfino di lasciare la Silicon Valley. Ma, mentre cercava di capire da dove ripartire, si accorse di una cosa: amava ancora il lavoro che faceva. «Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato», disse. Così decise di ricominciare. Solo più tardi avrebbe guardato a quel licenziamento con occhi diversi: «Essere licenziato da Apple fu la cosa migliore che potesse capitarmi». Non lo pensava mentre stava accadendo. Jobs spiegò che la pesantezza del successo aveva lasciato il posto alla «leggerezza di essere di nuovo un principiante», meno sicuro di tutto. Quella libertà gli permise di vivere uno dei periodi più creativi della sua vita.
Negli anni successivi avviò NeXT e Pixar. Pixar realizzò Toy Story; Apple acquistò NeXT e Jobs tornò nell’azienda da cui era stato licenziato. Raccontando questa storia agli studenti, non nascose quanto fosse stata dura: «A volte la vita ti colpisce alla testa con un mattone. Non perdere la fiducia».
Che cosa lo aveva aiutato ad andare avanti quando ancora non sapeva come sarebbe finita? Per Jobs, la risposta era nell’amore per ciò che faceva. «L’unico modo per fare un grande lavoro è amare ciò che fai», disse. E aggiunse che trovare ciò che si ama conta tanto nel lavoro quanto nell’amore. A chi non l’aveva ancora trovato lasciò un invito: «Continua a cercare. Non accontentarti».
A te, lettore che ci segui, è mai capitato di perdere un lavoro o un progetto a cui tenevi e di dover ricominciare? Che cosa ti ha aiutato a capire quale strada volevi prendere? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontacelo nei commenti, anche in forma anonima.
di Katia Piemontese




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