Frank Furedi, nelle tracce della maturità 2026: "I confini come creatori di significato, non dividono ma definiscono identità, spazio, ordine e sovranità dei cittadini"
- La Redazione

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"Frank Furedi, professore di Sociologia all’Università del Kent, a Canterbury. Il brano preposto tra le tracce è: “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere”..."

Al via la prima prova di maturità 2026, tra gli autori emerge il nome dell’Ungherese Frank Furedi, professore di Sociologia all’Università del Kent, a Canterbury. Il brano preposto tra le tracce è: “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere”.
Furedi è celebre per i suoi studi sulla società contemporanea, sull’affermazione di una crescente cultura della paura, si sofferma in particolare sulle conseguenze nei diversi ambiti che coinvolgono la vita delle persone. Nel corso della sua carriera si è occupato spesso di numerosi temi sociologici con un'attenzione particolare alla trasformazione del ruolo genitoriale e sul concetto, da lui definito, “genitorialità paranoica”. La riflessione sui confini si collega anche a uno dei temi più noti affrontati da Furedi: quello degli adultescenti. Per il sociologo, una società che fatica a riconoscere limiti, ruoli e responsabilità rischia di rendere più difficile anche il passaggio all'età adulta. In questa prospettiva, i confini non rappresentano soltanto barriere, ma punti di riferimento che aiutano le persone a costruire la propria identità e ad assumersi responsabilità.
Nel testo “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere” l’autore si sofferma su una questione centrale del dibattito contemporaneo. Nella nostra società spesso è ricorrente l’appello ad “abbattere le frontiere”, i confini sono ritenuti irrilevanti, discriminatori o reazionari. In questo scenario Furedi non parla solo di limiti geopolitici ma analizza il concetto di confine soprattutto da un punto di vista umano e dell’importanza che assume per la persona questa parola.
Nella società descritta dall’autore le linee di confine tra l’aspetto pubblico e privato, tra uomini e donne, adulti e bambini, umani ed animali sono spesso viste come ingiuste e causa di discriminazioni, ed è qui che emerge il pensiero del sociologo, che ci mette in guardia da una società alla deriva, da un mondo che invece ha la necessità di riscoprire l’arte di tracciare confini. I confini per Furedi non sono altro che creatori di significato, non dividono ma definiscono identità, spazio, ordine e sovranità dei cittadini, dunque abbatterli vuol dire rischiare di perdere punti di riferimento fondamentali per la vita individuale e collettiva. Più che difendere una semplice divisione tra persone o territori, Furedi propone una riflessione sul significato dei confini come strumenti capaci di dare forma alle relazioni, alle responsabilità e alla convivenza all’interno della società.
La traccia proposta dal Ministero invita dunque gli studenti a riflettere sul rapporto tra libertà e limite nella società contemporanea. Attraverso il testo di Furedi emerge una domanda che attraversa il dibattito pubblico attuale: eliminare ogni barriera rende davvero le persone più libere oppure alcuni limiti sono necessari per orientare le relazioni, la vita sociale e la costruzione dell'identità individuale?
di Natalia Sessa




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