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Maturità 2026, Foscolo tra le possibili tracce? Ripassiamo insieme “Alla sera”, uno dei sonetti più celebri

Il poeta vede nella sera un momento di pace e riflessione. Ecco il significato dell'opera, i temi principali e perché potrebbe essere utile ripassarla alla vigilia dell'Esame di Stato...

Mancano ormai poche ore alla prima prova della Maturità 2026 e tra studenti, docenti e genitori continua il tradizionale "toto tracce". Tra i nomi più citati in queste ore c'è quello di Ugo Foscolo, autore che manca dall'Esame di Stato da diversi anni e che potrebbe rappresentare una delle possibili scelte del Ministero.


Tra le opere più conosciute del poeta spicca senza dubbio "Alla sera", un sonetto breve ma ricco di significati, spesso studiato negli ultimi anni della scuola superiore.


Il significato di "Alla sera"


Nel sonetto Foscolo si rivolge direttamente alla sera, descrivendola come un momento capace di portare pace all'animo umano. Non importa che arrivi dopo una giornata serena o accompagnata da tempeste e maltempo: la sera esercita sempre sul poeta un forte fascino.


Ciò che colpisce maggiormente è il legame che Foscolo stabilisce tra la sera e il tema della morte. La morte non viene però rappresentata come qualcosa di spaventoso, ma come un momento di quiete, capace di mettere fine alle inquietudini e alle sofferenze dell'esistenza.


I temi principali


Tra i temi più importanti presenti nell'opera troviamo:


  • il desiderio di pace interiore;

  • la riflessione sul tempo che passa;

  • il rapporto tra vita e morte;

  • la ricerca di serenità dopo le inquietudini quotidiane;

  • la condizione esistenziale dell'uomo.


Attraverso la contemplazione della sera, Foscolo riesce infatti a trovare un momento di equilibrio e di raccoglimento che gli permette di allontanarsi, almeno per qualche istante, dalle preoccupazioni della vita.


Perché ripassarlo alla vigilia della Maturità

"Alla sera" è considerato uno dei sonetti più rappresentativi della poetica foscoliana perché racchiude molti dei temi cari all'autore: il tempo, la morte, il destino umano e il bisogno di trovare un senso alle proprie inquietudini.


Per questo motivo, alla vigilia della prima prova, può essere utile ripassarne il significato e i concetti fondamentali, soprattutto considerando che il nome di Foscolo continua a essere indicato tra le possibili tracce dagli esperti e dagli osservatori della Maturità.

"Alla sera" è un sonetto composto da 14 endecasillabi, suddivisi in:

Due quartine

Prima quartina

  1. Forse perché della fatal quïete

  2. tu sei l'imago a me sì cara vieni,

  3. o Sera! E quando ti corteggian liete

  4. le nubi estive e i zeffiri sereni,

Seconda quartina

5. e quando dal nevoso aere inquiete

6. tenebre e lunghe all'universo meni,

7. sempre scendi invocata, e le secrete

8. vie del mio cor soavemente tieni.

Due terzine

Prima terzina

9. Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme

10. che vanno al nulla eterno; e intanto fugge

11. questo reo tempo, e van con lui le torme

Seconda terzina

12. delle cure onde meco egli si strugge;

13. e mentre io guardo la tua pace, dorme

14. quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.

Schema delle rime

  • Quartine: ABAB – ABAB

    quïete (A)

    vieni (B)

    liete (A)

    sereni (B)

    inquiete (A)

    meni (B)

    secrete (A)

    tieni (B)

  • Terzine: CDC – DCD

    orme (C)

    fugge (D)

    torme (C)

    strugge (D)

    dorme (C)

    rugge (D)

Poesia e parafrasi

ALLA SERA – UGO FOSCOLO

PARAFRASI

Prima quartina


Forse perché della fatal quïete

Forse perché sei simile alla pace della morte

tu sei l'imago a me sì cara vieni,

vieni a me così cara e gradita,

o Sera! E quando ti corteggian liete

o sera! Sia quando sei accompagnata lietamente

le nubi estive e i zeffiri sereni,

dalle nuvole estive e dai venti sereni,

Seconda quartina


e quando dal nevoso aere inquiete

sia quando dal cielo nevoso e invernale

tenebre e lunghe all'universo meni,

porti sull'universo ombre lunghe e inquietanti,

sempre scendi invocata, e le secrete

tu scendi sempre desiderata e

vie del mio cor soavemente tieni.

custodisci dolcemente i segreti del mio cuore.

Prima terzina


Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme

Mi fai vagare con i miei pensieri sulle tracce

che vanno al nulla eterno; e intanto fugge

che conducono all'eterno nulla; e intanto fugge

questo reo tempo, e van con lui le torme

questo tempo tormentato e con lui svaniscono

Seconda terzina


delle cure onde meco egli si strugge;

tutte le preoccupazioni che mi affliggono.

e mentre io guardo la tua pace, dorme

E mentre contemplo la tua pace, si placa

quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.

quello spirito combattivo che ruggisce dentro di me.


di La Redazione




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