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Maturità 2026, la traccia di Wenke Husmann: perché crescere non significa smettere di meravigliarsi

La traccia invita i candidati a riflettere sulla complessa convivenza tra le spiegazioni empiriche dei fenomeni naturali e la capacità di...

Per la Tipologia C della prima prova scritta dell'Esame di Stato 2026, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha selezionato un estratto firmato dalla giornalista tedesca Wenke Husmann. Il brano affronta il tema dello stupore in un'epoca ormai incapace di stupirsi, in cui la spiegazione empirica dei fenomeni fa appassire la percezione di bellezza della natura . “Un mondo dove si può spiegare ogni magia è un mondo terribilmente triste. Posso imparare di nuovo la meraviglia? Esiste una versione adulta dell’incanto?”.



Gli studi condotti dall'Università di Berkeley, citati nel suo testo “Funziona a meraviglia” pubblicato su Internazionale, assegnano allo stupore una valenza particolare nel processo evolutivo. La meraviglia agisce direttamente sulla salute psicofisica dell'individuo, contribuendo ad abbassare i livelli di infiammazione cellulare e di cortisolo. Provocando una complessa sensazione di rapimento ed entusiasmo, questa emozione protegge dall'ansia e favorisce il benessere generale.

Nonostante l'evidente utilità naturale, l'età adulta e la società moderna tendono a sopprimere la capacità di meravigliarsi. L'approccio ai fenomeni naturali trae origine dalle istanze dell'Illuminismo.


L'indagine empirica ha progressivamente fornito motivazioni scientificamente spiegate a ogni manifestazione dell'universo, disinnescando il fascino del mistero. Il sociologo Max Weber confinava esplicitamente l'incanto al mondo dei soggetti ritenuti ingenui, come i bambini o le menti semplici. La razionalità nella forma più estrema rischia tuttavia di produrre una profonda aridità, riducendo l'ambiente circostante a una fredda somma di elementi fisici e chimici da decodificare.


L'intero ragionamento dell'autrice scaturisce da un'esperienza di vita, posta in netto contrasto con questo disincanto: l'osservazione notturna dell'aurora boreale ad Amburgo insieme alla propria bambina. L'attitudine gioiosa della bambina mostra come la meraviglia possa sopravvivere alle spiegazioni empiriche. Sapere che l'aurora è il risultato di una collisione di particelle appaga il nostro bisogno di certezze scientifiche, mantenendo comunque nell'animo umano lo spazio necessario per lasciarsi travolgere dallo spettacolo della natura.


Ai maturandi viene richiesto di affrontare l'interrogativo esplicito formulato nel brano: "Esiste una versione adulta dell’incanto?". Gli studenti sono invitati a elaborare considerazioni personali sulla possibilità di strutturare una convivenza tra lo sviluppo cognitivo e la vivacità dei sentimenti. La sfida consiste nell'immaginare un individuo maturo capace di padroneggiare gli strumenti del sapere scientifico senza per questo rinunciare al fascino e all'emozione della scoperta quotidiana.

di Leandro Castagna




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