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Meloni: “Un insegnante spende fino al 63% dello stipendio per il mutuo”. Con il Piano casa risparmi fino a 350 euro al mese

Mutui sempre più pesanti nelle grandi città: il caso degli insegnanti e il nuovo Piano Casa per ridurre il peso delle rate...

La casa è diventata una delle principali emergenze economiche per le famiglie italiane. Durante il Consiglio dei ministri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tracciato un quadro chiaro: i prezzi sono cresciuti soprattutto nelle grandi città, rendendo sempre più difficile acquistare o affittare un’abitazione.

“Noi sappiamo che il mercato immobiliare in Italia ha registrato un incremento considerevole dei prezzi, in particolare nelle grandi città, dove infatti la crisi abitativa è più sentita”, ha spiegato la premier.


Un elemento centrale è l’indice di sforzo sul mutuo, utilizzato anche dalle banche per valutare la sostenibilità delle rate. “Quell’indicatore è l’indice di sforzo sul mutuo, cioè il rapporto che esiste tra il tuo stipendio netto e quanta parte di quello stipendio netto devi investire per pagare un mutuo o per pagare un affitto”.

Quando questa quota supera una certa soglia, il rischio aumenta: “Quando questo indice di sforzo supera il 33% scatta un limite considerato di guardia”.

Il peso dei mutui: il caso degli insegnanti

A rendere concreto il problema è l’esempio citato dalla stessa Meloni: “Oggi un insegnante con uno stipendio netto di 1700 euro al mese fa fatica a pagare un mutuo in alcune grandi città. A Milano per un appartamento di 42 metri quadri paga mediamente più di mille euro al mese, significa un’incidenza del 63% sullo stipendio”.

Una situazione che fotografa bene la difficoltà di accesso alla casa, soprattutto per chi ha redditi medi e vive nei grandi centri urbani.

Il Piano Casa: più alloggi e prezzi calmierati

Per rispondere all’emergenza, il Governo ha approvato un nuovo Piano Casa con l’obiettivo di aumentare l’offerta abitativa. Il programma punta a rendere disponibili circa 100mila alloggi in dieci anni, partendo dal recupero di circa 60mila case popolari oggi inutilizzate.

“Sappiamo tutti che la casa è un bene primario e il problema dell’accesso alla casa riguarda una fetta purtroppo significativa della popolazione”, ha sottolineato Meloni.


Il Piano prevede anche il coinvolgimento dei privati, con procedure semplificate in cambio della realizzazione di abitazioni a prezzi calmierati. Su 100 alloggi costruiti, almeno 70 dovranno essere venduti o affittati con sconti rispetto al mercato.

“Oltre a questa fetta ce n’è un’altra che si trova in una sostanziale zona grigia”, ha aggiunto la premier, riferendosi a chi lavora e paga le tasse ma non riesce più a sostenere i costi del mercato immobiliare.

Infine, il Governo punta a ridurre il peso delle rate: “Domani con il meccanismo che abbiamo previsto lo stesso insegnante arriverà a risparmiare almeno 350 euro al mese di mutuo”.

di LA REDAZIONE





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