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Manovra 2027, Irpef al 33% fino a 60mila euro e bollo auto: Giorgetti conferma la doppia strada

2 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Le due misure non sono alternative. Il quadro definitivo, però, dipenderà dalle risorse disponibili e sarà più chiaro nelle prossime settimane.

Il taglio dell’Irpef non esclude l’abolizione del bollo auto, e viceversa. Il Governo vuole portare avanti entrambe le misure, anche se per capire cosa entrerà davvero nella prossima Manovra bisognerà attendere l’aggiornamento dei conti pubblici.

A ribadirlo è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante il question time alla Camera. “Non esiste alcuna correlazione tra le due fattispecie”, ha spiegato, allontanando l’ipotesi che il Governo debba necessariamente scegliere uno dei due interventi.


Per l’Irpef si lavora all’estensione fino a 60.000 euro dello scaglione tassato al 33%. Oggi questa aliquota si ferma a 50.000 euro, mentre sulla parte di reddito che supera tale soglia si applica il 43%.

La modifica interesserebbe quindi soltanto i 10.000 euro compresi tra 50.000 e 60.000. Per chi dichiara 55.000 euro, il risparmio teorico sarebbe di circa 500 euro l’anno; dai 60.000 euro in su potrebbe arrivare a 1.000 euro. Gli importi effettivi dipenderanno comunque dal testo finale e dalla situazione fiscale del contribuente. Giorgetti ha confermato anche l’intenzione di rendere strutturale l’esenzione dal bollo auto “nella forma ora prevista”. Il riferimento è alla misura approvata per il 2027, che riguarda le automobili con potenza non superiore a 80 kW, circa 109 cavalli, e i motocicli.


L’abolizione non riguarderebbe dunque tutti i veicoli. Il vero passaggio da compiere con la Manovra sarà trovare le risorse necessarie per confermarla anche dopo il 2027.

Sul tavolo resta poi la possibilità di utilizzare la flessibilità europea per sostenere le spese legate alla sicurezza energetica. Giorgetti ha ricordato che il Ministero lavora da aprile a questa soluzione e che la permanenza dell’Italia nella procedura europea per deficit eccessivo rende il percorso meno automatico.

Il confronto con Bruxelles riguarderà anche la tassazione degli extraprofitti delle società energetiche. La questione sarà discussa nuovamente all’Ecofin previsto all’inizio di ottobre.

di La Redazione


 
 
 

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